La notizia, ovviamente, è che le Ogr hanno un nuovo presidente nella persona di Marco Giovannini . Ma trovo interessante la contemporanea nomina alla vicepresidenza di Giampiero "carissimo" Leo, l'infaticabile paladino della cultura a Torino (foto) . Credo che non sia casuale. Le Ogr hanno una doppia anima: quella dell'hub tecnologico, che funziona benissimo, e quella dello spazio culturale, che invece stenta ad affermarsi nell'immaginario cittadino. Leo, che siede nel Consiglio d'indirizzo della Fondazione Crt, potrebbe rappresentare il trait d'union fra le Ogr e le istituzioni culturali del territorio, per rafforzare e rendere più produttivo un rapporto che finora è rimasto ondivago. Mi sembra significativo che la nomina arrivi all'indomani dell'audizione del Comitato Emergenza Cultura davanti alla Commissione cultura della Fondazione , audizione che Leo aveva promosso con il consueto fervore. Anche in vista di un cambio alla direzione delle Ogr...
Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Come ognuno ben sa, a Torino c'è chi instancabilmente lavora per accogliere il ministero della Cultura nella cabina di regia del Salone del Libro. Per ovvi motivi di vicinanza politica la giunta Cirio sostiene attivamente l'operazione che frutterebbe al Salone un congruo contributo statale (girano cifre in libertà, fino al milione e mezzo), e al centrodestra una bella fetta di egemonia culturale. Per altrettanto ovvi motivi, tale prospettiva sta sullo stomaco al Comune di centrosinistra. Quanto ai privati, veri proprietari del Salone, dubito che gradiscano vedere una loro proprietà contesa da un branco di arraffoni famelici. Ma intanto un normale galantuomo, sprezzante delle botteghe politicanti, si pone un'unica domanda di evangelica semplicità: qual è il bene del Salone del Libro? Ovvero: che futuro vogliamo per la nostra principale istituzione culturale? Diventerà più solida, più autorevole, più rispettabile, in virtù d...