Passa ai contenuti principali

RESTAURO DI PALAZZO MADAMA: ECCO IL BANDO

Meglio tardi che mai: il bando per i lavori di restauro della facciata di Palazzo Madama è stato pubblicato ("entro la primavera", come promesso) e quindi si può sperare che la tabella di marcia venga rispettata. A questo punto è auspicabile che in tempi ragionevoli abbiano anche la bontà di comunicarci se e quando arriverà il nuovo direttore, a Palazzo Madama.
A proposito di comunicati, ecco quello sul bando:
La Fondazione Torino Musei ha pubblicato il bando aperto per l’affidamento dei lavori di restauro del settore centrale della facciata juvarriana di Palazzo Madama, interamente finanziati da Fondazione Crt.
Si tratta di uno dei più rilevanti cantieri di restauro del Piemonte, che coniuga arte, ingegneria e ricerca, salvaguardando l’identità e la storia del luogo e, nello stesso tempo, applicando soluzioni tecnologiche innovative, sostenibili, reversibili.
In particolare, le opere oggetto di affidamento secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa riguardano il consolidamento strutturale della trabeazione dell’avancorpo centrale della facciata, il restauro dell’apparato architettonico e decorativo, la revisione del sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche.
L’importo dei lavori è di 1.294.376,11 euro (di cui 41.450 euro per i costi della sicurezza).
Il termine per la presentazione delle offerte da parte delle imprese è il 23 aprile. La durata dell'appalto è fissata in 532 giorni consecutivi.
L’intervento di recupero potrà essere seguito “live” dal pubblico attraverso un sistema di videocamere che trasmetteranno le principali fasi delle lavorazioni.


Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...