Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Commissione cultura

IL MUSEO DELLE MINCHIATE 2: DOVE BATTERE CASSA

A qualcuno sarà capitato almeno una volta di ricevere la lettera su carta intestata di una qualche fantomatica "università" o "istituzione" o "ordine cavalleresco", che - con scialo di maiuscole - dice all'incirca così: "Egregio Signore, in considerazione dei Suoi successi artistici e/o scientifici e/o professionali La riteniamo meritevole della Laurea Honoris Causa dell'Università di Watellapesca (oppure del titolo di gran commendatore dell'Ordine di Staminchia), pertanto Lei riceverà il relativo Diploma in pergamena dietro pagamento di euro 1000 per spese di segreteria, alleghiamo iban per il versamento, grazie e tanti saluti". Incredibile ma vero, pare che ancora ci sia chi abbocca. E comunque c'è sempre chi ci prova. Ciò premesso, la notizia: mercoledì s'è riunita la Commissione cultura per discutere la mozione del consigliere leghista Catizone di istituire un "Museo dei Premi Nobel di Torino" (che poi sono solt...

E SCONTI PER TUTTI!

Il sovrintendente del Regio studia il suo piano di agevolazioni Non me la sarei persa per nulla al mondo, la seconda parte dell'allegra pantomima "Il Regio e i Consiglieri" che è andata in scena ieri mattina al Teatrino Municipale "Commissione Quinta Cultura". Dopo lo show dei tre palcoscenici (che ho raccontato sul Corriere del 23 marzo), ieri il canovaccio della commedia era la Proposta di mozione avente oggetto: "Abbonamenti e biglietti al Teatro Regio, estendiamo le tariffe agevolate anche per over 65" , firmata dalla sorella d'Italia Paola Ambrogio. In sostanza, dice l'Ambrosio, se il Regio propone sconti ai giovani sotto i 35 anni, perché mai gli stessi sconti non li pratica agli anziani?  La risposta del Regio è lapalissiana: sono pochi i giovani che frequentano l'opera lirica, che purtroppo ha un pubblico sempre più agé; per cui cerchiamo di incentivare i giovani a venire a teatro, mentre  il 38,5% del nostro pubblico è già costitui...

TORO SCATENATO (QUARTA LETTERA DALLA SCOGLIERA)

Ohmammamia, com'era incazzato ieri Lo Russo. Posso capirlo: per settimane e mesi s'è morso la lingua mentre tutt'attorno a lui maschi femmine e cantanti davano aria ai denti dispensando perle di saggezza su chi sarà il direttore del Salone, e che cosa dovrà fare, e con quali assistenti e commissari politici pedalerà, e se pedalerà da solo o in tandem; e lui zitto, in ossequio - dice - al rispetto istituzionale che richiederebbe un minimo di riservatezza quando è in corso una procedura di selezione. In effetti, il sindaco è stato l'unico composto, nell'indecoroso canaio cui abbiamo assistito . Morale della favola, la procedura di selezione è andata in vacca ; e ieri, chiamato a spiegare la situazione davanti alla Commissione cultura , Lo Russo ci è andato giù diretto, sfanculando (se mi passate l'eufemismo) tutti i ciarloni, gli arruffapopolo, i manovratori non autorizzati ( tipo gli assessori all'Emigrazione che tavanano sul Salone... ) che hanno trasformato...

RICOMINCIANO LE GRANDI MANOVRE

Elena Loewenthal Non c'è pace fra le poltrone. Dopo una brevissima tregua riprendono le manovre attorno al Salone del Libro e al Circolo dei Lettori. Manco a dirlo: stamattina esco sul Corriere con un'analisi sulla situazione al Circolo, dove la direttrice Elena Loewenthal ha  concluso il suo mandato triennale, potrebbe venire confermata per altri due anni, ma al contempo è candidata alla direzione del Salone del Libro. Un discreto ginepraio, spiegato nei dettagli a questo link . E poco fa arriva la notizia che il Consiglio di gestione del Circolo si riunirà il prossimo 1 marzo: argomento, per l'appunto la direzione del Circolo stesso. La Loewenthal punta alla conferma, in attesa di un'eventuale chiamata al Salone: ma non è detto che ce la faccia. Il disegno iniziale della Regione (o almeno dell'assessore ombra alla Cultura ) era liberarsi del troppo sinistrorso Lagioia ( al quale l'aveva giurata da tempo ) e sostituirlo con la Loewenthal. Poi l'affare s...

