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BUDGET RIDOTTO, FESTIVAL COMPLETO: SOTTODICIOTTO REGGE L'EMERGENZA

Ho già avuto modo, scrivendo del prossimo Tff, di esprimere tutte le mie riserve riguardo ai cinefestival on line. Ma tant'è, questo e null'altro ci concede il virus. Così finisce nella rete anche la ventunesima edizione di Sottodiciotto Film Festival & Campus, la rassegna dell'Aiace già rinviata la primavera scorsa nella vana illusione che a dicembre la pandemia sarebbe stata soltanto un brutto ricordo.
Il manifesto di Sottodiciotto
Qualcosa è cambiato, rispetto alle speranze di marzo, quando si pensava a un festival in presenza dal 5 all'11 dicembre, con le attività dedicate alle scuole protratte per oltre un mese, dal 2 novembre all'11 dicembre. La versione digitale di Sottodiciotto 2020 durerà invece dal 4 all'8, mentre il programma per le scuole comincerà soltanto venerdì prossimo, 20 novembre.
Mi pare in ogni caso che con pur con pochi soldi a disposizione (il budget di quest'anno si è ridotto del 10 per cento, scendendo al minimo storico di 170 mila euro) non manchi nulla di fondamentale. Certo, i risparmi di un festival on line rispetto alla versione in presenza sono intuitivi: niente ospiti, niente spese di viaggio e ospitalità, niente costi delle sale. Comunque per cinque giorni di Festival con 54 film in programma (più le masterclass, gli incontri e quasi tre settimane di attività per le scuole) c'è ben poco da scialare: eppure ce l'hanno fatta. Onore al merito. Per dire, il Tff on line - con 138 film, più ovviamente gli eventi e le masterclass - quest'anno durerà nove giorni e costerà poco meno di un milione e duecentomila euro, budget anch'esso debitamente sforbiciato a causa covid.
In particolare è importante per Sottodiciotto 2020 aver salvato la parte per le scuole, che è la principale ragion d'essere del Festival, mantenendone l'impianto basato sull'interazione con i giovani. I laboratori a distanza hanno un senso anche - e direi soprattutto - in pieno lockdown, quando la famigerata Dad riduce fino ad annullarle quelle occasioni di condivisione e confronto che sono parte fondamentale del processo educativo.
E considerato il periodo diventa molto significativo anche il tema di quest'anno, "My Families", scelto prima delle pandemia ma che con la pandemia è diventato ancor più importante, ora che la famiglia - o, giustamente, "famiglie": a prescindere dalla composizione - è diventata centrale nel vissuto quotidiano dell'emergenza. A differenza di altri, gli organizzatori di Sottodiciotto (Aiace e Iter) non millantano rivoluzionarie innovazioni "web specific". Il Festival mantiene la sua struttura: le proiezioni dei 54 film in programma, gli incontri con gli autori e le masterclass saranno ospitati sulla piattaforma MyMovies (sul canale Facebook del Festival andranno le attività della sezione Wikicampus rivolta agli universitari). Tutte le proiezioni e gli eventi del Festival sono ad accesso gratuito. Le prenotazioni per proiezioni, eventi e masterclass si possono effettuare a partire da martedì 1° dicembre dal sito www.sottodiciottofilmfestival.it. I film su MyMovies.it saranno visibili nel giorno e nell’orario indicato nel programma e rimarranno disponibili per 6 ore.
Però le novità ci sono. A parte il manifesto, che è cambiato rispetto a quello previsto per la mancata edizione primaverile (e che a me sembrava bruttino...), quelle davvero importanti sono due: l'ideazione di un nuovo concorso - con premio in denaro, il che è ormai rarissimo nei festival... - specificamente dedicato ai cortometraggi realizzati in ambito universitario e post-diploma; e soprattutto lo spazio dedicato a Sottodiciotto nell'ambito di Torino Film Industry, l'evento business curato da Film Commission e dedicato (quest'anno solo on line) agli operatori del settore cinematografico, che precede il Tff. Come a dire che giovani registi crescono, e fanno sul serio.

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