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Visualizzazione dei post con l'etichetta Enzo Ghigo

ORGOGLIO DI BASE

Incassi + 4,1%, presenze + 34%, sale occupate al 79%: questi i "numeri del Tff" fino a martedì scorso. Poiché al Torino Film Festival questo genere di dati è solitamente avvolto nel più stretto riserbo fino al termine della rassegna ("i conti si fanno alla fine", cit.), figuratevi il mio stupore ieri mattina allorché un orgogliosissimo direttore Giulio Base ( nella foto con Spike Lee ) me li ha sciorinati sotto il naso. Ma vabbé, se il direttore me li rivela, chi son io per ignorarli? Quindi li ho riportati nell'articolo di stamattina sul Corriere ( ecco il link ). Articolo nel quale racconto anche altre cose festivaliere: Tiziana Rocca guida turistica delle star, la gaffe di Juliette Binoche e, ciò che più conta, la disponibilità del presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo a finanziare - nei limiti del possibile - una spolveratina di stelle anche su Lovers e CinemAmbiente, "se i direttori artistici presenteranno delle proposte valide".

DALLE PARATE DI STAR WARS ALLE PARATE DI STAR: UNA TRILOGIA A FUTURA MEMORIA

Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Corriere tre articoli che, nel loro insieme, mi sembra offrano un riepilogo di quella che considero la "deriva ludica" del Museo del Cinema durante la direzione De Gaetano. Poiché gli articoli sono usciti soltanto sul giornale cartaceo e non sono reperibili on line, penso di fare cosa gradita ripubblicandoli qui (l'ultimo, di ieri, integrato con alcuni passaggi inediti dell'intervista), nella speranza che possano risultare un utile pro-memoria anche per il nuovo direttore Carlo Chatrian. Dal Corriere di Torino del 15 settembre: Star Wars o Mastroianni? "In occasione della mostra Movie Icons il Museo Nazionale del Cinema propone per domenica 15 settembre, a partire dalle 11, 'Star Wars Experience', un evento dedicato al pubblico e agli appassionati dove le legioni imperiali e ribelli di Star Wars arriveranno al Museo Nazionale del Cinema, sfilando per le vie del centro, accompagnati dalla classica ‘Marcia Imperiale’. Lo ...

UN TESORETTO PER LA MOLE NUOVA

Molta acqua è passata sotto i ponti del Po da quel marzo del 2022 allorché, attavolinati in un baretto di piazza Vittorio, Ghigo e De Gaetano mi mostravano i rutilanti rendering (nella foto) del “progetto di prefattibilità” per un Museo del Cinema tutto nuovo : “innovativo e flessibile, internazionale, interattivo e inclusivo, sostenibile, rappresentativo del territorio”, stava scritto nei blabla programmatici. Costo il previsto per il restyling alla Mole era, allora, 25 milioni (almeno 27 oggi, calcolando l'inflazione). Tanti soldi: che, nelle speranze del presidente Ghigo sarebbero arrivati in virtù dello sforzo congiunto dei parlamentari piemontesi tutti per ottenere, con la Finanziaria, una “leggina” che destinasse all'impresa 5 milioni all'anno per cinque anni all'impresa. Anche il sindaco, in quella primavera d'entusiasmi, s'era impegnato a far sentire a Roma la sua autorevole voce. Ovviamente la “leggina” in Finanziaria non s'è vista. Ma adesso qua...

UN TUCA TUCA PER VLADI & GHIGO

Enzo Ghigo, in conferenza stampa: "Adesso passo la parola a Vladimir Luxuria, direttore del Torino Film Festival". E Vladimir Luxuria, pronta e giubilante: "Promossa! Avvertite Giulio Base!". Se il buongiorno si vede dalla conferenza stampa, l'imminente, trentanovesima edizione di Lovers sarà molto divertente. Soprattutto se Ghigo persevererà nella brillante carriere di gaffeur intrapresa ieri (oltre alla nomina in diretta del nuovo direttore del Tff , pregevole l'estemporaneo saluto al "fondatore del Lovers, Malerba", che poi sarebbe Giovanni Minerba...) e ancor più se l'eclettico presidente del Museo del Cinema Ghigo accetterà l'invito di Luxuria a partecipare in coppia alle lezioni di "Tuca Tuca" che Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo somministreranno al pubblico dell'ultima sera di festival, domenica 21. Beh, Ghigo e Luxuria che ballano il "Tuca Tuca" guidati di Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi varrebbero da soli u...

