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CHIACCHIERONI DA MUSEO

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line:
Non c'è niente di nuovo, però se ne parla tanto. Come largamente preannunciato dal direttore-proprietario Andrea Busto, il Museo Fico ha chiuso (definitivamente?) a metà marzo, terminata la mostra su Berlinguer: serrande abbassate in via Cigna 114, mestamente ammainata pure l'insegna sulla facciata. Lo scorso gennaio Busto - che viaggia verso la settantina e non se la sente più di proseguire in un impegno troppo faticoso – mi confermava di aver proposto da un paio d'anni, come alternativa alla chiusura, la cessione al Comune di sede e collezione del Museo, purché la struttura mantenesse la destinazione culturale e l'intitolazione all'artista Ettore Fico. Busto parlava addirittura di cessione a titolo gratuito: stento a comprendere tanta generosità, ma insomma, fatti suoi. Ad ogni modo, Busto sosteneva che dal Comune non gli avevano neppure risposto.
Oggi, rispetto a gennaio, nulla è cambiato. Come previsto, il Museo ha chiuso; e Busto conferma che il Comune non si è fatto vivo. No news, insomma.
Ma intanto la vicenda riemerge carsicamente: l'altro giorno Lo Russo butta lì un'estemporanea dichiarazione («Il Museo Fico non possiamo comprarlo ma se ce lo regalano ci faremmo carico della gestione») e voilà, parte il teatrino delle «reazioni politiche» - poveri, devono pur dare aria ai denti... - con le opposizioni che scoprono l'indispensabilità del Museo Fico, stigmatizzano «anni di silenzio e disinteresse» (Garcea) e invocano «un tempestivo intervento» (Russi), e la maggioranza che, manco a dirlo, garantisce che «stiamo lavorando» (Ledda) e «l'attenzione è sempre stata massima» (Cerrato), mentre l'assessora Purchia sostiene di aver incontrato più volte Busto. Vassapere se questi si parlano o non si parlano, ma in fondo chissenefrega: l'aspetto grottesco della faccenda è che tutti quanti fanno gli splendidi con i soldi che non hanno.
Ammesso e non concesso che Busto davvero glielo regali, 'sto Museo, in concreto i chiacchieroni bipartisan del «tempestivo intervento» e del «ci faremmo carico della gestione» come presumono di mantenerlo? Busto mi assicura che lui si faceva bastare 150 mila euro all'anno, ma senza prendere lo stipendio da direttore e con certosine economie. Me la immagino, una gestione pubblica...
Questo è l'interrogativo vero per lorsignori, che già stentano a mantenere i tre musei civici, per non dir del Borgo Medievale che tarda a riaprire: e intanto perseverano nei loro esercizi di stile vagheggiando a destra e a sinistra la creazione di frotte di musei della qualunque, dall'omosessualità all'immigrazione e ai premi Nobel.
E c'è sempre la testa fina con la soluzione pronta, ovvero «il sindaco attivi le sue amiche fondazioni bancarie per rilevare il Museo Fico» (Lomanto). Urka, che genii della finanza abbiamo in questa città: non appena c'è un problema corrono a batter cassa alle fondazioni bancarie che già tengono in piedi l'intero baraccone culturale torinese, manco fossero il pozzo di San Patrizio.
Vabbè, fra qualche giorno i nostri eroi si occuperanno e si indigneranno d'altro, questa storia tornerà nel dimenticatoio, e alla mala parata Busto si terrà la collezione dell'ex Museo nella sede della nascente Fondazione Fico. Intanto attende ancora che Lo Russo si faccia vivo, e si astiene da dichiarazioni poiché non ha niente di nuovo da dichiarare, se non che per Pasqua se ne va al mare.

Commenti

  1. E' triste commentare sempre la vaghezza di questi personaggi che svanverano alla ricerca di voti e consensi. Ricordiamoci del museo dei trenini che Fassino voleva aprire tra le arcate dei mercati generali, del giusto tentativo della Purchia di svuotare i magazzini della Gondrand e rendere tutto il deposito della GAM fruibile nel palazzo Nervi, del museo della moda dell'Istituto Passoni (più di 3000 abiti d'epoca) per il quale non si trova mai una sede, del museo di Scienze naturali (la più grande collezione di animali impagliati d'Europa) che arranca da decenni. Del museo della radio e della televisione che la sede romana della RAI ci sta scippando sotto al naso. La lista potrebbe continuare ancora, ma stendiamo un velo pietoso molto spesso.....

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