Passa ai contenuti principali

DARE ARIA AI DENTI: LA CANDIDATURA DEI MARZULLI

E' mai possibile o porco di un cane 
  che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane?


Ti fanno proprio passare ogni entusiasmo. Persino la magnifica illusione di una Torino candidata a Capitale europea della Cultura nel 2033, che pure m'aveva riacceso un barlume di speranza, s'ammoscia alla prova dei fatti, infrangendosi sugli scogli della inconcludenza e del velleitarismo parolaio.
Niente di nuovo, si capiva fin dall'inizio, fin dalle prime baruffe dell'asilo Mariuccia comunale: siamo sprovvisti dei cervelli necessari all'impresa. Non ci sono oggi, e chissà se mai ci saranno.
Ma adesso che sono cominciati i "lavori" (vabbé, lavori...) con le audizioni in Commissione, appare evidente che buona parte di quella che dovrebbe essere la classe dirigente cittadina non ha la minima idea su ciò di cui si sta discutendo; o se qualche idea ce l'ha, non riesce ad esprimerla in maniera intellegibile.
L'altro giorno ho seguito una delle sedute in videoconferenza, e ne ho tratto la conclusione che, nelle attuali condizioni e con l'attuale materiale umano, possiamo al massimo candidarci a capitale mondiale dei quaquaraquà. Nell'articolo sul Corriere di stamattina (ecco il link) riferisco quanto (non) mi è riuscito di capire degli sproloqui che ho ascoltato durante l'audizione, e ne traggo le illogiche conseguenze.
Voglio qui invece manifestare ammirazione e solidarietà ai colleghi dell'ufficio stampa comunale, che riescono sempre e comunque a scrivere ottimistici resoconti di quelle sedute, dando addirittura l'impressione (del tutto illusoria) che qualcosa di sensato sia stato effettivamente detto.


Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...