SUI COLLI FATALI SORGE IL FESTIVAL ROMANISSIMO

Oggi a Roma c'è stata la conferenza stampa del Torino Film Festival prossimo venturo. Da tempo ormai il Tff ha dismesso la civile consuetudine della doppia conferenza stampa, a Roma e a Torino. E con sto piffero che io mi scapicollo fino a Roma scialando tempo e denaro per assistere all'inutile pantomima. Tanto l'unica novità che rivesta un qualche interesse è l'elenco dei selezionatori scelti da Base: in ordine alfabetico, Davide Abbatescianni, Martina Barone, Ludovico Cantisani, Elvira Del Guercio, Veronica Orciari e Davide Stanzione (alcuni li vedete nelle foto in alto, presa da Fb). Per me sono illustri sconosciuti, ma io sono ignorantissimo. Da un rapido giretto in rete mi è parso di capire che, casualmente e salvo abbagli, sono tutti romani, nativi o stanziali. Altre imprese d'alto profilo al momento mi sono sfuggite: garantisco che appena possibile e con la massima sollecitudine porrò rimedio alle mie lacune. Ma l'unica cosa davvero notevole e divertente ...

CI RISIAMO: VOGLIONO IL FESTIVAL "GLAMOUR"

Ieri leggo sulla Stampa la seguente dichiarazione , attribuita - con tanto di virgolettato - al presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo (foto) : "Vogliamo che il Tff sia un festival glamour, che è poi anche ciò che chiede il Comune. Piaccia o non piaccia, gli ospiti internazionali danno una risonanza ineguagliabile".  Piaccia o non piaccia, mi permetto di dissentire dal presidente Ghigo. Premesso che gli "ospiti internazionali" (ultimo, quest'anno, Oliver Stone) ak Tff ci sono sempre stati, quella del "Festival glamour" è una storia vecchia come il cucco . Già in passato (ovviamente per accontentare il politico di turno smanioso di visibilità) hanno provato a rimpiazzare l'anima cinefila del Tff con trovate glamourose. E con esiti alquanto grotteschi, per svariati motivi. Primo fra tutti il noto principio del vorrei-ma-non-posso: non si fanno le nozze coi fichi secchi, e si rimediano figure barbine a scimmiottare le baracconate della Festa del C...

PER CINEMAMBIENTE TIRA UNA BRUTTA ARIA

Com'era facilmente prevedibile , sul futuro di CinemAmbiente orfano di Gaetano Capizzi   (nella foto) si addensano nubi minacciose. Lo scellerato accorpamento a ColtivaTo non è ancora realtà, ma è un'ipotesi sul tavolo, come mi ha confermato lo stesso presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo. Nella speranza che l'ipotesi resti tale, ripubblico qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, e non reperibile on line. Adesso è ufficiale: dopo le indiscrezioni riportate qualche giorno fa dal Corriere Torino, martedì sera il presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo mi ha confermato che è effettivamente allo studio il progetto per accorpare CinemAmbiente a ColtivaTo, il “festival internazionale dell'agricoltura” che si tiene da un paio d'anni a Torino. Se n'è già parlato nel Comitato di gestione del Museo, e “ne stiamo valutando la fattibilità”, ha detto Ghigo, precisando che comunque la decisione non è imminente: la prossima edizione del festival di cinema ambien...

