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AL SALONE C'È POSTO PER TUTTI

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, autore di titoli fondamentali come "Putin, vita di uno zar" e "Trump, un presidente contro tutti", e il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa, seconda carica dello Stato e storico illustre ( "In via Rasella gli uccisi furono una banda musicale di semipensionati" ), fra un paio d'ore inaugurano la trentacinquesima edizione del Salone del Libro. Così ci siam tolti il dente. E poi, fino a lunedì, sarà per nostra fortuna il Salone di sempre: confronto e scontro e incontro, spazio delle idee - anche alle più bislacche o deprecabili - che finora ha saputo rimanere fedele a se stesso e alla sua missione di libertà intellettuale. È l'ultima edizione di Nicola Lagioia, il capitano che ha condotto la navicella del Salone fuori dalle secche e dagli scogli. A lui il merito, con i ringraziamenti di tutti i torinesi. Con l'augurio che Annalena Benini, che prende il suo posto, sia all'altezza di...

CONTESTANO LO RUSSO, CACCIATELI! (IL PALADINO CHE NON T'ASPETTI)

Non solo nella capitale: nel nostro piccolo anche a noi sappiamo mettere in riga le teste calde. Così, mentre a Roma un esultante Salvini cinguetta con la classe e l'aplomb appropriati a un ministro ( "Belli ciao👋" ) per la cacciata dalla Rai di due pericolosi sovversivi, a Torino una Commissione comunale discute la proposta di mozione presentata dal Fratello d'Italia Enzo Liardo ( un habitué di questo blog) avente come oggetto "Stop alla concessione dei locali comunali (a canone agevolato) all'associazione culturale Radio Blackout. Trasmettano pure, se vogliono, ma a spese (interamente) loro". Che già è una bella botta di liberalismo democratico, il "trasmettano pure": e ci mancherebbe altro... Ora: non sto a riassumervi la proposta liardica, che potete leggere qui per esteso. In sostanza, si tratterebbe di cacciare la radio degli antagonisti dai locali di proprietà comunale in via Cecchi: locali ottenuti dall'associazione Blackout con...

SULLA GIOSTRA DEI DIRETTORI

L'accigliato Lo Russo fra Purchia e Campogrande. Sul trespolo il collega Casoli della Rai Ieri mattina c'era un gran traffico di conferenze stampa. Senso tattico sopraffino, davvero. Erano riusciti a piazzare in contemporanea, alle undici e mezza, le presentazioni del Salone Off alla Cavallerizza e di MiTo Settembre Musica al Museo della Rai. Quando si sono accorti del malestro, quelli di MiTo hanno posticipato a mezzogiorno e mezza, che poi è diventato l'una per aspettare il sindaco Sala che doveva collegarsi da Milano ed era impegnato con il ministro dell'Interno: invano, perché il Piantedosi al Sala gli ha attaccato un bottone che non finiva più e alla fine Sala ha dato buca a MiTo, presumo con gran fastidio di Lo Russo che infatti aveva l'aria imbronciatissima, come si può notare nella figura.  Intanto, mentre Salone e MiTo s'industriavano per evitare la concomitanza, al Museo del Cinema hanno pensato bene di piazzare alle undici e mezza la presentazione d...

IL LABIRINTO BIZANTINO

La mostra "Bizantini"   (ricordate? Ve l'avevo preannunciata mesi fa... ) è finalmente arrivata a Palazzo Madama. Ed è tutta da scoprire. Nel senso che me la sono dovuta cercare. Cioè, sta in Sala Senato, come al solito le "grandi mostre" di Palazzo Madama: e già lì, è tutto un dedalo di quinte in cartongesso, che ci vuol niente a perderti qualcosa. Io, ad esempio, soltanto al terzo giro del labirinto ho scoperto un pezzo di mostra astutamente mascherato dietro un tendaggio riproducente un mosaico bizantino. Anche trovare lo spazio dedicato all'oreficeria non è così intuitivo. Ma il safari vero comincia quando in apparenza la mostra è finita, dopo la medaglia del Pisanello che effigia un imperatore bizantino. Lì c'è un'altra saletta che in apparenza non c'entra nulla con la mostra: e invece, sulla destra, ci sono tre-quattro teche con testimonianze dei rapporti medievali fra Bisanzio e i potentati piemontesi degli Aleramo e dei Savoia. Ecco: mi a...

