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UN PALCO E UN PARCO PER FARASSINO

Gipo Farassino nello spettacolo "Stassèira", in scena nel 2010 al teatro Carignano
Domani, venerdì, al teatro Carignano sarà allestita, dalle 11 alle 14, la camera ardente di Gipo Farassino per quanti desiderano rendergli l’ultimo omaggio. Saranno presenti le autorità. Intanto, oggi i consiglieri comunali della Lega Nord Ricca e Carbonero hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale, "a nome di tutta la Lega Nord e crediamo anche dei tantissimi torinesi che lo piangono", che il parco dell’Arrivore, al fondo di corso Giulio Cesare vera porta d’ingresso alla città,  venga intitolato a Gipo Farassino. Una proposta assolutamente condivisibile: ovviamente, a nome dei tantissimi torinesi. Qui non è questione di partiti, e vorrei vedere chi avrà il becco di opporsi. Piuttosto, non mi sembra un'ideona quella di intitolare a Farassino il Parco dell'Arrivoire. Pensiamo a qualcosa di più nobile e centrale. Facciamo già brutta figura con i giardinetti intitolati a Fred Buscaglione, vogliamo smetterla di trattare le nostre glorie come abusivi della toponomastica?
Tornando alla camera ardente, è bello che Gipo riceva l'ultimo saluto dei torinesi al Carignano. Ci teneva, a finire il suo passaggio terreno su un palcoscenico. Quel palcoscenico, poi: fu proprio lì che Farassino coronò, nel 2010, la sua carriera artistica di attore e chansonnier con lo spettacolo "Stassèira", prodotto dal Tst e diretto da Mario Martone. Ma la carriera d'attore di Gipo prese il vollo proprio con lo Stabile, grazie a una serie di spettacoli in piemontese a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, grazie all'attore e regista Gualtiero Rizzi. Farassino fu dapprima  il pastore Gelindo nell’omonima sacra rappresentazione natalizia  che debuttò al Gobetti il 21 dicembre 1969. Lo spettacolo girò in Piemonte e venne ripreso anche la stagione seguente al nuovissimo teatro Erba, il 15 dicembre 1969. Nel frattempo Rizzi aveva messo in scena, con Gipo protagonista, "Notti astigiane" tratto dall’"Opera Jucunda" dell'Allione, il “Ruzante astigiano”. La nuova produzione dell’Associazione Teatro Piemontese realizzata dallo Stabile di Torino debuttò infatti all'Alfieri di Asti il 6 novembre 1969. Lo spettacolo fu presentato in vari teatri in provincia e approdò infine all'Erba per un ciclo di recite il 10 novembre 1969. Nel 1970 Gipo Farassino fu poi protagonista dei "Pòrdiao", nuova trascrizione in piemontese di Gualtiero Rizzi dall’originale in dialetto lombardo di Carlo Maria Pensa. Lo spettacolo fu applaudito al Gobetti dall’11 novembre 1970 e poi in altri teatri fuori Torino. Nell’estate 1971 "Notti astigiane" con la regia di Gualtiero Rizzi e Gipo protagonista fu riproposto all’aperto per gli spettacoli del Parco Rignon.

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