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A PRANZO COL SOVRINTENDENTE

Da fine giugno Mathieu Jouvin, nuovo sovrintendente del Regio, è fisso a Torino: ha casa in corso Sam Maurizio, fa la spesa al mercato di piazza Santa Giulia, i figli frequentano il Lycée Français. Torinese a tutti gli effetti, insomma. Ma è ancora un oggetto misterioso. Un lesto incontro con i giornalisti al momento della nomina, e poi zitto e pedala. Per nulla amante dei riflettori, Jouvin lavora sodo e compare poco.  Era ovvio che il personaggio m'incuriosisse, così qualche giorno fa l'ho invitato a pranzo per conoscerlo meglio. Jouvin è un appassionato di cucina, e tra cuochi ci si intende: le mie trofie al pesto con il basilico di Prà e un morbidissimo polpo in umido alla pugliese, innaffiati da un eccellente Borgogna bianco dono dell'ospite, hanno favorito una lunga chiacchierata: s'è parlato degli argomenti più vari, di filosofia e di corride, di Asterix e di surf - Jouvin è surfista appassionato, e mi auguro che riesca a surfare anche sulle onde anomale del Reg
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IL TRIONFO DELLA SUPERCAZZOLA

Oggi sono tornato dopo molto tempo in Commissione cultura. L'assessore Purchia presentava un primo bilancio dei tre bandi di "Circoscrizioni al Centro" : quello per gli spettacoli di quest'estate (dotazione 300 mila euro messi da Iren e Intesa per 12 progetti ), quello React per "sostenere l'economia urbana nel settore della Cultura" (1.564.000 euro della Comunità europea per 17 progetti da realizzare da questo mese a agosto 2023) e quello del MiC per "attività a carattere professionale nel campo dello spettacolo dal vivo nelle aree cittadine periferiche" (1.836.721 euro del ministero della Cultura per 20 progetti da realizzare fra il 22 settembre e il 31 dicembre).  Tutto a meraviglia, direi. Purchia esterna la propria soddisfazione con la consueta assertività, e persino gli interventi dei (pochi) consiglieri presenti sono insolitamente pertinenti, per quanto non significativi. Si vede che hanno capito di che cosa si sta parlando. D'al

CINEMA DELLE DONNE, DISTRETTO CINEMA CI PROVA

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: mi giunge notizia che ieri al Circolo dei Lettori hanno presentato "un nuovo festival di cinema e arti visive dedicato allo sguardo delle donne". Prosegue il comunicato: "Nasce a Torino, si chiama Contemporanea International Film Festival ed è in programma tra martedì 4 e domenica 9 ottobre. Il progetto è realizzato da Distretto Cinema , con la collaborazione di Film Commission, Circolo dei Lettori, Archivio Nazionale Cinema di Impresa, Rai Teche, Università di Bologna, Associazione Amleta, Associazione Donne 4.0, Women In Film, Television and Media Italia, Museo Nazionale del Cinema, Festival CinemAmbiente, Lovers Film Festival, Dams e Cinema Ambrosio. Una solida rete di realtà torinesi e nazionali nata partendo da una riflessione: le ricerche degli ultimi anni sul divario di genere nel cinema ci consegnano un quadro ancora segnato da un profondo squilibrio".  In effetti, lo squilibrio esiste. Prova ne sia

AUTUNNO AL POLO

Ricevo e volentieri pubblico: Con settembre prende il via “ POV - Point of view ”, il programma d’autunno del Polo del ‘900 che raccoglie le proposte degli Enti partecipanti e delle istituzioni del territorio. Un mosaico di punti di vista che fino a dicembre offre una visione ampia e trasversale su temi d’attualità con mostre, proiezioni, spettacoli e incontri.  “E' un autunno importante al Polo – spiega il direttore Emiliano Paoletti – per ascoltare e farsi sentire con una proposta forte di grandi temi e spunti di riflessione. Per tre mesi eventi, seminari, mostre e podcast sui grandi temi del passato e del presente per guardare al futuro con desiderio e consapevolezza”  DALLE PICCOLE STORIE AI GRANDI TEMI DI ATTUALITÀ Si comincia oggi 21 settembre con il “ Festival delle piccole Storie” , alla terza edizione, promosso dalla Rete italiana di cultura popolare che intorno ai presidi leggeri de Lo Spaccio di Cultura – a Porta Palazzo, Aurora e Borgo San Paolo – costruisce una ra

PALAZZO MADAMA SPIEGATO

La notizia è presto detta: da oggi la Corte Medievale di Palazzo Madama ospita un nuovo allestimento che accoglie il visitatore al suo ingresso in museo, per raccontare i duemila anni di storia del palazzo e di Torino, dall’età romana al Novecento, tramite una trentina di tavole realizzate dal disegnatore Francesco Corni. Si tratta di disegni che illustrano dettagliatamente i momenti salienti di crescita della città e seguono le vicende costruttive di Palazzo Madama. Una decina di pannelli, addossati alla parete sud della Corte Medievale, mostrano le diverse fasi dell'evoluzione dell'edifico, dalle torri della porta romana al castello degli Acaia, dalla facciata juvarriana agli ultimi interventi novecenteschi. Di per sé, nulla di clamoroso. Ma vale la pena di parlarne, perché sono le piccole cose a fare la differenza. Far capire al visitatore che cos'è , in realtà, Palazzo Madama, quanta storia si porta dentro, è una piccola cosa, direi quasi dovuta. Ma andava fatta, e fino

ARTISSIMA CON PRESIDENTE

Reduce dalla quarta dose, e quindi suonato come un pugile suonato e con le gambe molli come un formaggio molle, ieri mi potevo anche risparmiare la sgamalata fino in piazza San Carlo. Alle Gallerie d'Italia presentavano la ventinovesima edizione di Artissima, la prima diretta da Luigi Fassi  (e la prima patrocinata dal Ministero della Cultura). Dopo ventotto edizioni, e di conseguenza ventotto presentazioni, conosco a memoria la liturgia, noiosa e prolissa come qualsiasi altra messa cantata (modello insuperabile restano le mitiche presentazioni del Salone del Libro ) e del tutto inutile, perché puoi stare sicuro che non ne verrà fuori una notizia che sia una. Tant'è che le conseguenti cronache di giornali e siti si somigliano tutte, e tutte somigliano al comunicato stampa.  Eh sì, potevo proprio risparmiarmela, la messa cantata: ma ogni volta non so resistere alla curiosità del "c'era questo c'era quella", benché ogni volta ci siano sempre le stesse facce o, p

LE GRANDI MOSTRE? PORTIAMOLE ALLA CAVALLERIZZA

Se lo lasceranno lavorare, Giovanni Carlo Federico Villa potrebbe davvero essere il direttore che risolleva le sorti di Palazzo Madama. Quest'apertura di credito non dipende da quanto GCF ha fatto finora, che non è molto e neppure eccezionale: d'altronde allorché ha preso servizio si è trovato un calendario bloccato da progetti già avviati (e talora mediocri come l'esposizione della più che modesta tavola di Ugo da Carpi). La prima prova del fuoco di Villa, dopo il buon balloon d'essai di Pompei, sarà la grande mostra sul Liberty della primavera prossima. Ancora non giudico GCF per i risultati; bensì perché mi dà l'impressione - rara di questi tempi a Torino - di avere una visione.  Me lo ha confermato uno scambio d'opinioni che abbiamo avuto qualche giorno fa mentre m'aggiravo per Palazzo Madama riflettendo sulle ambiziose aspettative e le ristrette prospettive di una Torino che arranca per tornare nell'empireo delle Grandi Mostre nazionali e internazi