Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta blockbuster

PALAZZO MADAMA: COSA BOLLE IN PENTOLA?

  Giovanni Carlo Federico Villa La mostra "Invito a Pompei" recuperata in piena emergenza, poi un 2022 già intasato da vecchi progetti da onorare, e finalmente nel 2023 Giovanni Carlo Federico Villa, il nuovo direttore di Palazzo Madama (nuovo per modo di dire, la sua nomina risale al giugno 2021, ma ha preso servizio soltanto da un paio di mesi), potrà varare il suo programma espositivo. Un programma che sta già preparando, e che potrebbe riservare delle buone novità dopo anni difficili e spesso deludenti. Intanto GCF lavora per riannodare gli sfilacciati legami fra il museo e la città, i quartieri, le scuole. Sul Corriere in edicola stamattina cerco di analizzare quale potrebbe essere la strategia del neo direttore per approntare un cartellone di mostre di valore scientifico, senza trascurare le opportunità di blockbuster che riportino a Palazzo Madama le folle di visitatori che non si vedono da tempo. Poiché l'articolo non è disponibile on line, lo riporto, ad alcuni...

ARGENTI E MADAME: PALAZZO MADAMA NAVIGA A VISTA

Dandy-president: Maurizio Cibrario e il suo clamoroso panama Ieri a Palazzo Madama il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario ha inaugurato la prima mostra nuova del dopo-covid. E' una mostra di argenti antichi - zuppiere, caffettiere, zuccheriere e altre ere - intitolata pleonasticamente "Argenti preziosi" (come se ne esistessero di non preziosi), che piacerà moltissimo agli appassionati di argenteria antica. A tutti gli altri, la sala che ospita i capolavori degli argentieri della corte sabauda susciterà almeno le moderate emozioni che suscitavano nelle signore della borghesia torinese anni Sessanta le vetrine di Capello. Beninteso con l'eccezione di quanti  ancora si domandano come liberarsi del vassoione d'argento rococò dono di nozze della zia Wilma . Io purtroppo appartengo a quest'ultima categoria, quelli del "bello, ma non vorrei averlo in casa". Ad ogni modo, già che sono lì (mi sono concesso il brivido di una visita...

MANTEGNA, UNA GRANDE MOSTRA CON LE GAMBE CORTE

E’ in discussione un modello che vede le nostre istituzioni museali come contenitori e non produttori di cultura, un modello che non porta al rafforzamento delle competenze e delle relazioni dei nostri musei... queste mostre non sono il motivo per il quale un turista sceglie di venire a Torino, ma un corollario rispetto al programma di visite in città... Le visite ai musei aumentano nonostante non fossero in calendario mostre cosiddette blockbuster . (Francesca Leon in Consiglio comunale, 17 ottobre 2016, qui il testo dell'intervento) Cosa hanno lasciato le grandi mostre allestite alla Gam? Hanno consolidato il pubblico del museo o hanno trasformato la Gam in un centro espositivo riducendo la capacità di produzione della Fondazione e di valorizzazione del patrimonio in essa conservato? ... Hanno dato un spinta alla ricerca e alla produzione di eventi espositivi? Hanno portato più turisti e cittadini a visitare la Gam, al di là della durata dell’evento? (Francesca Leon, asses...

SE NON E' UN BLOCKBUSTER NEPPURE VAN DYCK, ALLORA ABBIAMO UN PROBLEMA...

Stamattina sul Corriere scrivo che il successo di pubblico per la mostra dei Macchiaioli alla  Gam (1145 visitatori al giorno) è sì buono, persino consolante, ma non mi pare che si possa definire, come invece lo definisce la Fondazione Musei, "straordinario": considerato il valore della proposta mi sarei augurato - e aspettato - di meglio. Quella dei Macchiaioli è una pittura "popolare", non richiede chissà quale preparazione per essere amata; e le opere che  si possono vedere in Gam sono tante e quasi tutte eccellenti. Davvero una simile proposta non può aspirare a molto più di mille visitatori al giorno? In una città come Torino? Antoon Van Dyck: "Ritratto del principe Tommaso Francesco di Savoia Carignano" Questi pensieri mi sono tornati in mente aggirandomi per le sale di Palazzo Reale che da oggi ospitano un'altra mostra, ancora più attrattiva ed eccellente: è "Van Dyck. Pittore di Corte" che i Musei Reali e la società Arthemisia ...

