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Visualizzazione dei post con l'etichetta dal vostro inviato a casa sua

LIBERTA' VIGILATA. MA ANCHE NO

Penultima puntata oggi sul Corriere del reportage da casa mia nel tempo del lockdowon. Come al solito, qui  c'è il link . Stamane ho fatto un giretto in città per rendermi conto di quel che succede, e in particolare per assicurarmi che tutti rispettino le regole, giusto per evitare di impestarci nuovamente gli uni con gli altri. Domani relazionerò, e sarà l'ultima puntata della serie.  Posso comunque anticipare che quanto ho visto non mi ha convinto un granché: ragion per cui ho deciso, in piena autonomia, di non fidarmi, e proseguire il mio personale autoisolamento. Questo fino a che il prossimo mio non avrà ben digerito le norme di sicurezza, o in alternativa fino alla ripresa del lockdown totale che temo sia il naturale sbocco della situa qualora non tutti capissero presto e bene l'antifona.  Ma trattandosi di una mia scelta personale, e non una condizione comune, cesserò da domani di scriverne sul giornale. A questo punto sono esclusivamente - come diciamo noi a Oxfo...

IL GIUSTIZIERE DELLA MASCHERINA (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

"Ma sei di coccio?". Bane indossa correntamente la mascherina e in vista della Fase 2 cerca di spiergarlo pure a Batman, che da solo non ci arriva Buon Primo Maggio dovunque voi siate. Io sono a casa, come al solito, e mi trovo benissimo. Oggi sul Corriere nella mia consueta cronaca dalla Fortezza della Solitudine descrivo la pericolosa involuzione che sta pian piano trasformandomi in una specie di feroce giustiziere (ovviamente mascherato) della mascherina. Se vi interessa, il link è questo .  E per chi proprio non avesse di meglio da leggere, pubblico pure il link alla cronaca di ieri , che non avevo postato per non assillare troppo chi, giustamente, non gliene può fregare di meno dei miei deliri casalinghi

C'E' POCO DA FESTEGGIARE (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Mancano dieci giorni (salvo contrordini) alla fine della reclusione: se davvero tutto andrà bene - magari anche un po' meglio di com'è andata finora... - potremo lasciare i domiciliari per entrare in una "fase 2" che riaprirà gli stabilimenti e i negozi, ma di sicuro non modificherò di molto la qualità delle nostre vite, al minimo storico dalla fine della guerra. Questo, in sostanza, racconto nel mio articolo di oggi sul Corriere.  Questo è il link.

LA SINDROME DI FERRAGOSTO (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Credo di essere l'unico essere umano sul pianeta che teme la fine della quarantena (per me quasi cinquantena...). La mia non è follia da isolamento, bensì una curiosa sindrome che definisco sindrome di Ferragosto, in quanto da sempre mi coglie quando s'approssima la fine dell'estate: qualcosa di molto leopardiano, lo ammetto, che ha a che fare con la "tristezza e noia" della sera del dì di festa, allorché ciascuno al travaglio usato in suo persier fa ritorno. Non sono talmente idiota da non vedere quanto l'assurda situazione che viviamo ci abbia devastati, economicamente e psicologicamente; ma l'innaturale sospensione della vita "normale" ha sospeso non solo le gioie della normalità, ma pure le rotture di palle infinite che ci tormentano nel nostro faticoso quotidiano. Persone e incombenze moleste sono scomparse dall'orizzonte, e vi confesso che la coda davanti alla farmacia mi appare comunque meno afflittiva di un appuntamento con il comm...

