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Visualizzazione dei post con l'etichetta Joan Mirò

IL TETTO DI PALAZZO CHIABLESE: ANCHE MIRO' CHIUDE A 120 MILA

Joan Mirò ce l'ha fatta. O quasi. La mostra "Sogno e colore" a Palazzo Chiablese, inaugurata il 3 ottobre, si è chiusa domenica scorsa, 4 febbraio, con un  totale di 119.076 visitatori . L'aveva organizzata Arthemisia , una società privata,  in collaborazione con i Musei Reali e il MiBACT, con capitali propri, sponsorizzazioni e a un contributo (minimo: 50 mila euro in due...) di Comune e Regione. Con un costo di un milione e 200 mila euro, il break even point per non rimetterci era fissato a 120 mila visitatori: così mi aveva detto Iole Siena, la presidente di Arthemisia. L'obiettivo è stato sfiorato. Spero che basti. A Torino, aveva aggiunto Iole Siena, per un organizzatore privato è più difficile rientrare delle spese: tantissimi visitatori usano l'Abbonamento Musei e di conseguenza il guadagno medio sul biglietto precipita, un ingresso rende molto molto meno che in altre città. Il problema è noto e preoccupa anche i responsabili dei musei torinesi . Insomm...

LO STATO DELL'ARTE 1: IL PATTO D'ACCIAIO PAGELLA-TURETTA

Enrica Pagella è la direttrice dei Musei Reali di Torino Tra i Musei Reali e la Reggia di Venaria nasce un'alleanza per le grandi mostre.  Mario Turetta, il direttore della Reggia di Venaria ( e adesso anche di tutte le altre Regge Sabaude ), e Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali, sono alla guida di istituzioni che dipendono l'una dalla Regione, l'altra dallo Stato. E dunque sono felicemente estranei ai tormenti dei musei civici e alle ondivaghe non-politiche del potere comunale . Liberi di immaginare un piano ambizioso che darà nei prossimi due anni a Torino (e Venaria) un cartellone espositivo di alto livello e di grande richiamo. Un progetto che culminerà nel 2019 in una grande mostra per il cinquecentenario di Leonardo: una mostra internazionale con i grandi capolavori pittorici, compresa l'indispensabile icona acchiappa-pubblico (no, la Gioconda non credo, quella non si sposta: ma almeno una "Vergine delle Rocce" mi pare fattibile), da affianca...

LO STATO DELL'ARTE NELLA CITTA' SENZA CARAVAGGIO: CON MIRO' SI SPERA, TASCHE VUOTE A PALAZZO MADAMA E UNA REGGIA POP

Alla Reggia di Venaria sono esposte le fotografie di Peter Lindbergh: una mostra al tempo stesso "alta" e "pop" Vabbè, ultimamente hanno inaugurato un po' di mostre, e io manco ho scritto una riga. Non ho avuto il tempo. O la voglia. Forse perché sono tutte meritevoli, ma nessuna mi ha emozionato.  Il Mirò di Genova e il Mirò di Torino: quota 120 mila è possibile? No, non mi ha emozionato nemmeno quella di Mirò (avviso per i pistini: lo so che l'accento sulla o è sbagliato, dovrebbe essere acuto: ma non ho voglia di cercare sulla tastiera) a Palazzo Chiablese, ma forse dipende da me che sono un uomo cattivo e insensibile. In effetti è una mostra importante e ambiziosa. Le ambizioni, però, dovrebbero essere un po' ridimensionate. La mostra "Mirò! Sogno e colore" a Palazzo Chiablese, organizzata da Arthemisia Group con opere prestate dalla Fundaciò Mirò di Maiorca è - concettualmente, voglio dire, anche se magari non sono gli stessi quad...

MA 'STE GRANDI MOSTRE, I TURISTI LI ATTIRANO SI' O NO? METTETEVI D'ACCORDO...

La mostra di Joan Mirò sarà aperta a Palazzo Chiablese fino al 17 gennaio Finalmente una mostra come cristo comanda. Cominciavo a sentirne la mancanza. Sapete, una di quelle mostre che non è necessario spiegare, interpretare, valutare, nel tentativo di spiegare a te stesso e al prossimo perché vale la pena di andarci.  No. Una sana mostra di un artista grande e famoso e amato, piena di colore, fantasia, bellezza. In una parola, una mostra blockbuster. La mostra "Mirò - Sogno e colore" a Palazzo Chiablese , che s'inaugura stasera, è una mostra così.  Poi le vestali della "cultura vera" diranno che la cultura vera è ben altro, che quelle mostre "non lasciano niente". Vabbé. A me le mostre "che non lasciano niente" hanno sempre lasciato il bene effimero eppure prezioso della bellezza, dell'emozione. Ma chissenefrega. Se pensate che possa piacervi andate a vederla, sennò pace, si vive benissimo lo stesso.   Però va precisato che quell...

DOPO TAMARA VIENE L'ART DECO'

Una premessa che non c'entra niente con il contenuto del post, ma che oggi mi appare più che mai doverosa  per segnare una netta separazione tra la civiltà e la barbarie: Gabo non beve Gancia. E giuro che non è una conseguenza dei deliri della sventurata sciuretta. Non bevo Gancia da sempre perché ritengo che chi beve male pensa male (oltre a soffrire di acidità di stomaco), e la sventurata sciuretta ne è la prova vivente. Certo considero una fortuna che l'orrenda e miserabile minchiata arrivi da un produttore di bevande che sono da sempre all'altezza delle sue pubbliche sparate: di scarsissimo pregio. Posso quindi serenamente continuare a non consumare  i suoi prodotti, guadagnandone pure in dignità, oltre che in qualità della vita. Pensa che sciagura se minchiate analoghe  le avesse sparate il signor Contratto. O, peggio che mai, il signor Krug. Le "Torri Rivella" in corso Regina: un capolavoro dell'Art Decò a Torino che abbiamo tutti i giorni ...