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Visualizzazione dei post con l'etichetta Nino Boeti

SALONE DEI TAFAZZI, LO SPETTACOLO RICOMINCIA

Il tafazzismo torinese s'esalta, garrisce e si sublima, al cospetto del Salone del Libro. Lo scrivevo un anno fa , dopo l'inatteso trionfo sul surrogato milanese. Gli stand non erano ancora smontati, e già gli industriosi topolini erano all'opera per preparare l'ennesima crisi estiva dal Salone. Quella sfociata, come ben sappiamo, nel naufragio della Fondazione per il Libro. Una cessione di sovranità Adesso ci risiamo. Eccoci di nuovo qui con i nostri martelloni in pugno, pronti a farci del male. Il casus belli, stavolta, è la spartizione del Salone. La storia la sapete già. Il Circolo dei lettori - che dipende dalla Regione - in un primo tempo è stato  estromesso senza tanti complimenti dal futuro del Salone, mentre alla comunale Fondazione Cultura veniva affidata la responsabilità editorial e . In altre parole, il controllo politico sul Salone. Nulla di nuovo sotto il sole. Il Chiampa sa bene che la cultura non porta voti; quindi sta mollando a Chiarabell...

NO LOMBROSO PERDE I PEZZI

Il "convegno" No Lombroso perde i pezzi. Dopo il forfait della moderatrice Antonella Frontani , adesso mi risulta che anche il dottor Laus  abbia avuto una resipiscenza: non porterà al "convegno" i suoi saluti in veste di presidente del Consiglio regionale. Intanto apprendo che vacilla anche l'ospitalità al "convegno" nella sede del Consiglio regionale, avventatamente concessa dal dottor Laus . La sbarazzina iniziativa ha sollevato un vespaio, e si profilano proteste e contromisure da parte di alcuni consiglieri. Il più incarognito, a quel che sento dire, sarebbe Nino Boeti Pd), calabrese come Mangone; ma evidentemente non antilombrosiano. O comunque dotato di senso delle istituzioni (e del ridicolo).

DI NUOVO IN COMMISSIONE CULTURA: NON C'E' PIU' IL PERSONALE DI UNA VOLTA

Stamattina era nuvolo: di vedere l'eclisse manco a parlarne. Quindi, per procacciarmi un onesto intrattenimento a costo zero, ho deciso di andare in Municipio. Ogni tanto ci faccio una capatina, per controllare che i miei dipendenti non battano la fiacca. Oggi poi l'occasione era succulenta: davanti alle Commissioni cultura di Comune e Regione presentavano lo studio sulla fattibilità e la convenienza dell' accorpamento del Castello di Rivoli alla Fondazione Torino Musei. Studio affidato a una società specializzata, che dopo lunghe indagini e accurate analisi è arrivata alla stessa conclusione mia e di qualsiasi cretino come me: l'accorpamente si può fare, e conviene. Esattamente nei termini che vi ho ampiamente anticipato . L'operazione, dice l'assessore Antonella Parigi, sarà chiusa entro ottobre. Potrebbe portare, sostiene lo studio, numerosi benefici, non ultimo un risparmio all'incirca del 10 per cento sui costi attuali. Io mi accontenterei del 5. ...