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Visualizzazione dei post con l'etichetta Massimo Bray

PUBBLICO E PRIVATO: CARTOLINE DA UN MONDO PERFETTO

Dotti medici e sapienti al capezzale del Salone del Libro Al capezzale del malato molto grave dotti medici e sapienti discettano sulle terapie. Si cerca il prossimo presidente di Circolo & Salone - al momento l'uccello padulo volteggia pericolosamente attorno al notaio Giulio Biino - e intanto ferve il dibattito sulla proprietà - pubblica o privata? - del marchio del Salone . Dopo la manifestazione d'interesse delle Fondazioni bancarie , ieri si è espressa l'Adei, l'Associazione degli editori indipendenti, con la seguente nota stampa: Non può esistere il Salone internazionale del Libro di Torino senza l’idea di salone che è venuta formandosi in più di trent’anni di storia: una manifestazione di tutta l’editoria italiana, eterogenea, aperta a ogni istanza culturale e non dominata da esigenze commerciali. Ciò è stato possibile, oltre che per l’opera di chi anno dopo anno ha saputo farla crescere e anche diventare sempre più internazionale, per la presenza di g...

LE BELLE TRADIZIONI TORINESI: ANCHE QUEST'AUTUNNO IL SALONE RISCHIA ILNAUFRAGIO

Insieme per la prima e ultima volta: Maurizia Rebola e Massimo Bray nella loro unica apparizione ufficiale come direttrice e presidente del Circolo dei Lettori lo scorso 4 settembre per la conferenza di presentazione di Torino Spiritualità Stavo giusto in pensiero. No, voglio dire: non mi capacitavo che avessimo trascorso un'intera estate senza il consueto tentativo di liberarci del Salone del Libro.  Proprio ieri pomeriggio mi chiedevo quando sarebbe scoppiata la solita buriana. Ero lì che scrivevo il primo compitino della rentrée, un articolo per il Corriere nel quale mi occupo di un altro classicone torinese: il buco permanente nei conti del Regio ( potete leggerlo qui ). E intanto mi domandavo: e il Salone? Che è un po' come "e i marò?", però non passa mai di moda. E zàcchete, ecco che arriva la notizia delle dimissioni di Bray . Da che cosa si dimette Bray Per quanto i giornali stamattina parlino quasi tutti di "dimissioni dalla presidenza del Sa...

E' UFFICIALE: BRAY PRESIDENTE DEL CIRCOLO DEI LETTORI

Presidente multitasking: Bray dal Salone al Circolo dei Lettori Questo è il comunicato di oggi pomeriggio : "La Giunta regionale ha approvato questa mattina la nomina di Massimo Bray quale presidente della Fondazione Circolo dei lettori. Questa nomina fa seguito alle dimissioni del precedente Comitato di Gestione e di Luca Beatrice dalla carica di presidente dell'ente. "Si apre una nuova fase, che vedrà un ulteriore sviluppo del Circolo dei lettori e delle attività che svilupperà per la promozione del libro e della lettura - dichiara Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte -. Siamo onorati della presenza di Massimo Bray come presidente di questa importante istituzione: la sua presenza apporterà nuovi stimoli che completeranno il lavoro svolto dal precedente Consiglio di Gestione, che ringraziamo per lo spirito di servizio e la collaborazione". La traduzione senza ipocrisie politichesi la trovate sul Corriere di Torino e a qu...

DI MERCATI, DI IMPERI E DI CALCI IN CULO: LE TORMENTOSE NOZZE DI CIRCOLO E SALONE

C'eravamo tanto amati. Il cast dell'ultimo psicodramma del Salone: Leon, Lagioia, Bray, Appendino, Rebola, Chiampa, Larotella, Beatrice, Parigi Si vede che era destino. Ieri il presidente Beatrice e il Consiglio d'amministrazione del Circolo dei Lettori si sono dimessi  "per permettere di costituire una nuova governance che rispecchi i nuovi obiettivi" . Ovvero, per lasciare la poltrona libera a Massimo Bray, che dovrebbe passare dalla presidenza della defunta Fondazione per il Libro alla presidenza del Circolo  nuovo titolare unico dell'organizzazione del Salone dopo la fuga all'inglese del Comune e la conseguente uscita di scena della Fondazione Cultura. In pratica, da ieri il Salone del Libro cessa di esistere come entità autonoma e diventa - a prescindere dalla forma giuridica che escogiteranno - null'altro che una delle manifestazioni curate dal Circolo. Tipo "Torino Spiritualità", per intenderci. Il fantasma dell'unione ...

