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IL RACCONTO DEL SALONE DA RECORD

La trentottesima edizione del Salone del Libro, che si è chiusa ieri, ha stabilito il nuovo record di presenze, con 254.000 visitatori ( furono 231 mila nel 2025 ) tra i padiglioni 1, 2, 3, 4, il nuovo padiglione 5, l’Oval, il Centro Congressi, la Pista 500, il Centro Commerciale Lingotto e Uci Cinemas. Per la prima volta l’affluenza del giovedì ha superato le 40.000 presenze, quella del venerdì le 50.000 e quella del sabato le 70.000. La partecipazione delle scuole ha raggiunto 34.500 presenze tra studenti e accompagnatori, con un aumento del 25% rispetto alla precedente edizione. Ieri, durante la conferenza di chiusura, è stata annunciata la letteratura catalana Ospite d’Onore al Salone del Libro 2027 e il Lazio Regione Ospite d’Onore del Salone del Libro 2027. La prossima edizione si terrà dal 13 al 17 maggio 2027.  Anche quest'anno il mio Salone l'ho raccontato sul Corriere: per chi fosse ancora interessato (e per mio personale pro-memoria) riporto qui i link degli articoli...

CAPITALE DELLA CULTURA, LA FUFFA NON BASTA

Ieri sul Corriere mi sono occupato della stravagante campagna (foto) che dovrebbe sensibilizzare i torinesi all'ambiziosa candidatura a Capitale europea della Cultura 2033, esprimendo le mie preoccupazioni per un progetto che, finora, sembra "inclusivo" soltanto a parole. Preoccupazioni che oggi condivide, in un'intervista al Corriere, anche il consigliere della Fondazione Crt Giampiero Leo.  Vabbè, ne riparleremo. Intanto ripubblico l'articolo di ieri, non disponibile on line.   Giovedì scorso, in centro, vedo passare un tram coperto di pallini blu e gialli tra i quali s'intuisce la scritta «Ready to play the future?». Che mi rappresenta?, mi domando perplesso. A rigor di orecchio e traduttore, significa «Pronti a giocare con il futuro?». Ok, tra guerre e collasso climatico in effetti con il futuro ci stiamo giocando pesante: ma devono ricordarmelo di buon mattino, a mezzo tram? L'arcano si svela l'indomani, venerdì: un comunicato stampa in fluente bu...

APPENDINO, LE OLIMPIADI E IL SALONE: IL GIORNO DELL'ORGOGLIO E DEL RIMPIANTO

Oggi per me è un bel giorno perché la cronaca m'ha offerto l'occasione di tornare a occuparmi di una vecchia amica, Chiara Appendino, che quand'era sindaca mi aveva regalato tanti simpatici spunti professionali. Adesso è a Roma, deputata cinquestelle, e l'avevo un po' persa di vista. Ieri, però,  un post su Fb  con il quale la nostra ex sindaca rivendica con orgoglio il "merito" di aver evitato a Torino il rischio olimpico mi ha riportato a quei giorni fantastici, allorché il Consiglio comunale era Broadway e ad ogni seduta regalava momenti di autentico spettacolo. Non potevo perdere l'occasione per ricamarci su qualche impertinenza da monsù precisini. L'articolo lo trovate sul Corriere di oggi e  a  questo link . Per casuale coincidenza, giusto ieri mattina ero nell'aula magna del Politecnico, dove si teneva la consueta messa cantata, ovvero la prima conferenza stampa del Salone del Libro. Occasione mondanissima - altro che la prima del Regio....

MUSEI REALI, LA SFIDA DELLA DIRETTRICE

Paola D'Agostino, napoletana, 53 anni, storica dell'arte con master all'University College di Londra e esperienze professionali al Met di New York e a Yale, dal 2015 al 2024 ha diretto i Musei del Bargello a Firenze, e da ottobre scorso è la direttrice dei Musei Reali. Ci è arrivata vincendo un bando ministeriale per le nomine in cinque musei statali, bando che aveva ispirato all'elegante ministro della Cultura Alessandro Giuli un'alzata d'ingegno alquanto inelegante: quando vide la lista dei candidati finalisti si dichiarò «insoddisfatto» e minacciò di «riaprire il bando per avere un quadro completo e un valore indiscutibile». Coerentemente, nel giro di poche ore Sua Eccellenza cambiò opinione e scelse tra i finalisti «insoddisfacenti» i cinque direttori dei cinque musei, compresa Paola d'Agostino ai Reali. Tutto bene quel che finisce bene, tuttavia... Direttrice D'Agostino, le parole del ministro non sembravano una manifestazione di stima. Lei come l...

SOTTO 18+, BASSO BUDGET E ALTE PERFORMANCE

Un inequivocabile successo. Per certi versi persino inatteso: mai come quest'anno il festival Sottodiciotto ha visto le sale del cinema Massimo piene di pubblici d'ogni età, dai piccoli fan di Eglefino (se non sapete chi è, domandate ai vostri pargoli...) ai cinefili soddisfatti dalla qualità dei film proposti, in primis quelli di «Generazione futura» e il prezioso restauro di «Vite da ballatoio» di Daniele Segre che stasera chiude il festival. Per non dire del memorabile sabato con il genio dell'animazione Sylvain Chomet e il genio della tastiera Stefano Bollani impegnati in un vertiginoso dialogo musical-cinematografico prima della proiezione di «Marcel e monsieur Pagnol», frutto sontuoso dell'incontro fra le immagini del regista francese e la colonna sonora del pianista italiano. Sottodiciotto è un festival a basso budget e alte performance, nonché altissimo impatto sociale, capace di parlare a giovani e al tempo stesso offrire anche al pubblico adulto una programm...

NESPOLO SENZA FILTRI

«... Io amo questa città che mi ha dato tanto: ma secondo me oggi Torino ha un problema serio. È convinta di essere il caput mundi della cultura, dell'arte in particolare. Perché? Perché ci sono stati alcuni fenomeni, in primis l'Arte povera, esaltati come se fossero il cardine della cultura mondiale. La cosa non è vera. A Torino oggi l'arte ha soltanto certe isole di protezione, di piccoli interessi... E tutti convinti che facendosi i fatti loro hanno portato a Torino una cultura pazzesca, Torino capitale mondiale di che cosa non si sa. Certo, Torino ha avuto un ruolo importante negli anni Cinquanta e Sessanta. Ma oggi...». Oggi Torino si proclama capitale dell'arte contemporanea, abbiamo un sacco di musei e fondazioni di arte contemporanea, però visitatori pochi. «E poi dicono che la gente non è preparata. Ma non siete lì apposta per preparare la gente? Fate conferenze, fate cose interessanti, che la gente venga e parli. Non siate dei clan chiusi. Il 90% degli artisti...