Ancora su Giorgio Balmas, a vent'anni dalla morte e in tempo di Settembre Musica: ieri sul Corriere mi sono occupato della "questione toponomastica". Ripubblico l'articolo non reperibile on line. «Ricordare Giorgio Balmas» s'intitola l'incontro con il quale, lunedì 7 alle 16.30 a Palazzo Civico, MiTo Settembre Musica rende omaggio al suo ideatore. Già: ricordare Giorgio Balmas. Suona un po' ipocrita, come titolo, in una Torino che, a vent'anni dalla sua morte, non sembra essersi impegnata granché per manifestare sentimenti di ricordo – men che meno di riconoscenza – nei confronti del suo primo assessore alla Cultura; l'uomo che, immaginando un nuovo concetto di «cultura per tutti», decentrata e accessibile, nel decennio delle giunte Novelli rivoluzionò l'immagine e l'anima stessa della città. Qualche giorno fa ho raccontato su questo giornale Balmas e le sue intuizioni , in primis i Punti Verdi e Settembre Musica. E in quell'occasione h...
Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Non so se l'omaggio che, lunedì 7 a Palazzo Civico, MiTo Settembre Musica rende al suo «fondatore» Giorgio Balmas inorgoglirebbe davvero Giorgio Balmas; o se invece quell'uomo geniale, appassionato e spigoloso, non si riconoscerebbe nell'odierno superfestival a doppia trazione sabaudo-meneghina. Di fatto, MiTo non è più il Settembre Musica di Balmas: ne è semmai la continuazione con altri mezzi e soprattutto con altre prospettive. Non c'è niente di male in ciò, sia chiaro: cambiano i tempi e le circostanze, cambiano le persone, cambiano anche i festival. Ma corre almeno l'obbligo di ricordare quale fu la visione di Giorgio Balmas, intellettuale, politico, organizzatore di concerti e stagioni musicali, insegnante al liceo Giusti per quarant'anni fino al 1999. E apostolo della cultura per tutti fin da quando, nel 1946, studente diciannovenne del liceo Cavour, fondò l'Unione Musicale che avrebbe diretto per tr...