Passa ai contenuti principali

BIBLIOTECA GAM: UNA SOLUZIONE E' VICINA

"President's Tweet": una ghiotta anteprima e una speranza
A quest'ora, la presidente di Torino Musei Patrizia Asproni avrà già terminato di scrivere "President's Picks", la sua rubrica su Repubblica del lunedì. L'attendo impaziente e curioso: Patrizia ha infatti preannunciato che domani risponderà a mezzo stampa (meglio: a mezzo Repubblica) alle bordate di critiche esplose quando si è scoperto che intende ridurre da 5 a uno e mezzo i giorni d'apertura settimanale della biblioteca d'arte della Gam. E ha aggiunto al suo tweet lo stuzzicante hashtag  (ovviamente in inglese) #factchecking. Ovvero, verifica dei fatti. Ne deduco che avremo dati e cifre. Tipo - ipotizzo - una presenza media giornaliera in biblioteca di 14 utenti. Non male per una struttura iper-specializzata. E vale quanto ho scritto nel post "Biblioteche chiuse, gatti nerd e Bovary intellettuali" del 26 marzo: il fatto che studiosi e studenti d'arte non siano ben più numerosi deve suonare a rimprovero della società, non certo a demerito di chi va controcorrente e pratica la cultura vera anziché ciondolare in fila ai grandi eventi.
Ma le previsioni volgono al bello. I chiarimenti della presidente Asproni certo contribuiranno all'esame della vicenda che ci sarà nei prossimi giorni. Pare che già ieri alcuni dei firmatari dell'appello contro la "semichiusura" della Gam siano stati sentiti informalmente da rappresentanti delle istituzioni comunali. Dal male (la virtuale chiusura di una biblioteca) potrebbe derivare il bene: si dovrebbe difatti procedere a un completo ripensamento della struttura e della sua mission, per renderla più efficiente, più moderna e più attrattiva per il pubblico non specializzato. Magari affiancando la normale attività con incontri e conferenze. Si spera che si troverà pure la somma necessaria per rinnovare i computer, che ormai hanno la veneranda età di una decina d'anni.
I contatti in queste ore proseguono, e già domani potrebbe arrivare una mediazione che tenga conto delle esigenze di tutti.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...