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CHI È MARINA CHIARELLI?

A quanto pare il buon Marrone non ce l'ha fatta: resterà assessore al Welfare, accontentandosi - come nella passata consiliatura - di dettare di sg uincio le linee culturali della Regione. Stando alle anticipazioni di oggi - tutte da verificare al momento dell'ufficialità - l'assessore alla Cultura titolare sarà la sorella d'italia novarese Marina Chiarelli ( nella foto, dietro le ortensie ), 49 anni, avvocato, vicesindaco e assessore al Commercio e attività produttive di Novara. In precedenza, al Comune di Novara è stata assessore allo Sport e prima ancora, nel 2018, all'Ambiente. Per me l'avvocato Chiarelli è un'illustre sconosciuta: quindi ho cercato di documentarmi per capire con chi avremo a che fare nei prossimi cinque anni. Ho quindi appreso che è "fortemente sponsorizzata dal senatore Gaetano Nastri , padre padrone di FdI a Novara" nonché  socio d'affari del compagno della Chiarelli medesima; ma le cronache riferiscono anche di alcuni
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QUELLO CHE NON SO DI EXPOSED

Ripubblico qui l'articolo uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line. Mi scrive un lettore: “Scusate, ma questo Exposed è pervenuto a qualcuno? Non ne ha parlato nessuno... l'ennesimo flop?”. La domanda, per quanto maliziosa, ci sta. Caso mai non l'aveste notato, si è concluso lo scorso 2 giugno, dopo un mese esatto di dichiarati “eventi”, quello che era stato presentato come “il nuovo festival internazionale di fotografia di Torino, che ogni anno porterà nel capoluogo piemontese mostre temporanee, una fiera specializzata, attività didattiche, incontri, committenze artistiche ed eventi off declinati attorno a un tema... per rinsaldare il profondo legame tra Torino e la fotografia... presenza all’avanguardia nel panorama internazionale... approccio inclusivo per attrarre un pubblico eterogeneo, sia locale che internazionale...”. Pare logico, a cose fatte, chiedersi se e dove si sia visto quel “pubblico eterogeneo sia locale che internazionale” e così via. Sicché lo

SI PUÒ SAPERE COM'È ANDATO EXPOSED?

Sono passati diciassette giorni dalla conclusione di Exposed, il "festival internazionale della fotografia" organizzato dalla Fondazione Cultura dal 2 maggio al 2 giugno. Nelle trionfalistiche premesse e promesse degli ideatori (Camera di commercio, fondazioni bancarie, Intesa, Regione e Comune) Exposed doveva essere "una presenza all’avanguardia nel panorama internazionale... per attrarre un pubblico eterogeneo, sia locale che internazionale”.  Personalmente sono sempre abbastanza scettico su certi "Grandi Eventi" calati dall'alto, ma non si sa mai: ho provato ad approfondire. Mi incuriosisce il silenzio che ha accompagnato la chiusura della manifestazione. Niente conferenza stampa finale, niente comunicati giubilanti: mi è stato impossibile reperire dati sulle presenze, sugli incassi alle biglietterie, sui flussi turistici. Nell'articolo uscito oggi sul Corriere (potete leggerlo a questo link ) racconto i miei vani tentativi di conoscere gli esiti del

JOUVIN, RALLENTA! QUI DA NOI NESSUNA BUONA AZIONE RESTA IMPUNITA

Ho un problema. Vorrei dire una cosa, ma non so se faccio bene. Mi spiego. Ieri ero al Regio per la presentazione della stagione estiva , cinque concerti  in luglio, alta qualità e prezzo extra.popolare (5 euro), nello splendore della sala grande - con 'sto clima monsonico all'aperto non conviene - e con l'aria condizionata che, ammetterete, è anche meglio che al centro commerciale. Lo sottolineo a beneficio di quelli che "il Regio è troppo elitario" : trovatemi un altro posto in città dove con 5 euro ti fai la serata al fresco e senti pure musica degna anziché la brodaglia dei centri commerciali. C'era il sovrintendente Mathieu Jouvin ( foto ) e si faceva il bilancio di un'altra ottima annata, coronata dal premio Abbiati a "La Juive" come miglior spettacolo del 2023, dalla crescita del pubblico giovane e degli incassi e della visibilità e dei riconoscimenti internazionali e dei progetti per il futuro e tutte le altre buone cose che stanno succ

