Tutto come previsto al Museo del Cinema: confermato Enzo Ghigo per un altro mandato presidenziale, confermato Giulio Base per altri due anni (2027 e 2028) alla direzione del Tff, confermate anche (ma per un solo anno, seguirà bando) Luxuria a Lovers e Lia Furxhì a Cinemambiente. Con il nuovo Statuto del Museo entrano nella governnce la Città Metropolitana (con un fee di 250 mila euro) e il Ministero della Cultura ( ahi ahi ahi, alla fine ce l'hanno fatta... ) che già versa 2,2 milioni all'anno e si spera (pia speranza...) che ne porti altri senza troppo spadroneggiare. Ma la notizia che più mi sullucchera è l'arrivo a novembre di due scheletri di T. Rex alla Mole per una mostra, pensa te, sui dinosauri nel cinema: e sul punto rimando all'articolo di domani sul Corriere.
E cadono pure dal pero, povere stelle. Tipo Marina Chiarelli, assessora regionale presumo alla Cultura, la quale, a cose fatte ed esequie del Folk Club celebrate , rilascia a un giornale la seguente, surreale dichiarazione: «Sono pronta a incontrare il direttore Paolo Lucà, voglio capire bene le ragioni della chiusura». Formidabile. «È pronta». Le serviva un po' di preparazione, magari un bel training autogeno, e adesso può concedere l'udienza, manco fosse il Re Sole. Perché lei «vuole capire le ragioni». Beh, se proprio ci teneva, l'assessora poteva come tutti noi degnarsi di andare martedì scorso al Folk Club ad ascoltare quelle «ragioni» dalla viva – e dolente - voce del direttore Paolo Lucà. O, senza neppure scomodarsi, poteva dare un'occhiata in casa propria, al contributo triennale di 48 mila euro che per il Folk Club erano vitali e a norma di bando gli spettavano, ma ooops, qualcuno ha inciuccato le quote («inciuccato», non «inciuciato»: non sia mai!), così i sol...