POTEVA ANDARMI PEGGIO (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Rieccoci. Spero che abbiate trascorso una buona Pasqua e una tranquilla Pasquetta. Io ho ripreso il mio quotidiano appuntamento sul Corriere, con le piccole cronache dell'inviato a casa sua. Nel reportage pubblicato oggi ( questo è il link ) racconto la mia Pasqua solitaria ma tutto considerato gradevole. Ho imparato ad apprezzare quel poco che mi posso permettere, pensando che poteva andarmi peggio: dei quattro cavalieri dell'Apocalisse, la pestilenza mi fa ancora meno paura della morte, della guerra, e pure della carestia. Vabbé, anche 'sta Pasqua ce la siam tolta dai maroni. Tiremm innanz. E per chi se lo fosse perso, linko qui il video di "Pasquarantena", il geniale inno che mi ha rallegrato quest'assurdo weekend.

BUONA PASQUA (A CASA)

In tredici organizzano una cena per Pasqua. Un arresto Oggi è uscito sul Corriere il mio reportage pasquale dalla reclusione domestica. Questo è il link, per chi volesse leggerlo. Adesso mi prendo anch'io due giorni di vacanza. Buona Pasqua a tutti, e occhio a non fare i furbi, che non è aria. 

UN UOMO MASCHERATO (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Piccolissimo passo per l'umanità, ma balzo da gigante per il sottoscritto: anch'io sono riuscito a munirmi, a caro prezzo, delle mascherine d'ordinanza, e ovviamente celebro l'evento nel mio diario quotidiano sul Corriere. Semmai a qualcuno interessasse, questo è il link .

CINEMAMBIENTE VA ON LINE (ALLE MACERIE PENSEREMO POI)

"L'elemento umano" di Matthew Testa è uno dei film disponibili on line Buongiorno a tutti. Spero che resistiate impavidi come resisto io. In questi giorni ho continuato a scrivere per il Corriere le piccole cronache quotidiane dell'inviato a casa sua: oggi, ad esempio, racconto il mio controverso rapporto con i sociale e le cure miracolose che pullulano in quell'ambientaccio ( questo è il link , casomai vi interessasse leggere l'articolo). Qui sul blog mi limito a segnalare, quando mi capita, qualche iniziativa on line, fra le tante con cui la cultura torinese si sforza di restare vicina al suo pubblico. Oggi, ad esempio, mi giunge notizia di  “CinemAmbiente a casa tua”, rassegna online che dal 3 aprile mette a disposizione di tutti, per le prossime settimane, una selezione di film a tema green: ogni tre giorni sarà proposto un nuovo titolo, visibile gratuitamente sul sito di CinemAmbiente ( http://www.cinemambiente.it/acasatua/ ), scelto tra i lunghi e m...

COME GLI ALPINI IN RUSSIA (DAL NOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Oggi niente sorrisi, mi spiace. Ma ho deciso di scrivere il diario di ciò che vedo, faccio e sento nella mia reclusione. E quello che m'è capitato ieri non può far sorridere. Tutt'altro. Ieri ho parlato con il mio medico di base, il mio curante. Non mi ha raccontato nulla che già non si sapesse. Purtroppo lo sentiamo ripetere tutti i giorni in televisione, che ai nostri medici - e non soltanto quelli degli ospedali, ma anche le migliaia di medici di famiglia che sono il primo presidio, quelli che vanno sul terreno, dove il male può essere lì, in agguato, nel paziente che stanno visitando - ai nostri medici, dicevo, e ai nostri infermieri, mancano gli strumenti per proteggersi dal contagio. Però un conto è ascoltare certe storie in televisione, dove tutto sembra lontano, mediato, fuori da noi; altro sentirle dalla viva voce di chi si conosce, di chi abbiamo frequentato nella vita di prima e adesso è lì, in prima linea, a combattere ogni giorno una battaglia disperata e dispera...

GLI SFOLLATI (DAL VOSTO INVIATO A CASA SUA)

Io sto abbastanza bene, e così spero di tutti voi. Dico "abbastanza" perché, nelle condizioni presenti, anche un piccolo inconveniente rischia di assumere in men che non si dica dimensioni epiche. Ma o così, o pomì; e tanto vale quindi far buon viso a cattivo gioco e augurarsi che duri poco. Intanto, proseguendo il mio reportage autour de ma chambre, ieri ho visitato - telefonicamente - una famiglia di sfollati da virus. A questo link trovate l'articolo pubblicato stamattina sul Corriere.