ROMA PER TOMA: ADESSO CI SIAMO FATTI CONOSCERE PURE DA JOUVIN

Il sovrintendente Mathieu Jouvin Eh sì. Adesso ci siamo fatti conosce pure da Mathieu Jouvin: ieri il sovrintendente del Regio ha sperimentato per la prima volta le delizie dell'audizione davanti alla mitica Commissione cultura del Comune, e pagherei una cifra per essere nella sua testa e scoprire le impressioni che ne ha riportato. Intanto, un fatto è acclarato: il francese Jouvin padroneggia l'italiano meglio dei suoi interlocutori. È vero, ha un problema con la pronuncia, gli accenti continuano a sdrucciolare, ma l'eloquio è scorrevole, ben organizzato, sintatticamente e concettualmente impeccabile. I consiglieri-commissari faticano, anacoluteggiano a tutto spiano, tentennano e balbettano, pasticciano con la consecutio, inciampano su un vocabolario di trecento parole.  La relazione di Jouvin è esaustiva, dalla situazione occupazionale (si va verso il reintegro della pianta organica che prevede 309 dipendenti) ai bilanci: 35,8 milioni di budget per il 2023, ammontare dei ...

PERDONALI SIGNORE: NON SANNO QUELLO CHE FANNO (E NEPPURE QUELLO CHE DICONO)

E' inutile, lo spettacolo dal vivo è un'altra cosa. Era da tempo, da prima della pandemia, che non seguivo in presenza le sedute della mitica Commissione cultura. Stamattina era in programma, alle 9,30, la discussione di una proposta di ordine del giorno della consigliera Paola Ambrogio (FdI) che propone di candidare Torino alle Olimpiadi (estive) del 2036. Programma già divertente di suo, datosi che la consigliera ha presentato l'atto il 18 marzo scorso, nove giorni dopo che la proposta era stata lanciata, in prima pagina sul Corriere Torino , dall'immaginifico e spumeggiante Gpo, al secolo Gian Paolo Ormezzano. A me fanno sempre tenerezza, i nostri baldi zuavi comunali: un'idea loro non ce l'hanno manco a morire (a meno che non sia sballata: allora ne hanno da vendere) ma sono pronti a cavalcare quelle altrui, senza manco dire grazie. Avevano fatto così anche per la candidatura a Capitale Europea della Cultura, sulla quale - dopo l'indispensabile imbeccat...

LA SETTIMANA ENIGMISTICA: UNITE I PUNTINI E AVRETE LA RISPOSTA

Gabriele Vacis in Commissione cultura (ahilui) I recenti fattacci che hanno visto protagonisti giovani sbandati delle periferie torinesi impegnati a far danno in trasferta a Nichelino e a Milano (sempre a farci conoscere...) hanno suscitato la pronta e corale reazione dell'augusto Consiglio comunale che lunedì scorso s'è speso in fiumi di parole per esaminare, delibare, condannare, analizzare, sezionare, prognosticare, esorcizzare e affrontare l'allarmante fenomeno. Non ho capito cos'hanno concluso, ma qui c'è un resoconto della seduta , se vi va di leggerlo vi auguro di avere più fortuna e più comprendonio di me.  Ieri, per una fortuita coincidenza, in Commissione cultura sono stati ascoltati il direttore del Teatro Ragazzi e Giovani Emiliano Bronzino, e il regista e agit prop teatrale Gabriele Vacis che, messo cortesemente alla porta dalla Scuola per attori del Teatro Stabile, ha deciso di coinvolgere i suoi ex allievi freschi di diploma in una nuova impresa, ...