EFFETTO MACCHIAIOLI: UNA CODA ALLA GAM

Insolite visioni: visitatori in attesa di entrare alla Gam, ieri. Nell'intera giornata di domenica 11 la Galleria ha totalizzato 2516 presenze Questa che vedete nella foto è la coda di ieri pomeriggio davanti alla Gam. Non è una coda lunghissima, ma è pur sempre una coda. Evento di 'sti tempi non frequente dalle parti della nostra sfortunata Galleria d'arte moderna. La mostra dei Macchiaioli ha smosso le acque. Anche se, ormai mi pare chiaro,  neppure questo è il blockbuster che manca in città da tanti anni.  L'altro ieri, sabato 10, la mostra ha staccato 1082 biglietti, ai quali si aggiungono i 256 visitatori che sono andati alla Gam ma si sono limitati ad acquistare il biglietto per la collezione permanente (ci sono anche quelli...). Un totale di 1338 ingressi sabato. Ieri, 11 novembre, si è arrivati a 1819 biglietti per i Macchiaioli, più 697 per la collezione permanente, per un totale di 2516 presenze domenicali. A mercoledì scorso,  i Macchiaioli alla Gam v...

FOTO BLOCKBUSTER: LA STRATEGIA DELLA REGGIA

"Museo del Prado", esposta a Venaria, è la fotografia di Erwitt che preferisco: il trionfo della sua fulminante ironia (ok, è piccola e forse non si vede bene, quindi spiego: a sinistra c'è la "Maja Vestida", a destra la "Maja Desnuda") Vabbé, stamattina sono riusciti a piazzare quattro conferenze stampa tra le 11 e mezzogiorno, per cui ho dovuto scegliere: e sono andato sul sicuro, ho scelto la presentazione della mostra "Personae" di Elliott Erwitt alla Reggia di Venaria . Un po' mi sentivo in colpa con gli altri, ma insomma, ciò che sta facendo la Reggia con le mostre fotografiche mi interessa sempre più. Lo straordinario successo, nel 2016, della personale di Steve McCurry ( 170 mila visitatori, un record ) ha dettato la linea, confermata prima con Lindbergh l'anno scorso ( 55 mila presenze ), e poi con Salgado, che ha chiuso pochi giorni fa oltre quota 92 mila.  Nel giro di un paio d'anni l'astuto direttore Turetta ...

L'INTELLIGENZA DELLE PICCOLE MOSTRE. OVVERO, CHI INSEGNA AI GATTI ADARRAMPICARSI

E’ in discussione un modello che vede le nostre istituzioni museali come contenitori e non produttori di cultura, un modello che non porta al rafforzamento delle competenze e delle relazioni dei nostri musei con gli altri musei italiani e stranieri, che non favorisce la ricerca e quindi la produzione che sono alla base di un sistema museale forte anche dal lato della proposta di eventi espositivi. Nel resto del mondo i direttori dialogano tra loro per concordare progetti espositivi e collaborazioni scientifiche. Da noi tendenzialmente no, con le dovute eccezioni, ad esempio il Museo Egizio... E’ altresì importante il dialogo tra le istituzioni museali della città per mettere a fattor comune le collezioni, le idee e le capacità progettuali. ( L'assessore Leon spiega al Consiglio comunale come devono funzionare i musei torinesi, 17 ottobre 2016 ) Medaglione smaltato in mostra a Palazzo Madama (prestito dal Musée de Cluny) Se vi capita, andate a Palazzo Madama: hanno inaugur...