SPIACE DIRE CHE L'AVEVO DETTO, MA SE L'AVEVO DETTO...

Ok, lo so, non è elegante. Ma alla fine non ho resistito. Troppo divertente.  https://m.dagospia.com/a-torino-le-cosche-sono-state-beccate-con-le-mani-nel-cioccolato-i-poliziotti-hanno-arrestato-398051 Dal Corriere di oggi : Fu truccata l’assegnazione delle ultime edizioni dei  «Mercatini di Natale» e di «Cioccolatò» , manifestazioni che negli anni hanno movimentato il centro città e, si deduce, pure la sua amministrazione: è l’ipotesi formulata dal pubblico ministero della Dda  Manuela Pedrotta , che ha firmato il decreto di  perquisizione e sequestro eseguito dai poliziotti . Il Gabo del 20 novembre 2019: https://gabosutorino.blogspot.com/2019/11/gioie-del-natale-le-domande-sui.html Il Gabo del 29 novembre  2019: https://gabosutorino.blogspot.com/2019/11/e-che-ci-ho-scritto-giocondo-i.html È stata un'epoca formidabile.

I VINCITORI DI CINEMAMBIENTE

Ricevo e volentieri pubblico: Il  27°   Festival CinemAmbiente  conclude la sua parte concorsuale oggi, domenica 9 giugno, con la  cerimonia di premiazione  dei film vincitori,  alle ore 19 , al Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana.  Una selezione di  44 titoli  tra quelli proposti in sala nella 27^ edizione sono  visibili gratuitamente online  tramite il sito del Festival,  www.festivalcinemambiente.it , fino al  18 giugno , sulla piattaforma OpenDDB (capienza di  500 accessi  per ciascun titolo).   PREMI   I  premi  attribuiti al termine  della 27^ edizione del Festival  sono:   ➤  Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale, assegnato a maggioranza dalla giuria composta   da Luciano Barisone, Rachel Caplan,   Davide Ferrario, Diana Garlytska, Stefano Mancuso, a: The Battle for Laikipia   (foto)   di Daphne Matziaraki, Peter Murimi (Kenya/USA 2023) La giuria ha inoltre assegnato una  menzione speciale  a: Once Upon a Time in a Forest   di Virpi Suut

UN TESORETTO PER LA MOLE NUOVA

Molta acqua è passata sotto i ponti del Po da quel marzo del 2022 allorché, attavolinati in un baretto di piazza Vittorio, Ghigo e De Gaetano mi mostravano i rutilanti rendering (nella foto) del “progetto di prefattibilità” per un Museo del Cinema tutto nuovo : “innovativo e flessibile, internazionale, interattivo e inclusivo, sostenibile, rappresentativo del territorio”, stava scritto nei blabla programmatici. Costo il previsto per il restyling alla Mole era, allora, 25 milioni (almeno 27 oggi, calcolando l'inflazione). Tanti soldi: che, nelle speranze del presidente Ghigo sarebbero arrivati in virtù dello sforzo congiunto dei parlamentari piemontesi tutti per ottenere, con la Finanziaria, una “leggina” che destinasse all'impresa 5 milioni all'anno per cinque anni all'impresa. Anche il sindaco, in quella primavera d'entusiasmi, s'era impegnato a far sentire a Roma la sua autorevole voce. Ovviamente la “leggina” in Finanziaria non s'è vista. Ma adesso qua