GLI SPOT (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

La distopia degli spot pubblicitari in questi giorni è notevole: soltanto adesso è cominciata la riconversione, con messaggi più idonei al tempo sospeso. Nel frattempo però non tutti gli inserzionisti hanno avuto il coraggio del Crodino, che ha fatto scomparire in un battibaleno l'imbarazzante gorilla che dal 2 marzo - con ammirevole tempismo - aveva cominciato a esortare gli italiani "a darse n'abbraccio granne com'er monno", rischiando così la denuncia per procurata epidemia. Altri hanno invece resistito impavidi, con uno sprezzo del ridicolo che già abbiamo avuto modo di apprezzare, nel nostro piccolo, anche qui a Torino : e hanno quindi offerto lo spunto per la puntata odierna del reportage del vostro inviato a casa sua, che potete leggere sul Corriere cartaceo, oppure on line a questo link .

LA SORTITA (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Dice, ma ti pare il caso, in un momento simile? La gente muore, e tu racconti le tue cazzate? Ti pare il caso di fare il buffone, adesso? Beh, dopo tanti inutili buffoni che imperversavano e pontificavano nei tempi normali, forse un sorriso nei tempi bui è più utile delle improvvisate seriosità dei buffoni di lungo corso. E non si tratta di sottovalutazione del disastro: sappiate - alla faccia della mia privacy - che ho più di 65 anni, soffro davvero di ben quattro delle patologie ad alto rischio, e se m'infetto le probabilità di lasciarci le penne sono attorno al 320 per cento. Però cerco di scamparla con uno stile di vita che in tempi normali io stesso non esiterei a definire da neurodeliri; e come me tanti altri che cercano di star fuori dai guai, per il bene proprio e del prossimo. E poiché il mio mestiere è raccontare ciò che vedo, adesso racconto i patemi per pagare le multe  o  fare la spesa , o le strane situazioni che si creano nelle case. Questa è la vita, oggi. ...

LA BATTAGLIA DELLA SPESA (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Prosegue sul Corriere il reportage del vostro inviato a casa sua. Dopo il dramma delle multe e l'esperimento sociologico dei suoceri in prova , oggi riferisco ai miei benigni lettori - e fratelli nella reclusione - gli astuti stratagemmi escogitati dall'anziano con patologie pregresse per scampare, insieme, al rischio di morire di covid e a quello di morire di fame. E confesso anche le frustrazioni di colui che il titolista anonimo del Corriere on line ha la bontà di definire "l'anziano cuoco casalingo" surclassato, a distanza, da rivali giovani e ardimentosi che hanno l'opportunità di procacciarsi ingredienti più variegati rispetto a quelli di cui deve accontantarsi il Canuto. Potete leggere l'intero resoconto  a questo link .

SUOCERI IN PROVA (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Si fa quel che si può, e si cerca di vivere normalmente l'anormalità più inimmaginabile. Io, non potendo far meglio, ho deciso di onorare il mio mestiere, che è mestiere autoptico, nel senso che in estrema sostanza consiste nel raccontare ciò che si vede: e oggi non posso che raccontare le quattro mura di casa. Ma mi sono accorto che quelle "quattro mura" sono in realtà un microcosmo che può ben racchiudere in sé il mondo intero.  Non mi sento un De Maistre - domine non sum dignus! - ma il mio personale voyage autour de ma chambre forse strapperà un sorriso agli infiniti reclusi come me. Lacrime ce ne arrivano troppe, in questi giorni. Insomma, io ci provo. Anche perché qualcosa devo pur combinare di costruttivo, nei miei giorni carcerati, a parte cucinare, leggere e far salotto al telefono. Dopo la prima puntata, ieri, sul dramma delle multe , oggi sul Corriere è uscito il secondo episodio della sit-com. Io lo intitolerei "Suoceri in prova". Lo potete legger...