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PEZZANA: UN MUSEO DELL'OMOSESSUALITA' A TORINO

Angelo Pezzana
Angelo Pezzana, presidente della Fondazione Sandro Penna FUORI!, ha scritto a Lo Russo (e a Cirio) per sollecitare la creazione a Torino di un "museo dell'omosessualità". Nella lettera che pubblico in calce, Pezzana elenca le ragioni - tutte legittime e condivisibili - della richiesta. Una caratteristica accomuna tuttavia la proposta di Pezzana a tante altre assai meno valide (e talora stravaganti) che sollecitano l'istituzioni di nuovi musei: non spiega con quali mezzi e quali prospettive economiche tale museo si farebbe. Torino è straordinariamente ricca di musei senza soldi, senza pubblico, chiusi da anni, musei che cadono a pezzi, musei dimenticati e ignorati dai più. Forse, prima di immaginarne di nuovi, pur degnissimi, converrà mettere in sicurezza quelli esistenti, assicurandogli i mezzi per vivere dignitosamente, svolgere al meglio proprie funzioni, e magari, chissà, arricchire le collezioni.

Ad ogni modo: chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Vedremo cosa risponderanno Lo Russo e Cirio. Io, imparzialmente, pubblico la lettera di Pezzana.

Gentile Sindaco Stefano Lo Russo, gentile Presidente Alberto Cirio,

A nome della Fondazione Sandro Penna FUORI! tutta, decidiamo di scrivervi ora per vari motivi che vi saranno immediatamente evidenti.

Perché a Torino c’è una nuova amministrazione (e a breve una nuova giunta) che da subito si è dichiarata attenta alla cultura e ai diritti; perché a Torino si chiude oggi una mostra (che è stata un successo sia di pubblico, sia mediatico) dedicata ai cinquant’anni del FUORI! – il primo movimento italiano di liberazione omosessuale – e infine perché lunedì si è chiuso il Salone del Libro di Torino che ha ospitato uno spazio LGBT: non per la prima volta ma, per la prima volta, voluto e sostenuto congiuntamente da Regione e Comune.

Leggiamo ovunque che Torino è ritenuta in Italia la “capitale dei diritti” e che deve ritrovare la sua vocazione turistica e intercettare nuovi flussi di visitatori ed ecco che non possiamo esimerci da scrivervi, dire la nostra e metterci a disposizione come ogni cittadino e ogni cittadina, nel confine delle proprie possibilità, dovrebbe sempre fare.

Torino – riteniamo fermamente – debba ospitare un museo dell’omosessualità. Non lo diciamo con leggerezza ma con dati alla mano e per vari motivi.
Perché a Torino è nato il movimento omosessuale ed è, come ci dite anche voi, “Capitale dei diritti”.
Perché la Fondazione che presediamo possiede e custodisce uno dei più importanti (non vogliamo peccare di superbia) archivi dedicati al movimento omosessuale che siamo pronti a mettere a disposizione.
Perché le esperienze analoghe nel mondo dedicate alla storia dell'omosessualità e degli omosessuali, come lo Schwules Museum di Berlino, riscuotono un grande successo.
Perché a Torino, unica città italiana, esiste la cattedra di “Storia dell’omosessualità”. Il museo, quindi, potrebbe contare sul sicuro sostegno degli atenei locali.
Perché fra un anno, a Torino si svolgerà l’assemblea generale dei pride europei e in città arriveranno i principali stakeholder LGBT del mondo con la possibilità di poter illustrare loro il progetto e di ottenere il loro supporto.
Perché, come sapete sicuramente, il Piemonte punta da anni, a livello turistico internazionale su questi temi come si evince dal lancio ANSA che vi riportiamo: https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2017/12/21/piemonte-punta-al-turismo-gay-friendly_9d0c4e5f-8955-4820-acb1-c5938d0d7dee.html
Certi di un vostro riscontro. ci mettiamo a disposizione per illustrarvi di persona i dettagli della nostra idea”.
Distinti saluti.
Angelo Pezzana e Maurizio Gelatti
(presidente e co-presidente Fondazione Sandro Penna – FUORI!)

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