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QUELLI CHE «VOGLIO CAPIRE»

E cadono pure dal pero, povere stelle. Tipo Marina Chiarelli, assessora regionale presumo alla Cultura, la quale, a cose fatte ed esequie del Folk Club celebrate , rilascia a un giornale la seguente, surreale dichiarazione: «Sono pronta a incontrare il direttore Paolo Lucà, voglio capire bene le ragioni della chiusura». Formidabile. «È pronta». Le serviva un po' di preparazione, magari un bel training autogeno, e adesso può concedere l'udienza, manco fosse il Re Sole. Perché lei «vuole capire le ragioni». Beh, se proprio ci teneva, l'assessora poteva come tutti noi degnarsi di andare martedì scorso al Folk Club ad ascoltare quelle «ragioni» dalla viva – e dolente - voce del direttore Paolo Lucà. O, senza neppure scomodarsi, poteva dare un'occhiata in casa propria, al contributo triennale di 48 mila euro che per il Folk Club erano vitali e a norma di bando gli spettavano, ma ooops, qualcuno ha inciuccato le quote («inciuccato», non «inciuciato»: non sia mai!), così i sol...
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IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...

SEMPRE PEGGIO: PERDIAMO ANCHE IL FOLK CLUB

Un'altra sconfitta. Torino perde anche il Folk Club. Paolo Lucà - che nel 2008 aveva raccolto il testimone del padre Franco prematuramente scomparso - ha deciso di mettere fine a una straordinaria avventura musicale e umana durata quasi un quarantennio. Non trovo ancora le parole adatte per commentare l'ennesimo vulnus che subisce il tessuto culturale de lla nostra sventurata città. Domani in un incontro pubblico Paolo Lucà spiegherà le ragioni della sua scelta (ma se ripercorro la storia e le vicissitudini del Folk Club  alcune posso già intuirle...). Qualche doverosa e pacata riflessione la scriverò sul Corriere di domani. Intanto riporto qui il testo del post comparso oggi su Fb.  Cari amici, so che per molti di voi questa notizia giungerà come un fulmine a ciel sereno... ma non esiste altro modo per dirlo se non per quel che è: dopo 38 anni di instancabile attività, al temine di una XXXVII Stagione concertistica davvero entusiasmante, un grande successo di pubbli...

È UFFICIALE, TUTTI CI RIDONO DIETRO: STA PURE SCRITTO SUI MANIFESTI

Il manifesto che qui vedete è l'ennesimo frutto della immaginifica campagna di brandizzazione della città "torino due punti", ai quali due punti seguono le brillanti trovate di qualche genietto incompreso della comunicazione. Spesso i genietti non ci azzeccano una fava, essendo milanesi: tipo proclamare che a Torino ci sono "le montagne più alte d'Europa" (ma dove? Il Bianco sta in Val d'Aosta...) e "l'arte gioielliera" (che non esiste, semmai si dice "arte orafa"). Talora si espongono pure a facili ironie, come quel "torino: una città, mille facce" cui il pennarello di un ignoto disfattista ha aggiunto "...di stronzi". Ma stavolta il genietto di turno ha centrato il problema, definendo Torino (pardon, "torino:") la città - "sabauda", si precisa con milanesissimo sussulto di fantasia - "che diverte tutto il mondo". Nel senso, presumo, che ci facciamo ridere dietro da tutti. In eff...

I VINCITORI DI CINEMAMBIENTE

Ecco i film vincitori della ventinovesima edizione del festival CinemAmbiente, che si chiude oggi:   ➤ Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale, di € 5000, assegnato dalla giuria composta da Jason Box, Gabriele Crescente , Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino a :   Nuisance Bear (foto)   di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito)   con la seguente motivazione : Un film non dogmatico nella capacità di mostrarci come l'uomo amministra il mondo e la natura. Visivamente ammaliante, danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale, non rinuncia all' empatia nel narrare l'estinzione animale e dei nativi.   Menzione speciale a:   Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile)   con la seguente motivazione : Le storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunità resiliente passano attraverso l'intensità con cui l'autrice ci racconta una tragedia della sua terra. La semplicità dell...

EXPOSED: BEL TENTATIVO, MA INSOMMA...

La terza edizione del fotofestival «Exposed» è durata 55 giorni e si è chiusa lo scorso 2 giugno. Pudicamente, la comunicazione ufficiale rinuncia a parlare di «grande successo», limitandosi a dichiarare «12.600 pass scaricati, con un incremento di oltre 50% rispetto all’edizione 2025, e 107.000 visitatori nelle sedi espositive indoor, ai quali si aggiungono le migliaia di persone che hanno visitato le mostre outdoor disseminate nello spazio urbano». Il miglioramento, rispetto al passato, è indiscutibile: d'altronde era arduo fare peggio dei primi due fallimentari tentativi. Affidare «Exposed» alle cure competenti di Camera e di Walter Guadagnini è stata una mossa sensata, che ha accresciuto la qualità complessiva e la «leggibilità» del festival. E rinunciare saggiamente ai proclami fanfaroni tipo «Torino capitale europea della fotografia» ha messo al riparo da scorni e sberleffi la possente «Cabina di Regia» (Comune, Regione, Camera di commercio, Compagnia di San Paolo e Fondazion...

KOHEI SAITO A CINEMAMBIENTE

Al cinema Massimo la ventinovesima edizione di CinemAmbiente si avvìa alla conclusione: ecco gli highlights del weekend finale  Tra gli appuntamenti di oggi: Gli ultimi titoli del Concorso documentari : In Excess , che segue i contorti percorsi di smaltimento dei rifiuti in una grande città come Filadelfia e oltre, Nuisance Bear , sugli orsi polari che si ritrovano le loro rotte migratorie interrotte dal cambiamento climatico e sono costretti a una forzata convivenza con gli umani, e Underland , co-prodotto da Darren Aronofsky e tratto dall’omonimo bestseller di Robert Macfarlane, che esplora l’affascinante mondo nascosto del sottosuolo. Per il focus Senza limiti? Come ripensare il Pianeta , l’incontro con il filosofo Kohei Saito (nella foto)  , una delle voci più influenti del dibattito contemporaneo sul rapporto tra capitalismo e ambiente, preceduto dalla proiezione di Yanuni , co-prodotto da Leonardo DiCaprio e dedicato a Juma Xipaia, la leader simbolo dell’Amazzonia bra...