Passa ai contenuti principali

I MUSEI DEL 2 GIUGNO


Sono stati 14.196 i visitatori del Museo Egizio nei giorni del ponte della Festa della Repubblica, da venerdì 2 a domenica 4 giugno. Si tratta di dati in linea con quelli dell’anno scorso, quando il Museo fu visitato da 17.026 persone, ma in quattro giorni di ponte anziché tre. Il numero di visitatori quest’anno è stato nettamente superiore a quello registrato nel 2019, quando in due giorni di festività l’Egizio registrò 5.501 ingressi.
Venerdì 2 e sabato 3 giugno sono state le giornate in cui il Museo ha accolto il maggior numero di visitatori: con 5.037 persone venerdì 2 giugno e 5.227 il giorno successivo. Per soddisfare tutte le richieste di prenotazione pervenute, il Museo ha osservato un orario speciale, con apertura prolungata dalle 9 alle 20 (in luogo della chiusura alle 18.30) nei giorni di venerdì 2 e sabato 3 giugno. 
Sono state 11.000 le persone presenze al Museo del Cinema nei 3 giorni di ponte per la Festa della Repubblica.
Alla Venaria Reale sono
stati in tutto 10.102 i visitatori paganti che nella tre giorni del Late Spring Music Festival, dal 2 al 4 giugno, hanno potuto assistere alle diverse performance ed incontri coi musicisti negli spazi della Reggia. I visitatori erani stati 12.217 nei quattro giorni di ponte nel 2022.
Sono 6.900 le persone che hanno visitato in tre giorni, tra venerdì 2 e domenica 4 giugno 2023, le collezioni permanenti e le mostre in corso nei Musei Civici. In particolare, sono stati 1.331 i visitatori della Gam, 1.411 quelli del Mao e 4.158 quelli di Palazzo Madama. Il giorno di maggior affluenza è stato domenica 4 giugno, con 2.491 presenze.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...