TORINO, LA BERLINO D'EUROPA: LA STAGIONE DELLA COMMISSIONE CULTURA RIPARTE ALLA GRANDE

Un suggestivo scorcio di Berlin, New Hampshire Cambiano i protagonisti, ma lo spettacolo resta d'alto livello: la Commissione Cultura non tradisce, resta sempre e comunque the best show in town. Alla prima occasione importante, il nuovo cast non delude: e stavolta the winner is Tiziana Ciampolini (consigliera di Torino Domani) che, durante l'audizione dell'assessore Purchia, così sottolinea - forse ispirata dall'intervista di Samuel a "Rolling Stone" - l'importanza della musica elettronica a Torino: "Una cultura underground che per un certo periodo ha reso Torino la Berlino d'Europa". Ora, esistono nel mondo 71 città chiamate Berlin, di cui 26 negli Usa, 17 in Colombia, e solo 5 in Europa di cui 2 in Germania. Chissà a quale Berlino si riferiva la consigliera Ciampolini parlando di "Torino, la Berlino d'Europa", essendo Torino (almeno, la nostra Torino e non la Torino dell'Illinois) in Europa. Io propendo per Berlin, grazio...

COMMISSIONE CULTURA: IL CAST E' AL COMPLETO

Lorenza, Patriarca e presidente Primo giorno di scuola, stamane, per la Commissione Cultura. La seduta era dedicata all'elezione del presidente e del vicepresidente, e vabbé, si tratta di adempimenti formali, si sa già come funziona, la maggioranza elegge il presidente (Lorenza Patriarca del Pd), la minoranza il vicepresidente (Dorotea Castiglione del M5S), e poi tutti a casa. Però, insomma, è pur sempre la prima seduta di una commissione che, non appena eletta, la Patriarca ha definito - bontà sua - "cruciale per la vita della città", e sembrerebbe bello se tutti i componenti della commissione medesima, almeno per la prima volta, si degnassero di essere presenti. In fondo, è durata dieci minuti, checcivoleva? Paolo Damilano era assente. D'altronde, l'Uomo Che Volle Farsi Sindaco (UCVS) s'era perso pure la seduta inaugurale del Consiglio comunale . Magari è allergico alle prime volte. Assente pure Tiziana Ciampolini di Torino Domani, lista civica di centrosini...

PURCHIA-CONSIGLIERI: UN ALTRO SCINTILLANTE RADIODRAMMA

Rosanna Purchia, commissario del Regio Il miglior spettacolo gratuito di cui può oggi godere un gentiluomo sfaccendato lo garantiscono le periodiche audizioni del commissario straordinario per il Regio Rosanna Purchia davanti (telematicamente, s'intende) alla Commissione cultura del Comune. Stamattina lo show era fissato per le 9 in punto. Al fischio d'inizio del presidente Giovara, la Purchia esordisce premettendo che alle10,30 precise ha un impegno davvero importante (il primo della giornata, direi...) e quindi se lorsignori desiderano porre delle domande si accomodino subito. Il presidente Giovara, che conosce i suoi polli, stoppa il tentativo e rilancia, promettendo domande anche sue, ma per cortesia, prima la Purchia tenga la sua relazione sullo stato del Regio.  La Purchia, rassegnata al tiki taka, fa la sua relazione ripetendo ciò che ciascuno ormai dovrebbe ben sapere: che il bilancio 2020 ha chiuso in attivo, che il nuovo contratto è stato approvato con lode dalla Co...

LA COMMISSARIA E GLI SCASSAMINCHIA

La commissaria del Regio Rosanna Purchia A questo punto sono convinto che il peggior ricordo di Torino che si porterà a casa al termine del suo incarico la commissaria straordinaria del Regio Rosanna Purchia saranno le audizioni davanti alla Commissione cultura, il rito tribale per cui chi sa e fa si sottopone all'esame di chi né sa, né fa un cazzo. Tale rito è tipico di Torino: altrove non si celebra se non per reale necessità, mentre da noi ricorre ogni qualvolta i consiglieri comunali sentono l'urgenza di certificare il proprio ruolo e affermare la propria evanescente personalità. Sicché le audizioni in Commissione cultura si risolvono in una curiosa pantomima: dapprima l'esaminando descrive il suo lavoro, le sue attività, i suoi risultati e obiettivi mentre gli esaminatori pensano ai casi loro o si sforzano vanamente di capire; quindi giunge il momento delle domande, ovvero il palcoscenico sul quale i consiglieri comunali mettono in mostra la loro sagacia, sfoggiano le ...