Passa ai contenuti principali

TPE: RIZZIO DIRETTORE-PONTE

Ricevo e volentieri pubblico:

Si è insediato nei giorni scorsi il nuovo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa, costituito da quattro componenti designati dall’Assemblea dei Soci. Sono stati riconfermati Maddalena Bumma, indicata dalla Regione Piemonte e confermata nella carica di Presidente per un ulteriore triennio, e Franco Trivero indicato dalla Città di Torino. Nuovi ingressi Pierumberto Ferrero
(già nello staff del Salone del Libro, NdG), designato dalla Regione Piemonte, e Nicola Fano espresso dall’Associazione Teatro Europeo.
I Consiglieri ed i Soci Regione Piemonte, Città di Torino ed Associazione Teatro Europeo hanno affrontato le questioni relative all’ individuazione del nuovo direttore chiamato a succedere a Valter Malosti, individuando Fabio Rizzio quale direttore ad interim e contestualmente procedendo alla pubblicazione di un avviso di selezione.
Classe 1977, Fabio Rizzio è organizzatore teatrale e manager culturale. Laurea in Storia del Teatro al Dams di Torino e Diploma di organizzazione culturale e dello spettacolo dal vivo presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha collaborato quale organizzatore per diversi Teatri Stabili pubblici e festival. Dal settembre 2007 collabora con la Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa e dal 2012 ne ha assunto il ruolo di Responsabile Amministrativo e Organizzativo, dove si occupa del coordinamento generale, tecnico, economico e finanziario delle attività, collabora con la direzione alla progettazione e programmazione delle stagioni teatrali e delle produzioni.

L’avviso di selezione per l’individuazione del nuovo direttore TPE è disponibile all’indirizzo https://fondazionetpe.it/amministrazione-trasparente/.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...