Passa ai contenuti principali

UFFICIO COMPLICAZIONE AFFARI SEMPLICI: SE C'E' ARTISSIMA VIETIAMO LE AUTO


Capataz schierati in prima fila alla presentazione di Artissima. Da sinistra Appendino, Leon, una signora con gli occhiali
che ipotizzo sia l'assessore Patti, il presidente della Fondazione Musei Cibrario e il direttore della medesima Valsecchi
Io le adoro, quando cascano dal pero.
Hanno una così deliziosa aria da stupite nel mondo, che mi verrebbe da abbracciarle.
Oggi la conferenza stampa di Artissima valeva il viaggio fino al Circolo Esperia non tanto per le notizie - era la stanca replica della presentazione milanese di stamattina - quanto per il siparietto finale.
Vi racconto.
Siamo all'Esperia, saranno le cinque del pomeriggio e l'allegro incontro volge al termine; madamin Appendino se l'è già squagliata lasciando a presidio i suoi bibì&bibò personali Giordana e Pasquaretta, nonché una giulivissima Leon; la direttrice di Artissima Ilaria Bonacossa conclude la fluviale descrizione della sua fiera assicurando che dal 3 al 5 novembre "Torino sarà al centro dell'arte internazionale"; ed ecco che un malignazzo barbuto alza il ditino e fa notare alla direttrice che il 5 novembre è domenica, per la precisione la domenica ecologica annunciata l'altro ieri dalla giunta municipale con squilli di tromba e rulli di tamburi.
Ooops...
Il malignazzo paventa che il divieto di circolazione delle auto durante Artissima non favorisca l'afflusso dei visitatori in una città che ambisce a essere al centro dell'arte internazionale.
Io strozzerei il malignazzo; era più divertente aspettare che se ne accorgessero loro, la mattina del 5 novembre.
Però lo spettacolo è comunque valido. L'Ilaria tenta un ilare "non è che una cosa è vera se è scritta su un giornale", ma il malignazzo ribatte che è scritta su una delibera di giunta (a me risulta che lo ha annunciato l'apprendista assessore Unia - di certo lo hanno frainteso - e madamin Appendino come al solito a mezzo Fb).
A quel punto la Bonacossa improvvisa abilmente, e sostiene all'impronta che "ne stiamo ragionando con l'amministrazione", incoraggiata dagli ampi gesti della Leon seduta in prima fila, che mima un disinvolto "ma sì, vedrai che in qualche modo l'arrangiamo".
E volevo pure vedere che non l'arrangiavano...
Ecco, queste sono le scenette che rallegrano la mesta liturgia delle conferenze stampa e tirano su il morale a chiunque non sia amministrato dalla compagnia di varietà. Ne ho in saccoccia un'altra, di scenette amene, protagonisti Bibì&Bibò. Ma adesso esco. Ve la scrivo stanotte. Poi vi ricopio anche il comunicato di Artissima, perché non si dica che non do la giusta attenzione alle eccellenze culturali di Torino.

P.S. Rendo noto alla pregiata amministrazione comunale torinese che domenica 5 novembre è una domenica di gloria per Torino: oltre Artissima sono previste altre manifestazioncelle fra cui Club to Club, The Others, Paratissima, Operae, Flat e millant'altre che non sto ad elencare, e talune in location neppure facili da raggiungere con i mezzi pubblici. 
Ne discende che domenica 5 novembre è il giorno perfetto per vietare le auto in questa Città dalle Molte Sfighe.

Commenti

  1. Nel frattempo hanno deciso di limitare il tutto alla ZTL centrale e guarda un po' rinviare la domenica del 5 novembre al 26 novembre... i maestrini con la bacchetta...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...