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DAMILANO PRESIDENTE DEL MUSEO DEL CINEMA

Paolo Damilano, doppio presidente
Il presidente di Film Commission Paolo Damilano sarà anche presidente del Museo del Cinema. Succede a Ugo Nespolo. Lo ha proposto l'assessore regionale Antonella Parigi, in accordo con il Comune, e non c'è ragione per credere che il CdA non approverà. Per ora le due strutture resteranno separate, ma è evidente che la nomina di un presidente unico indica la strada per un riordino del "sistema cinema". Damilano avrà l'incarico di potere a termine il progetto di un ente nuovo - probabilmente una fondazione - che inglobi i compiti di Film Commission e Museo.
Ho chiesto al direttore del Museo, Alberto Barbera, quale potrebbe essere in concreto l'effetto del "presidente unico". Barbera mi è sembrato contento: ha un ottimo rapporto con Damilano, e apprezza il suo lavoro a Film Commission. Non pensa che ci sarà una fusione fra Fcpt e Museo: piuttosto un'ottimizzazione delle risorse (sempre più scarse) e una razionalizzazione del lavoro. Barbera si è detto convinto che l'integrazione fra le due realtà non porterà a riduzioni di personale.
C'è comunque una ragione economica alla base della scelta. Damilano è un imprenditore di successo. E sa trovare i soldi. Questo è fondamentale. Come presidente di Film Commission magari ha stentato a muoversi  nel mondo del cinema, ma quanto alla capacità di trovare sponsor e partner commerciali ha fatto faville. Il fundraising è il suo punto di forza. Esattamento ciò che dice la Parigi:  "Abbiamo deciso per l’accorpamento. Film Commission e il suo eccellente rapporto con i privati, in un momento di difficoltà di reperimento delle risorse, non può che essere utile al Museo del Cinema. Paolo Damilano è un  imprenditore che ha dato prova di grandi capacità, la persona giusta per guidare il sistema cinema".


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