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PROROGARE BARBERA? UN MUSEO ALL'ULTIMA SPIAGGIA

I dilemmi di Barbera: li mando subito affanculo
o gli dico no grazie?... E se mi scappa da ridere?
Domani, 15 dicembre, nel pomeriggio si incontrano i Soci fondatori del Museo del Cinema. Se Francesca Leon non mi ha contato una cucca, l'assessore comunale alle Fontane dovrebbe arrivare alla riunione sbandierando una proposta d'accordo con la Regione per uscire dallo stallo messicano che si è creato alla Mole dopo l'impuntatura del trio Giordano. Il trio non ha voluto accettare il frutto finale e travagliato di un bando pubblico gestito dalla società esterna Praxi: la nomina di Alessandro Bianchi alla direzione del Museo. Il trio Giordano ha posto il veto sul nome di Bianchi: perché non adeguato dal progetto del Comune sul Museo, dice il trio Giordano; perché sospettato di essere un piddino, dice la Regione piddina.

Tenga, buon uomo: la prorogo di due mesi

Temo e tremo immaginando quale potrebbe essere la "proposta d'accordo" del trio Giordano: prorogare di altri due mesi l'incarico ad Alberto Barbera, così da non lasciare il Museo completamente allo sbando, senza una guida. Barbera è già stato prorogato di due mesi il 31 ottobre, quando i Soci fondatori capirono che non si sarebbero messi d'accordo tanto in fretta. 
Con altri due mesi a disposizione il trio Giordano spera di scovare un suo gradito - a cui far vincere l'eventuale nuovo bando farlocco - che sia più credibile di Daniele Tinti, il "candidato ideale" che hanno dovuto scegliersi in quattro e quattr'otto domenica mattina, quando qualcuno li ha allertati sulla presunta fede politica di Alessandro Bianchi. Purtroppo un mese fa, durante una seduta per esaminare le candidature, pare che Francesca Leon si sia sbilanciata asserendo che Daniele Tinti non era la persona giusta per quell'incarico. Opinione, questa, allora pienamente condivisa dagli altri Soci fondatori. Che però, a differenza di Leon, adesso non hanno cambiato idea.
(Mi corre a questo punto l'obbligo di una precisazione. Già un altro candidato, Paolo Verri, ha rinunciato alla direzione. Non sono però convinto, come ora si afferma da più parti, che ci sia stato un esplicito veto su di lui da parte del trio Giordano: sono propenso a credere, in base delle pur contraddittorie informazioni in mio possesso, che si sia ritirato spontaneamente, per motivi suoi o forse perché fiutava la brutta aria che tira attorno alla Mole).
Chiusa la doverosa parentesi, torniamo alla nostra dolorosa historia.
A questo punto appare chiaro che il trio Giordano, montalianamente, sa benissimo chi non vuole (Barbera), ma non aveva previsto con chi sostituirlo. Quando si dice l'imprevidenza.
E a questo punto per il trio Giordano sarebbe irrealistico persino tornare sui propri passi (opzione che comunque non rientra nella panoplia del trio Giordano) poiché Alessandro Bianchi ha ovviamente ritirato la sua candidatura.
Da qui potrebbe sorgere la fantasia di offrire, obtorto collo, un'ulteriore proroga a Barbera. 

Signore, c'è un equivoco, io non sono il suo lacché

Purtroppo per il trio Giordano, Alberto Barbera, uno degli uomini più influenti del cinema europeo, non ha la vocazione del lacché. Per cui lo immagino proclive a mandarli a fare in culo, loro e la loro offerta. Con la morte nel cuore, senza dubbio, perché Barbera, come qualsiasi torinese, ama sinceramente il Museo, e soffre a vederlo in così miserevoli condizioni. Tuttavia per certi uomini la dignità è ancora un valore.

Se mi vuoi, è per un anno

Credo di poter presumere che Barbera accetterebbe una proroga soltanto a condizione che sia una proroga seria, diciamo di un anno, e con pieni poteri. Ma tendo a escludere che sia disposto a fare lo stuoino e a firmare per l'acquisto della carta igienica mentre lorsignori si grattano la rogna. Tanto più che è assai seccato (e lì si vede il signore: io sarei incazzato nero) perché lorsignori da tempo lo ignorano, non gli dicono nulla, si comportano come se non esistesse.
No. Sospetto che non accorrerebbe al fischio del padrone.
Sospetto peraltro che il padrone non sia disposto a cambiare atteggiamento, o a trangugiare lo scorno di tenersi per un altro anno l'odiato Barbera. 
Per cui spero vivamente di sbagliarmi, e che il trio Giordano abbia escogitato una "proposta d'accordo" diversa dalla proroga di due mesi a Barbera. 

Chiampa e Antonellina non gradiscono ruvide effusioni

Né mi pare realistico ipotizzare che il Chiampa e la Parigi si mettano a novanta gradi e  si facciano piacere l'irrealistica candidatura di Daniele Tinti, che non li convince manco p'u'cazz, giusto per non contrariare il trio Giordano. I due mi sembrano anch'essi assai seccati (il Chiampa persino più della Parigi) e poco propensi a prestarsi alle ruvide effusioni municipali.
Pertanto, se il trio Giordano non caverà dal cilindro qualche trovata mirabolante, lo stallo messicano è destinato a protrarsi a lungo. Il Chiampa e la Parigi vedono una sola via d'uscita: annullare il bando ormai svuotato, e indirne uno nuovo. Con almeno tre conseguenze:
1) il Museo restarà decapitato per almeno due-tre mesi (staminchia che Barbera fa il tappabuchi), dilaniato da feroci lotte fra opposte fazioni, e con un Comitato di gestione ridotto al lumicino dopo le dimissioni di due membri su cinque;
2) ci saremo fumati 50-60 mila euro per niente (o credevate che la Praxi organizza i bandi per hobby?);
3) nel 2017 i festival rischieranno grosso.
Ma questa è un'altra storia: ve la racconto stanotte.

Aggiornamento: "In ginocchio da te. Barbera, resta!"

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