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DOPO ALFIERI, QUALCOSA SI MUOVE PER BALMAS

Incredible but true: la pressante sollecitazione a intitolare a Giorgio Balmas un luogo pubblico (via, giardino, parco o quel che vogliono) ha trovato una sponda in Consiglio comunale: ieri il consigliere Silvio Viale ha presentato ben tre documenti (due proposte alla Commissione Toponomastica e una proposta di mozione del Consiglio) nei quali chiede di intitolare a Balmas la nuova Biblioteca Civica Centrale o, in alternativa, il Parco Sempione (che fu tra le prime sedi scelte da Balmas per i Punti Verdi). Nell'attesa di graditi e si spera solleciti risconti, pubblico qui sotto il mo terzo toc-toc uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Quando si dice la combinazione. Venerdì 11 ci sarà la cerimonia di intitolazione di una piazzetta dietro la scuola «Tommaseo» di piazza Cavour a Fiorenzo Alfieri, che proprio quel giorno avrebbe compiuto 83 anni. Doveroso riconoscimento: Alfieri, prematuramente stroncato sei anni fa dal Covid, ha dato tantissimo a Torino, nei lunghi an...
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NUOVO CDA PER I MUSEI REALI

Ricevo e volentieri pubblico: Con decreto ministeriale del 2 settembre 2026, firmato dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, è stato nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione dei Musei Reali. Il nuovo Cda   è presieduto da Paola D’Agostino , Direttrice Generale pro tempore dei Musei Reali, ed è composto da Gustavo Maria Mola di Nomaglio , già manager per importanti multinazionali, Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, studioso della storia e della società degli Stati e della dinastia sabaudi, designato dal Ministro della Cultura; Giovanni Morale , Vice Direttore, Coordinatore e Responsabile didattico delle Gallerie d’Italia di Milano, docente all’Università IULM, designato dal Ministro della Cultura; Giuseppe Franco Ferrari, professore emerito di Diritto Costituzionale presso l’Università Bocconi di Milano, già professore ordinario di Diritto Costituzionale e di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università Bocconi di Milano, designato dal Ministro della C...

NON UN CORSO, MANCO UNA VIA: MA ALMENO UN GIARDINO PER BALMAS, NO?

Ancora su Giorgio Balmas, a vent'anni dalla morte e in tempo di Settembre Musica: ieri sul Corriere mi sono occupato della "questione toponomastica". Ripubblico l'articolo non reperibile on line. «Ricordare Giorgio Balmas» s'intitola l'incontro con il quale, lunedì 7 alle 16.30 a Palazzo Civico, MiTo Settembre Musica rende omaggio al suo ideatore. Già: ricordare Giorgio Balmas. Suona un po' ipocrita, come titolo, in una Torino che, a vent'anni dalla sua morte, non sembra essersi impegnata granché per manifestare sentimenti di ricordo – men che meno di riconoscenza – nei confronti del suo primo assessore alla Cultura; l'uomo che, immaginando un nuovo concetto di «cultura per tutti», decentrata e accessibile, nel decennio delle giunte Novelli rivoluzionò l'immagine e l'anima stessa della città. Qualche giorno fa ho raccontato su questo giornale Balmas e le sue intuizioni , in primis i Punti Verdi e Settembre Musica. E in quell'occasione h...

L'ANOMALIA BALMAS

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: Non so se l'omaggio che, lunedì 7 a Palazzo Civico, MiTo Settembre Musica rende al suo «fondatore» Giorgio Balmas inorgoglirebbe davvero Giorgio Balmas; o se invece quell'uomo geniale, appassionato e spigoloso, non si riconoscerebbe nell'odierno superfestival a doppia trazione sabaudo-meneghina. Di fatto, MiTo non è più il Settembre Musica di Balmas: ne è semmai la continuazione con altri mezzi e soprattutto con altre prospettive. Non c'è niente di male in ciò, sia chiaro: cambiano i tempi e le circostanze, cambiano le persone, cambiano anche i festival. Ma corre almeno l'obbligo di ricordare quale fu la visione di Giorgio Balmas, intellettuale, politico, organizzatore di concerti e stagioni musicali, insegnante al liceo Giusti per quarant'anni fino al 1999. E apostolo della cultura per tutti fin da quando, nel 1946, studente diciannovenne del liceo Cavour, fondò l'Unione Musicale che avrebbe diretto per tr...

