Passa ai contenuti principali

DIREZIONE MOLE: TUTTI DICONO TINTI, MA METTI CHE VALSECCHI...

Cristian Valsecchi s'è dimesso dalla Ftm
Il bando per la direzione del Museo del Cinema è stato pubblicato, nei termini annunciati la settimana scorsa, e c'è tempo fino al 30 marzo per candidarsi. Ma gira già qualche nome di pv, possibilissimi vincitori.
Uno è scontato: trattasi di Daniele Tinti, l'attuale coordinatore generale del Museo. Un anno fa l'allora inaffondabile Trio Giordano s'ingegnò per piazzarlo alla direzione perché, a loro dire, il vincitore del bando, Alessandro Bianchi, era troppo "vicino al pd". All'epoca il colpaccio riuscì solo a metà: Bianchi fu killerato, ma la candidatura di Tinti non trovò una maggioranza nel CdA. In quest'anno di interregno Tinti ha conquistato una posizione sempre più centrale al Museo, e sono in tanti a scommettere che tornerà a candidarsi, e che stavolta la spunterà.
A meno che. Colgo al volo un'altra voce, che riferisco perchè la fonte è attendibile e seria: sarebbe ben piazzata la candidatura (se ci sarà) di Cristian Valsecchi. Massì, l'attuale (ma dimissionario) direttore generale della Fondazione Torino Musei. 
Beh, ci sta: Valsecchi piace alla Parigi ma non è inviso a Chiarabella, che ha più volte spedito Maiunagioia in Consiglio comunale a difenderlo dagli attacchi del persecutore Ricca orchestrati dall'ormai noto spin doctor. Ma anche prescindere dai gradimenti di lorsignori, Valsecchi ha relazioni significative con l'ambiente culturale italiano e non solo, e un curriculum di prim'ordine, pieno di tutta l'esperienza amministrativa che l'Assertiva presidente del Museo possa desiderare.
L'ipotesi è dunque ragionevole. Però Valsecchi s'è appena chiamato fuori da uno dei peggiori marasmi torinesi del momento, la Fondazione Musei, e lo credo intenzionato a "fare un'esperienza" in qualche altra città. Perseverare con Torino, passando dalla padella della Ftm alla brace della Mole, sarebbe un esercizio di sprezzo del pericolo ben oltre i confini dell'autolesionismo. 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...