Spiace fare il guastafeste, ma certe cose bisogna pur dirle. Soprattutto se le dice mezza città ma sui media non ne trovi traccia. Così, nel giorno del «concertone» benignamente elargito al popolo da un marchio automobilistico un tempo torinese, ho scritto per il Corriere un articolo che, prendendo in esame il comunicato diffuso in occasione del fausto evento, esprime il seguente concetto: «Nel deserto post-industriale di Torino, il concerto di San Giovanni offerto dal sedicente "marchio italiano" equivale alla consegna dell'orologino in similoro al pensionando, o al benservito che il lord inglese concedeva al domestico prima di buttarlo in mezzo a una strada». Se vi interessa, potete leggere l'articolo sul Corriere di oggi oppure a questo link . Ma se del comunicato Fiat commento piacevolmente, sul giornale, le direttive per il popolo, qui sul blog voglio offrirne agli autentici bongustai il testo integrale, che riproduco così come l'ho ricevuto (peraltro in fort...
L'ANSiA della cultura torinese