ESTINZIONI

Uscito un paio di giorni fa sul Corriere, questo articolo mi pare ancor più attuale - pur non riguardando direttamente i casi specifici - dopo che nelle ultime 48 ore si è saputo della chiusura dello Ziggy Club e della rinuncia di Moncalieri all'edizione 2026 di Ritmika . Quindi lo ripubblico qui, non essendo disponibile on line. L'ultima in ordine di tempo a gettare la spugna è stata, due settimane fa, l'associazione Teatro Europeo, costretta ad annullare la terza edizione del suo Festival Teatro nelle Corti, prevista tra il 3 e il 6 settembre a Torino e a Racconigi. Non ci sono i soldi, le fondazioni bancarie – com'è loro legittima facoltà - hanno negato i contributi. «Siamo dispiaciuti – scriveva l'associazione in un accorato comunicato - che a Parigi e nel resto d’Europa il nome di Torino e del Piemonte si leghi oggi a un ricordo non bello». Vabbè, immagino che prima o poi a Parigi se ne faranno una ragione e pure il resto d'Europa, da Vilnius a Lisbona, e...

QUANTO CI COSTANO DUE TIRANNOSAURI?

Nell'accalmia agostana ho dimenticato di ripubblicare qui l'ennesimo articolo sui T. Rex al Museo del Cinema , uscito sul Corriere una decina di giorni fa e non reperibile on line. Per completezza e archivio, a futura memoria, lo ripubblico adesso. La notizia dell'esposizione, a novembre, di due scheletri di T. Rex al Museo del Cinema è stata accolta dai media con ampio seguito di articoli di cronaca e alati commenti. Tuttavia, sottotraccia a tanto entusiasmo restano da definire gli aspetti se vogliamo più corrivi dell'operazione: costi e modalità contrattuali. La mancanza, finora, di informazioni certe alimenta voci e indiscrezioni che – pur testimoniando l'interesse creatosi attorno alla faccenda – restano tutte da confermare. E per avere conferme o smentite mi è sembrato giusto rivolgermi direttamente alla fonte, ovvero al direttore del Museo del Cinema Carlo Chatrian (anche il presidente Ghigo era disponibile a rispondermi, ma non mi sembrava bello molestarlo ie...

FANTASIA PORTAMI VIA: UN'AMBRA PER OGNI FESTIVAL

Ragazzi, che inventiva scatenata! Il Tff è ormai una fucina di trovate sorprendenti, ma soprattutto originalissime. Tipo affidare ad Ambra Angiolini la conduzione della serata inaugurale della 44esima edizione. Premetto: a me Ambra piace, sarà perché la trovo eclettica o sarà per una mia certa ammirazione per i suoi trascorsi nel trash d'autore, ma insomma, voglio dire che Ambra a presentare il Tff - ah, i bei tempi quando presentava Non è la Rai... - a me sta benissimo, e comunque incarna appieno il mood del "nuovo" festival di Base. Se non fosse che la stessa, identica Ambra Angiolini è stata la madrina del Lovers nel 2023 . Dicesi 2023, tre anni fa, mica venti. Dopo essere stata madrina pure del Tglff (predecessore di Lovers) nel 2014 , e della serata di chiusura del Tff 2012. Insomma, fantasia portami via. Che vien da pensare "arieccola": adesso per calare il pokerissimo ad Ambra manca soltanto CinemAmbiente - e non ce la vedrei male in uno spumeggiante dial...