Passa ai contenuti principali

LUIGI FASSI DIRETTORE DI ARTISSIMA


Il nuovo direttore di Artissima per il trienni 2022-24 è Luigi Fassi, scelto dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei dopo l'esame delle candidature arrivate a seguito della call internazionale. Ricordo che la direttrice uscente Ilaria Bonacossa s'è chiamata fuori qualche giorno fa, nominata alla direzione del nuovo Museo dell'Arte Digitale a Milano.
Fassi era stato inserito l'anno scorso nel Power 100 del Giornale dell'Arte, la classifica delle cento persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea in Italia. Piemontese, nato nel 1977, dal marzo 2018 era alla direzione del Man di Nuoro, ma ha esordito proprio ad Artissima curando per sei anni, dal 2012 al 2017, la sezione Present Future. Laureatosi a Torino in filosofia, un master in arte contemporanea al Castello di Rivoli e un passaggio per l’Helena Rubinstein Curatorial Fellow program del Whitney Museum a New York, Fassi ha anche ricoperto l'incarico di direttore all'Ar/ge Kunst di Bolzano e ha curato per anni la sezione arti visive del festival Steirischer Hherbst di Graz, in Austria. Nel 2016 è stato fellow dell’Artis Research Trip Programme a Tel Aviv in Israele, co-curatore del Festival Curated_by a Vienna in Austria e della XVI edizione della Quadriennale d'Arte di Roma. È stato membro del comitato di selezione della fiera d’arte contemporanea Artorama di Marsiglia (2019-2022) e curatore del progetto Tomorrow/Todays presso la Cape Town Art Fair in Sud Africa (2019-2022). 
Ha curato inoltre mostre a livello internazionale come “Artscape-Italy” a Vilnius in Lituania (2010), “Pratica teorica” all’International Studio & Curatorial Program di New York (2009); “Archeologia della mente” al Malmö Konstmuseum (2008); “Baltic Mythologies” alla Biennale d’arte di Praga (2007); “In Search of the Miraculous” a Helsinki (2007).

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...