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AL REGIO SUONANO LA MARCIA DEGLI OTTANTUNO

Finalmente arrivano segnali di vita intellettiva dal Regio. Ieri sera i lavoratori del teatro (quelli veri, non gli orchestrali che fanno casta a sé) hanno inviato a Fassino (e per conoscenza a Braccialarghe) una lettera con la quale si dissociano dalle intemperanze dell'orchestra, dicono forte e chiaro che non vogliono (e d'altra parte non potrebbero, in un paese appena appena civile) schierarsi nella guerra fra Vergnano e Noseda, e che la surreale missiva con la quale i musici s'arrogavano il diritto di impartire lezioni sulla gestione del Regio non li rappresenta. Io ho contato ottantuno firme. Insomma, la bella notizia è che un'ottantina di lavoratori hanno avuto un sussulto di dignità. Ottanta lavoratori con gli stessi, identici diritti e la stessa dignità da quegli orchestrali tanto affezionati al loro maestrone che da settimane sdottoreggiano e ammoniscono a destra e a manca. I firmatari dell'appello invitano il sindaco a riprendere in mano la situazione,...