CABARET SALONE: ALL'ASILO CAMBIA TUTTO

Attorno al Salone infuria la guerra dei comunicati.  La lettura del comunicato L'epopea burlesca del Salone del Libro ci regala un nuovo, comicissimo capitolo. Cambia di nuovo tutto, il Comune si chiama fuori e molla alla Regione l'intera responsabilità di organizzare, tramite il Circolo dei Lettori, l'edizione 2019 . Un'edizione che, come al solito da quattro anni a questa parte, nasce già sotto il segno dell'emergenza, e dunque ci regalerà altri spettacoli miserabili, prima di salvarsi in extremis. Ammesso e non concesso che si salvi, beninteso. Le due verità Ieri circolavano due "verità" sulla gag messa in scena dalla solita compagnia di giro.  La prima "verità", sposata dagli house organ, è quella spacciata di buon mattino dai passacarte del Comune tramite una "nota stampa" di Maiunaguioia. Trattasi della rinomata "verità delle educande sdegnate". In sostanza, la Leon viene incaricata di raccontare che lei e C...

QUASI COME ASIMOV: SALONE DEL LIBRO, IL RITORNO DELLA FONDAZIONE (RELOADED)

La partita per la governance del Salone del Libro  si è riaperta. Il Chiampa ha cambiato idea, e ha ammesso di averlo fatto  pungolato dai suoi compagni di partito che  lo accusavano di aver mollato l'intera baracca nelle mani di Chiarabella .  Così oggi ha presentato ai suoi un nuovo, astuto progetto che prevede una Fondazione Cultura - sempre più simile alla vecchia Fondazione per il Libro - con Massimo Bray presidente al posto dell'Appendino; la gestione dei bandi affidata al Circolo dei Lettori; e l'ingresso degli editori dell'Aie nell'organizzazione del Salone. Insomma: il Salone lo farà una Fondazione Cultura che resta un ente strumentale del Comune, ma almeno formalmente non sarà l'Appendino a tenere in mano le redini, e ciò pare basti a chetare i maldipancia dei piddini; il marchio rimarrà di proprietà pubblica e la Regione, tramite il Circolo dei lettori, provvederà a metterlo a bando; e Bray e Lagioia lavoreranno con la Fondazione Cultura, superando...

AVANZI DI LINGOTTO, LA PRIMA GIORNATA: IL SALONE DEL PUFFO E UNDISCORSO DA MINISTRO

Non ho scritto per giorni e giorni. Mi era passata la voglia. D'altronde gli argomenti difettavano: questo blog si occupa di cultura, non di furti di polli. Ma oggi è cominciato il Salone, e m'ero preso con il Corriere l'impegno d'onore di occuparmene. Sicché sono andato al Lingotto. Ed è successo qualcosa di stravagante: l'estasi del grottesco ha sovrastato in me il disgusto che suscitano in qualsiasi gentiluomo i miserandi spettacoli da poveracci che si replicano sempre più stancamente sulle assi dell'avanspettacolo cittadino.  Quindi sono partito a scrivere compulsivamente: e la produzione è andata ben oltre la civile richiesta del Corriere di un articolo giornaliero. A fine giornata al Corriere ho dato un pezzo che racconta un'ennesima visione del Chiampa sul Salone del futuro, praticamente un sequel di quello uscito sul Corriere di ieri ; parla della possibile fusione fra Circolo dei Lettori e Fondazione Cultura, e lo potete leggere a questo l...

I REVISORI NON SONO SCEMI. UN POST LUNGO CHE SPIEGA A CHE PUNTO E' LA NOTTE DEL SALONE

Il felpato Gallino, portavoce del Salone del Libro, tiene a bada i giornalisti analizzando con cura filologica il comunicato stampa che egli stesso ha scritto A Torino non si scherza un cazzo. La categoria dei revisori dei conti ha imparato in fretta la lezione teorica del vate Guido Catalano , e ancor più quella pratica della Procura della Repubblica. Girano certi bilanci che è meglio perderli che trovarli, e se firmi quello sbagliato tenteranno di fregarti dicendo che è solo colpa tua . Per cui adesso, prima di mettere la sua riverita firma sotto un qualsivoglia bilancio, ogni revisore dei conti di Torino e dintorni ci pensa su due o tre volte, ci ripensa, e alla fine prende altro tempo per riconsiderare il tutto. I revisori non firmano a muzzo In conseguenza di quanto sopra, i revisori dei conti della Fondazione per il Libro hanno preteso e ottenuto il rispetto dei termini di legge che gli riconoscono 15 giorni di tempo per consegnare la loro relazione sulla proposta ...