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IL MISTERO DELLA LETTERA SCOMPARSA

A Palazzo Civico non dormono: fervono le ricerche della lettera del MiBACT
(illustrazione di Guido Crepax per il racconto "La lettera rubata" di E. A. Poe)
Nuovo capitolo dell'avvincente romanzone "La lettera scomparsa". L'Auguste Daupin municipale Stefano Lo Russo e la sua fida socia Chiara Foglietta con un'interpellanza hanno tentato di svelare il mistero della famosa missiva che il MiBACT avrebbe scritto al Comune di Torino annunciando che ci ha ripensato, e forse non entrerà nella nuova compagine sociale della Fondazione per il Libro.
Conoscete gli antefatti: la direttrice generale del MiBACT Rossana Rummo, che rappresenta il ministero in Fondazione, l'8 febbraio rilascia (anzi, offre su un piatto d'argento) un'intervista a La Stampa in cui dichiara che ci sono "ostacoli concreti" all'operazione, e aggiunge: "Di questo scoglio abbiamo informato con una lettera formale il Comune nel gennaio".
Ok. Questo è quanto. L'altro giorno vi ho pure raccontato il retroscena: la minaccia di mollare la Fondazione (e quindi il Salone) potrebbe essere la conseguenza dell'incacchio di Franceschini, sfanculato dai nostri soldatini Chiara&Chiampa quando gli ha proposto un ennesimo compromesso a perdere con Milano.

Resta però il mistero sull'esistenza o meno della lettera del MiBACT al Comune. La Rummo dice che loro l'hanno spedita. In Comune negano di averla mai ricevuta.
La Rummo nell'intervista parla di "lettera formale", quindi presumo che non si trattasse di una mail. Se fosse una mail, in Comune potrebbero semplicemente non averla letta. Succede spesso, con 'sti ragazzi. Ma che gli sfugga una "lettera formale" mi sembra più improbabile. Quindi c'è un pinocchietto che dice le bugie: si tratta solo di scoprire chi è.
Lo Russo-Daupin ha interpellato in Consiglio comunale la Leon, per sapere se la misteriosa lettera è o non è arrivata. Leon, con una risposta di 32", gli ha detto che la lettera non c'è, che la collaborazione con il ministero prosegue, e che le eventuali criticità saranno esaminate nel prossima assemblea dei soci della Fondazione per il Libro. Ciò significa che - lettera o non lettera - le "criticità" ci sono: infatti la Leon nella sua replica lo riconosce apertamente. Ma al momento la cosa non mi interessa. Mi affascina il mistero della lettera scomparsa. Lo Russo ha chiesto un approfondimento in Commissione, quindi l'indagine va avanti.
Al momento, però, prendo atto che a proposito della lettera la Leon dà della bugiarda alla Rummo, e per proprietà transitiva al ministro Franceschini (la Rummo certo non dice nemmeno una parola se non autorizzata dal suo capo).
Ad ogni modo, le ipotesi restano tre:
1) Rummo mente.
2) Leon mente.
3) Non mente nessuno: la lettera è partita ma in Municipio se la sono persa. O magari era davvero una mail. In tal caso, prima o poi salterà fuori.
Qui invece è linkato il pdf dei "Racconti" di Edgar Allan Poe. A pagina 10 c'è "La lettera rubata". Suggerisco la lettura ai ragazzi del Comune. Magari li aiuta nelle ricerche. O magari no, ma resta sempre un gran bel leggere.

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