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MA PERCHE' TAFAZZI CE L'HA SU CON IL VESTITO-MOLE?

Visione proibita. Il vestito-Mole che pare quasi vogliano nascondere è un capolavoro sartoriale tutto realizzato con tessuti e passamanerie, creato da Annamode in occasione della mostra. Dovete accontentarvi della mia modesta foto amatoriale: il Museo del Cinema non ha ritenuto di fornire ai giornalisti immagini professionali e ufficiali. Figurarsi adoperarlo per i manifesti. E' proprio bella, la mostra "Cinemaddosso" che espone alla Mole gli abiti di scena - mi vien da definirli con una parola che detesto: capolavori - prodotti in settant'anni di attività dall'atelier specializzato Annamode , che ha creato i guardaroba di centinaia e centinaia di set cinematografici, a Cinecittà come a Hollywood. Vale la pena di vederli, quei costumi: e non soltanto perché sono feticci per cinefili - io comunque sono andato in estasi davanti all'alta uniforma da maresciallo dei carabinieri che De Sica (Vittorio, naturalmente) indossava in "Pane amore e fantasia...

MUSEO DEL CINEMA E TFF: ORIZZONTI DI GLORIA SE TROVANO I SOLDI

Eccoli qui: da sinistra il presidente del Museo Enzo Ghigo, il neodirettore del Tff Stefano Francia di Celle e il direttore del Museo Mimmo De Gaetano Epperò, quando si dice il senso dello spettacolo.  Ieri quelli del Museo del Cinema invitano una mezza dozzina di giornalisti a un pranzo di lavoro. Ci sarà anche Stefano Francia di Celle ?, s'informa l'astuto cronista, che spera in un primo incontro con il neodirettore del Tff. Ma il perfido Ghigo lo delude: Francia di Celle non non ci sarà, ci saranno soltanto Ghigo stesso e il Comitato di gestione (tranne il romano Del Brocco) e il direttore del Museo De Gaetano. "Diremo delle cose", mi promette il presidente.  Vabbé, ci troviamo tutti al ristorantino a fianco degli uffici del Museo e prendiamo posto alla tavolata. Ghigo tiene libero il posto al suo fianco: "Deve arrivare mia moglie", spiega. Cominciamo bene, mi amareggio in cuor mio: questo si porta la moglie (signora deliziosa, peraltro) al pranz...