Passa ai contenuti principali

EVVAI, COMINCIA LA BATTAGLIA DEL BANDO! WONDER CHIARA REGOLA I CONTI CON PATRIZIONA

"No, così non va, hai toppato!". Wonder Chiara e l'assessore alle Fontane spiegano il loro punto di vista a Patriziona Asproni
Alè. Vai con il rock'n'roll.
Stavo in pensiero. Cavolo, mi dicevo, madamin Appendino è sindaco da otto giorni e non ha ancora aperto il cannoneggiamento su Patriziona Asproni. Che le sarà capitato a Chiaretta?, m'interrogavo premuroso. Starà male?
E invece no, Wonder Chiara non paga il sabato; e oggi, essendo venerdì, ha messo giù il carico da otto. Fresco fresco sui giornali on line. "Abbiamo appreso dagli organi di stampa dell’avvenuta pubblicazione del bando per Artissima che ci era stato sottoposto solo poche ore prima dalla presidente della Fondazione Torino Musei (ovvero Patriziona Asproni, NdG), senza darci il tempo materiale di fare opportune valutazioni di merito", dichiara l'assessore alla Cultura (e alle Fontane) Leon. "Tutto ciò costituisce una mancanza di collaborazione fra la Città e un suo Ente partecipato", ricama di draghinassa l'assessore agli Eventi (nonché sindaco) Appendino.
Come dire: "Patriziona, hai cercato di fregarci sul tempo, ma noi siamo mica fesse".
Il pretesto è flebile, se vogliamo. Le due avrebbero ricevuto solo il 6 luglio in lettura il bando che la Fondazione presieduta da Asproni ha pubblicato ieri, 7 luglio: e secondo me  l'hanno ricevuto perché l'assessore Parigi s'è impuntata, sennò magari manco glielo mandavano. Però era un bando che ci volevano tre minuti per leggerlo, e trenta secondi per capire che è una chiavica, come vi ho spiegato per l'appunto nel post di ieri. Soprattutto quella levità elusiva su chi sarà a scegliere il vincitore suona molto provocatorio, considerati i precedenti. Questo di sicuro ha attizzato Wonder Chiara, che nutre - come dire? - un certo qual pregiudizio su Patriziona e la sua attitudine alla gestione dei bandi.
Patriziona, d'altra parte, non stava più nella pelle di fare uno spregio a Sarah scodellandole un bando che alla Cosulich piace come un riccio nelle mutande. E forse la formulazione del bando rende la situazione ancor più spinosa. O lampante, se preferite, sicché si spiegherebbe la scelta di Sarah di non partecipare.
Morale della favola, casino generale.
Le due erinni municipali s'incazzano come aquile, e Patriziona le rimbalza con articolati e sprezzanti accenti: "Leggiamo con sorpresa le dichiarazioni rese dall'assessore alla Cultura e dalla sindaca della Città di Torino. Rileviamo che la Fondazione, Ente autonomo, ha svolto ordinaria attività amministrativa, dando esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo, in ossequio alle norme applicabili di legge e secondo le linee guida approvate dal Consiglio Comunale della Città di Torino. Conseguentemente, essendo scaduto il rapporto con la Direttrice di Artissima, non più rinnovabile, il Consiglio direttivo della Fondazione ha deliberato all'unanimità di procedere con il bando per la selezione del nuovo direttore. Il bando è, come è noto, un documento di natura tecnica e non certamente politica, che viene abitualmente redatto secondo criteri oggettivi, che tengono conto degli specifici requisiti che devono essere posseduti dal soggetto che risulterà selezionato. Si tratta dunque di documento che afferisce all'organo competente, cioè il Consiglio Direttivo della Fondazione. Da ultimo si fa presente che la presidente ha richiesto ufficialmente di incontrare la sindaca fin dal suo insediamento e, una volta nominata, anche l'assessore, con il fine di informare sulla Fondazione Torino Musei; il bando è stato trasmesso all'assessore per conoscenza il 6 luglio, prima della sua pubblicazione, esclusivamente per ragioni di cortesia istituzionale".

Traduzione: andatevene al diavolo (non scrivo "affanculo" perché tra signore non sta bene, NdG), io faccio quel che devo fare (versione meno soft: "faccio il cazzo che mi pare" NdG) e non vengo certo a chiedere il permesso a voi due.

Sarà un'estate molto divertente. Quasi quasi non vado più al mare.

P.S. I giornali titolano "Appendino contro la Fondazione Torino Musei". E' inesatto. Che c'entra la Fondazione? Lei vuole la pelle di Patriziona.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...