Passa ai contenuti principali

IL SALONE DEL LIBRO NON HA BISOGNO DEL PADIGLIONE 5: PAROLA DI DAMIANO

Ieri il Consiglio comunale ha anche discusso il provvedimento che autorizza la trasformazione del Padiglione 5 del Lingotto da spazio espositivo a supermercato. 
Vi risparmio l'eterna pantomima sulla supermercatizzazione della città, cavallo di battaglia dell'opposizione e imbarazzo diarroico della maggioranza. Se leggete questo blog, conoscete bene la vicenda del Padiglione 5, venduto da Gl benché, per contratto, dovesse ospitare una parte del Salone del Libro. Quindi l'opposizione, per andare in culo ai cinquestelle, si è aggrappata pure alle difficoltà che potrebbe causare al Salone la perdita del Padiglione 5. Difficoltà più volte sottolineate con preoccupazione dai responsabili del Salone. 

Il difettuccio dell'Oval

Rimpiazzare il Padiglione 5 con l'Oval non è una soluzione ottimale per svariati motivi; primo fra tutti, il fatto che l'Oval è staccato da Lingotto, e la gente non ci va - come si è ben visto nel 2011, quando lo usarono per ospitarci la mostra sui libri del cintocinquantenario; bella mostra che non vide quasi nessuno, giustappunto perché i visitatori del Salone se ne rimanevano chiotti chiotti nei padiglioni del Lingotto.

Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

E' vero che in passato qualcuno ha tentato di raccontare la favoletta che Oval e Padiglione 5 si equivalgono: ma quel qualcuno ha poi avuto problemi più seri di cui occuparsi.
A me, personalmente, pare inutile ricicciare 'sta storia adesso che la frittata è fatta: Gl ormai ha venduto, e sarebbe stato meglio protestare allora, quando Fassino governava e Gl faceva il cazzo che le pareva.
Tuttavia l'opposizione deve fare l'opposizione, e quindi si oppone al via libera per il supermercato nel Padiglione 5 sottolineando il danno per il Salone.

Una dichiarazione impegnativa

Al che s'erge, nobile e altero, il consigliere cinquestelle Damiano Carretto, già noto ai lettori di questo blog. Egli dichiara, con granitica sicurezza: "Riteniamo che (la perdita del Padiglione 5) non abbia un significativo impatto sull'organizzazione del Salone".
E niente. Io registro a futura memoria. Non si sa mai.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...