Nel 2016 l'epopea di cinquestelle si era aperta con il disdegno per i Grandi Eventi , l'esaltazione dell 'autarchia culturale e la scomunica delle mostre blockbuster ree di incrementare le file davanti ai musei oltre che davanti alle mense dei poveri. E' andata com'è andata. Si volta pagina, c'è una nuova amministrazione, e i Grandi Eventi diventano il toccasana universale: li promette il sindaco Lo Russo, c'è persino un assessore, Mimmo Carretta, con delega giustappunto "ai Grandi Eventi", e l'assessore alla Cultura Purchia per non esser da meno promette di "fare esplodere la città con i suoi Eventi" . Boom. L'intenzione è buona, ma vorrei capire di che cosa parliamo quando parliamo di "Grandi Eventi"; pavento il ritorno al dirigismo comunale del sindaco-Barnum, dell'assessore e dei suoi funzionari che s'immaginavano impresari e direttori artistici, in una parola all'ente pubblico che decide quali devo...
L'ANSiA della cultura torinese