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CAPITALE DELLA CULTURA, LA FUFFA NON BASTA

Ieri sul Corriere mi sono occupato della stravagante campagna (foto) che dovrebbe sensibilizzare i torinesi all'ambiziosa candidatura a Capitale europea della Cultura 2033, esprimendo le mie preoccupazioni per un progetto che, finora, sembra "inclusivo" soltanto a parole. Preoccupazioni che oggi condivide, in un'intervista al Corriere, anche il consigliere della Fondazione Crt Giampiero Leo.  Vabbè, ne riparleremo. Intanto ripubblico l'articolo di ieri, non disponibile on line.   Giovedì scorso, in centro, vedo passare un tram coperto di pallini blu e gialli tra i quali s'intuisce la scritta «Ready to play the future?». Che mi rappresenta?, mi domando perplesso. A rigor di orecchio e traduttore, significa «Pronti a giocare con il futuro?». Ok, tra guerre e collasso climatico in effetti con il futuro ci stiamo giocando pesante: ma devono ricordarmelo di buon mattino, a mezzo tram? L'arcano si svela l'indomani, venerdì: un comunicato stampa in fluente bu...
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APPENDINO, LE OLIMPIADI E IL SALONE: IL GIORNO DELL'ORGOGLIO E DEL RIMPIANTO

Oggi per me è un bel giorno perché la cronaca m'ha offerto l'occasione di tornare a occuparmi di una vecchia amica, Chiara Appendino, che quand'era sindaca mi aveva regalato tanti simpatici spunti professionali. Adesso è a Roma, deputata cinquestelle, e l'avevo un po' persa di vista. Ieri, però,  un post su Fb  con il quale la nostra ex sindaca rivendica con orgoglio il "merito" di aver evitato a Torino il rischio olimpico mi ha riportato a quei giorni fantastici, allorché il Consiglio comunale era Broadway e ad ogni seduta regalava momenti di autentico spettacolo. Non potevo perdere l'occasione per ricamarci su qualche impertinenza da monsù precisini. L'articolo lo trovate sul Corriere di oggi e  a  questo link . Per casuale coincidenza, giusto ieri mattina ero nell'aula magna del Politecnico, dove si teneva la consueta messa cantata, ovvero la prima conferenza stampa del Salone del Libro. Occasione mondanissima - altro che la prima del Regio....

ARTISSIMA CERCA IL NUOVO DIRETTORE

La Fondazione Torino Musei ha aperto la procedura di selezione mediante avviso pubblico di manifestazione d'intesse per la direzione di Artissima. Le candidature dovranno pervenire tramite posta elettronica all’indirizzo bandodirezioneArtissima@fondazionetorinomusei.it  entro e non oltre le ore 12 del 30 marzo prossimo. L’ incarico della nuova direzione avrà durata quadriennale, per le edizioni dal 2027 al 2030.

MUSEI REALI, LA SFIDA DELLA DIRETTRICE

Paola D'Agostino, napoletana, 53 anni, storica dell'arte con master all'University College di Londra e esperienze professionali al Met di New York e a Yale, dal 2015 al 2024 ha diretto i Musei del Bargello a Firenze, e da ottobre scorso è la direttrice dei Musei Reali. Ci è arrivata vincendo un bando ministeriale per le nomine in cinque musei statali, bando che aveva ispirato all'elegante ministro della Cultura Alessandro Giuli un'alzata d'ingegno alquanto inelegante: quando vide la lista dei candidati finalisti si dichiarò «insoddisfatto» e minacciò di «riaprire il bando per avere un quadro completo e un valore indiscutibile». Coerentemente, nel giro di poche ore Sua Eccellenza cambiò opinione e scelse tra i finalisti «insoddisfacenti» i cinque direttori dei cinque musei, compresa Paola d'Agostino ai Reali. Tutto bene quel che finisce bene, tuttavia... Direttrice D'Agostino, le parole del ministro non sembravano una manifestazione di stima. Lei come l...

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Uscito ieri sul Corriere e non reperibile on line: La Fondazione Torino Musei ha annunciato che «sono aperte le procedure di selezione mediante avviso pubblico» per le direzioni del Mao e di Palazzo Madama «in considerazione della prossimità della scadenza degli attuali incarichi, prevista all’inizio del 2027».  In realtà gli «attuali incarichi» scadrebbero adesso, a febbraio: Davide Quadrio ( in alto ) al Mao, Giovanni Villa ( sotto ) a Palazzo Madama sono in carica dal febbraio 2022, ma la Fondazione ha deciso di prorogarli per un anno e intanto cominciare, con lodevole solerzia, le procedure per l'eventuale successione, magari per evitare che finisca come l'altra volta, quando Palazzo Madama restò senza direttore per ventuno mesi filati. I direttori uscenti possono ovviamente ricandidarsi, e voglio sperare che la «selezione» costituisca soltanto un atto formale, imposto da regole burocratiche; e che entrambi i direttori vengano riconfermati senza tanti magheggi. Non vedo i...

COSA VISITA CHI VISITA TORINO

Ricevo e volentieri pubblico: Secondo l’Osservatorio di Turismo Torino e Provincia, che ha raccolto oltre 1.300 questionari qualitativi somministrati a turisti che hanno acquistato un prodotto (Torino+Piemonte Card) o un servizio turistico (Welcome Tour), il profilo del visitatore che ha soggiornato a Torino nel 2025 è prevalentemente quello di una persona di età compresa tra i 36 e i 65 anni (76%), con un livello di istruzione medio-alto (96% diplomati o laureati). Gli interessi principali risultano orientati verso le mostre (24%), l’enogastronomia (16%) e le tradizioni locali (12%). Il campione intervistato è composto in maggioranza da turisti alla loro prima visita in città (59%), che viaggiano soprattutto in coppia (38%) o in famiglia (38%). Per raggiungere Torino, i mezzi di trasporto più utilizzati sono il treno e l’automobile, entrambi con una quota del 38%. La provenienza dei visitatori è prevalentemente italiana: il 71% arriva da Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio e Tosc...

LA VERITÀ SUL CASO FICO: LA VERSIONE DEL DIRETTORE

Uscito sul Corriere e non disponibile on line: C'è questa voce che gira, che il Mef - Museo Ettore Fico versa in gravi difficoltà economiche e sta per chiudere. Addirittura, dicono, potrebbe accadere già a metà marzo, al termine della mostra su Berlinguer. Beh, prima di intonare il pianto greco sulla perdita di un importante – se non unico – presidio culturale in un quartiere come Barriera di Milano, sono andato a parlarne con la persona meglio informata sui fatti, ovvero Andrea Busto, direttore fin dall'inaugurazione nel 2014, e oggi anche proprietario della sede e delle collezioni per lascito ereditario della vedova Fico, fondatrice – con Busto stesso – del museo. E già qui s'impone una precisazione: la Fondazione privata che inizialmente reggeva le sorti del Mef è stata sciolta da tempo, oggi Busto è l'unico titolare. Il colloquio è stato interessante. A dire di Busto, e parafrasando Mark Twain, la notizia della morte del Mef è fortemente esagerata. Il direttore-pro...