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I MUSEI DI PASQUA

Come al solito, le direzioni dei musei torinesi comunicano, sotto la propria responsabilità, le presenze nel weekend di Pasqua. Avvertenza per l'uso: l'anno scorso il periodo pasquale fu funestato dal maltempo, con il venerdì in allarme rosso, sicché in molti casi i dati furono calcolati soltanto dal sabato al lunedì di Pasquetta. Ciò rende improbile un confronto anno su anno con i dati del 2025 che trovate a questo link . Da venerdì 3 aprile ad oggi, lunedì 6 aprile, 31.013 paganti hanno visitato il complesso della Reggia di Venaria (sabato 4 aprile il giorno di maggior afflusso con 9.049 persone): di sicuro il bel tempo ha favorito l'afflusso, a differenza del 2025 quando i paganti furono 13.881 da sabato 19 a lunedì 21 aprile (e nel 2024, nei quattro giorni dal venerdì a Pasquetta furono 22.329). Si segnala inoltre che i visitatori sono stati 192.497 negli ultimi 20 giorni, dal 18 marzo (periodo delle fioriture dei ciliegi nei Giardini) ad oggi, ben oltre il doppio ris...
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CHIACCHIERONI DA MUSEO

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Non c'è niente di nuovo, però se ne parla tanto. Come largamente preannunciato dal direttore-proprietario Andrea Busto, il Museo Fico ha chiuso (definitivamente?) a metà marzo, terminata la mostra su Berlinguer: serrande abbassate in via Cigna 114, mestamente ammainata pure l'insegna sulla facciata. Lo scorso gennaio Busto - che viaggia verso la settantina e non se la sente più di proseguire in un impegno troppo faticoso – mi confermava di aver proposto da un paio d'anni, come alternativa alla chiusura, la cessione al Comune di sede e collezione del Museo , purché la struttura mantenesse la destinazione culturale e l'intitolazione all'artista Ettore Fico. Busto parlava addirittura di cessione a titolo gratuito: stento a comprendere tanta generosità, ma insomma, fatti suoi. Ad ogni modo, Busto sosteneva che dal Comune non gli avevano neppure risposto. Oggi, rispetto a gennaio, nulla è cambiato. Come previsto, il Mu...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

OGR, METTI UN LEO NEL MOTORE

La notizia, ovviamente, è che le Ogr hanno un nuovo presidente nella persona di Marco Giovannini . Ma trovo interessante la contemporanea nomina alla vicepresidenza di Giampiero "carissimo" Leo, l'infaticabile paladino della cultura a Torino (foto) . Credo che non sia casuale. Le Ogr hanno una doppia anima: quella dell'hub tecnologico, che funziona benissimo, e quella dello spazio culturale, che invece stenta ad affermarsi nell'immaginario cittadino. Leo, che siede nel Consiglio d'indirizzo della Fondazione Crt, potrebbe rappresentare il trait d'union fra le Ogr e le istituzioni culturali del territorio, per rafforzare e rendere più produttivo un rapporto che finora è rimasto ondivago. Mi sembra significativo che la nomina arrivi all'indomani dell'audizione del Comitato Emergenza Cultura davanti alla Commissione cultura della Fondazione , audizione che Leo aveva promosso con il consueto fervore. Anche in vista di un cambio alla direzione delle Ogr...

QUESTO VOGLIAMO PER IL SALONE DEL LIBRO?

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Come ognuno ben sa, a Torino c'è chi instancabilmente lavora per accogliere il ministero della Cultura nella cabina di regia del Salone del Libro. Per ovvi motivi di vicinanza politica la giunta Cirio sostiene attivamente l'operazione che frutterebbe al Salone un congruo contributo statale (girano cifre in libertà, fino al milione e mezzo), e al centrodestra una bella fetta di egemonia culturale. Per altrettanto ovvi motivi, tale prospettiva sta sullo stomaco al Comune di centrosinistra. Quanto ai privati, veri proprietari del Salone, dubito che gradiscano vedere una loro proprietà contesa da un branco di arraffoni famelici. Ma intanto un normale galantuomo, sprezzante delle botteghe politicanti, si pone un'unica domanda di evangelica semplicità: qual è il bene del Salone del Libro? Ovvero: che futuro vogliamo per la nostra principale istituzione culturale? Diventerà più solida, più autorevole, più rispettabile, in virtù d...

FONDAZIONE CRT INCONTRA EMERGENZA CULTURA

Ricevo e volentieri pubblico:  Il Comitato Emergenza Cultura Piemonte è stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, alla  presenza della presidente della Fondazione Anna Maria Poggi (foto) e della segretaria Patrizia Polliotto. Tema  all’ordine del giorno: i tagli ai finanziamenti dei bandi della Regione Piemonte per le attività culturali 2025 e le  preoccupazioni sugli investimenti futuri e la conseguente tenuta del tessuto culturale regionale.  Il Comitato Emergenza Cultura Piemonte (CEC) è stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt,  presieduta dal coordinatore e consigliere Giampiero Leo, attivo intermediario con il CEC nell’organizzazione della  riunione alla presenza della presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi e della segretaria Patrizia Polliotto .   L’audizione, richiesta per illustrare le criticità emerse a seguito dei bandi regionali per la cultura 2025, si è svolta in un  cl...

BANDI, MA CHI CI CREDE?

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line, ecco un classicone sempreverde: «Sulla vicenda di Comala si è creato un precedente problematico: quando la Città indice bando pubblico lo fa per garantire trasparenza, parità di trattamento e certezza delle regole. Se dopo l'esito si apre una trattativa che porta il vincitore a rinunciare in cambio di uno spazio alternativo, il rischio è che il sistema dei bando perda credibilità», ha dichiarato un preoccupatissimo Andrea Russi (foto) , capogruppo cinquestelle in Comune. Desidero rassicurare Russi: nessun rischio, il sistema dei bandi non può perdere credibilità perché l'ha già persa da tempo immemorabile, sepolta sotto un'alluvione di bandi farlocchi, più truccati di una partita a poker in una bisca di Caracas, arrangiati, disattesi, rivoltati come calzini per adeguarne il risultato al volere del miserabile potere di turno. Da una vita seguo con perverso interesse il teatrino dell'orrore di questi bandi – o manifesta...