Gli organizzatori del Torino Jazz Festival comunicano che la quattordicesima edizione, con 101 appuntamenti complessivi, 81 concerti, 72 luoghi coinvolti e 297 musicisti, ha totalizzato 19.176 spettatori, pari a oltre il 90% delle capienze disponibili, con un leggero aumento rispetto alla scorsa edizione. L’affluenza agli spettacoli principali è stata di oltre 10.000 spettatori e più di 4.000 presenze ai concerti nei club coinvolti. Accanto alla programmazione concertistica, Jazz Talk, Jazz Cinema e Jazz Special hanno richiamato, scrive l'organizzazione, più di 3.000 persone. Per i Jazz Blitz, con 29 appuntamenti diffusi nei luoghi di assistenza, accoglienza e incontro, vengono dichiarate oltre 1.000 persone.
Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: È ormai un riflesso condizionato: dopo ogni ponte festivo, i musei torinesi comunicano giubilanti i dati sui visitatori, e i giornali titolano d'ufficio «boom di presenze» oppure, a scelta, «musei sold out». In effetti, nel suo complesso e considerati i mezzi a disposizione, il sistema museale cittadino non se la passa male. Il pubblico c'è, i numeri sono buoni, alcune mostre funzionano e ogni tanto un direttore azzecca il colpaccio che non t'aspetti, tipo la monografica di Chiahru Shiota al Mao che da ottobre continua a staccare biglietti come se non ci fosse un domani: oltre quattromila solo nel weekend lungo del Primo Maggio. Alla Fondazione Torino Musei potrebbero stappare lo champagne, dato che anche Palazzo Madama, tra MonumenTo e Vermeer, in tre giorni ha superato le 4.500 presenze. Potrebbero sì. Ma c'è la Gam. La nostra povera Gam. Lì, altro che «boom» e «sold out»: da venerdì 1° maggio a domenica 4 i visitato...