OLTRE 18 MILA AL TJF

Bilancio finale per il Torino Jazz Festival: come ho già scritto , il successo sta nei numeri. Nei 9 giorni di programmazione – dal 22 al 30 aprile - si sono tenuti 93 appuntamenti in 62 location. L’affluenza per i 17 concerti principali (quasi tutti sold out) è stata di 12.513 persone mentre nei 32 club si è registrato un dato di 3.200 ingressi. Ai 34 Jazz Blitz hanno partecipato in 2.000 e in 717 hanno seguito i Talk e gli Special. Nell’insieme il Tjf 2023 ha totalizzato 18.430 ingressi, il 29% in più rispetto allo scorso anno.  L’ex direttore del TJF, peraltro, ha replicato a questa comunicazione del Comune precisando che, sotto la sua direzione, gli spettatori furono 23 mila nel 2018 e 27 mila nel 2019 (ultimo anno pre-Covid). In effetti il confronto con le edizioni dal 2020 al 2022 dovrebbe tenere conto di tale fattore negativo.  Il budget del Festival anche quest'anno era di 650 mila euro, con un costo lordo per spettatore di circa 35,27 euro. Non è ancora noto l'in...

TJF: LE DUE MOSSE VINCENTI

Oggi Stefano Bollani chiude il Tjf2023 Termina oggi, con due concerti esauritissimi di Stefano Bollani, l'undicesima edizione del Torino Jazz Festival . Ripubblico qui il commento uscito ieri sul Corriere, e non disponibile on line. Pare – dico pare – che stavolta, all'undicesima edizione, il Torino Jazz Festival abbia trovato finalmente la giusta alchimia. È cominciato sabato 22 e terminerà domenica 30, ma già lunedì scorso  – in un crescendo di continui sold out - gli incassi veleggiavano attorno ai 115 mila euro: ben oltre l'obiettivo dei 110 mila per l'intera manifestazione prudentemente preventivati da Alessandro Isaia, segretario generale della Fondazione Cultura che organizza il Festival. Ma non è soltanto una questione di numeri. Bene o male, il Tjf il suo pubblico lo aveva anche in passato. E ci mancherebbe altro, con quel che costa: anche quest'anno il budget è di 650 mila euro, cifra che non basterà a farne un mega-evento tipo Umbria Jazz, ma che, almeno...

PNRR: OLTRE 38 MILIONI PER I SITI STORICO-ARTISTICI

Ricevo e volentieri pubblico: Duecentoquindici comuni piemontesi, quasi uno su cinque, ospitano un sito di interesse storico che sarà rigenerato grazie ai fondi del Pnrr. Una radiografia emersa dall’ultima graduatoria dei programmi di recupero degli edifici rurali stilata dal Settore Cultura della Regione Piemonte che finora ha assegnato quasi 130 milioni di euro su alcune linee del Pnrr, di cui gli ultimi 38,2 milioni serviranno a recuperare edifici storici oggi in disuso o in stato di degrado attraverso 311 progetti che avranno una ricaduta economica di 49,7 milioni di euro. Tra questi anche antiche stalle come quelle all’interno dell’abbazia benedettina di Bergamasco in provincia di Alessandria o la chiesa di San Sebastiano a Cocconato d’Asti che saranno restituite alla comunità. Compongono il mosaico di patrimoni recuperabili, tra gli altri, anche il risanamento conservativo del santuario della Madonna dei monti a Niella Belbo in provincia di Cuneo, o il restauro degli affreschi de...