Passa ai contenuti principali

PERTURBAZIONE & SUBSONICA: UN POST IN FRECCIAROSSA

Tommaso Cerasuolo: il bell'addormentato sul treno
Sono in treno e mi annoio. Per fortuna avvisto Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione che sonnecchia. Così posso svegliarlo, il che dà un senso alla mia noia ferroviaria. Tomi sta andando a Roma per girare il video di "Baci vietati". Ci sarà anche Luca Carboni. Tomi mi dice che Carboni prende questo stesso treno a Bologna. Spero si addormenti subito, così posso svegliarlo prima di Firenze.
Sabato, invece, ero sullo stesso treno da Milano con i Subsonica. Però non ci siamo incrociati e quindi non ho potuto svegliarli. Li vedo invece il prossimo 26 settembre: alla Feltrinelli di piazza Cln alle 18 parliamo del loro nuovo disco "Una nave in una foresta". Così gli chiedo perché non l'hanno direttamente intitolato Un-a barca ant'in bosch. Comunque il disco l'ho sentito e devo dire che, per davvero, è una dellòe cose migliori che i Subsonica abbiano mai fatto. Il tour dei Subsonica partirà da Jesolo il primo novembre e arriva il 13 a Torino, al PalaOlimpico Isozaki che adesso si chiama PalaAlpitour (senza ahiahiahi). Il biglietto del concerto costerà 20 euro più prevendita. 
Il tour dei Perturbazione si è chiuso venerdì scorso a Ritmika, a Moncalieri. Però Tomi mi dice che prossimamente presenteranno al Massimo la sonorizzazione live di "The General" di Buster Keaton: quest'estate ci abbiamo provato due volte, loro a suonarla e io a sentirla, ma il monsone non ha voluto.
That's all folks. Il post musical-ferroviario finisce qui. 
P.S. Tomi si è riappisolato. Questo placa il mio senso di colpa.
P.P.S. Questo è un post di lunedì 22. Lo twitto stasera, martedì 23, perché dall'iPhone non ci riuscivo. Intanto sono tornato a Torino, e sul treno del ritorno ho incontrato la mia amica Magalì che aveva accompagnato Bombino da Jovanotti per una partecipazione al nuovo disco di Lorenzo. Dovrei andare di più in treno. Si incontrano persone interessanti.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...