L'ULTIMO DUELLO DEL PISTOLERO STEVE

  Il Tff è finito in gloria, e a quest'ora avrete già letto di tutto e di più, per cui non intendo tediarvi con cronache e commenti ulteriori. Approfitto invece dell'occasione per raccontarvi una storia non raccontata benché sia rimasta sotto gli occhi di tutti, seppure sottotraccia, per l'intero Festival. La storia del lungo addio di Steve Della Casa, il quale, con gusto davvero cinefilo, ha costruito con la sua prediletta retrospettiva dedicata a John Wayne una narrazione autobiografica di se stesso alle prese con il suo ultimo Festival e il suo vagheggiato futuro di cincinnato/pensionato intento alle opere dei campi. La narrazione s'inizia esattamente dall'inizio, anzi, dal pregresso: dallo Steve che ai tempi della sua prima direzione del Tff, vent'anni fa, dichiarava "finché ci sarò io al Festival, ci saranno i western al Festival". Impegno mantenuto, anche vent'anni dopo. E a confermarlo è subito arrivato il manifesto del Tff41: l'immagine...

E PURE 'STA INAUGURAZIONE SE LA SEMO LEVATI DALLE PALLE

E poi tutti al buffet in Galleria di Diana E va bene, va bene così, in fondo l'inaugurazione non conta, è sempre stata un corpo estraneo per il Tff, il contentino a chi pretende il frisson della mondanità, e in passato ne abbiam viste di noiose e di noiosissime, e vada come vada tanto da oggi ci sono i film, il Festival vero. E allora posso sopportare anche la location alle scuderie della Reggia di Venaria, location prestigiosa, ci mancherebbe, e inevitabile dato che il Regio non era disponibile, ma sant'iddio non si sentiva un piffero; e posso sopportare la diretta di "Hollywood Party" più pallosa che io ricordi con un Pupi Avati che bofonchia nell'ondeggiante microfono e Neri Marcorè e Michaela Ramazzotti a sviolinare il Maestro; e posso sopportare l'assalto di mille e più cavallette ai buffet in Galleria di Diana e dintorni; e posso persino sopportare (ma mica tanto) l'incomprensibile ma marginale ruolo della madrina Catrinel Marlon (al secolo Catrinel ...

MA SÌ, METTONO BASE AL TFF. CON ASSOLUTA DETERMINAZIONE

L'IMMENSITÀ DEL GRAN CAZZO CHE ME NE FREGA È arrivato il comunicato stampa con il quale il Museo del Cinema annuncia la nomina a direttore del Torino Film Festival di Giulio Base. Non è una notizia. La nomina era prevista da settimane dai soliti bene informati, in quanto il regista e attore d'origine torinese - autore ( apprendo da Wikipedia, che classifica il lemma come "voce a tono promozionale" ) di pietre miliari della fiction tv quali "Don Matteo", "Padre Pio" e "Maria Goretti" - godrebbe dell'entusiastico supporto del centrodestra, Meloni compresa.  Ma ecco la vera notizia straordinaria: nel comunicato sta scritto, nero su bianco, che  "il presidente Enzo Ghigo ci tiene ad affermare con assoluta determinazione che questa scelta è avvenuta esclusivamente valutando i meriti del candidato e non è stata in alcun modo condizionata da valutazioni esterne" . Avete presente il detto "excusatio non petita, accusatio manif...

ALLA MOLE ARRIVA GENNY

Ci tenevo a mostrarvi questo fermo immagine del servizio sul Museo del Cinema trasmesso lo scorso 15 giugno da "Studio Aperto Mag" di Italia1: quando si dice la notorietà. Ma la notizia del giorno, alla Mole, è un'altra: il Governo entrerà nella compagine societaria della Fondazione del Museo del Cinema, di cui già fanno parte Comune, Regione, Gtt e le due fondazioni bancarie. Ne parlo diffusamente in un articolo sul Corriere di oggi ( non è reperibile on line, quindi lo ripubblico, con un giorno di distanza, in calce a questo blog ), ma in sostanza i fatti sono questi: ieri il presidente del Museo Enzo Ghigo è andato a Roma per incontrare una nostra vecchia conoscenza, MarioTuretta, oggi al MiC come direttore generale per il cinema . I due hanno impostato l'operazione, che si aprirà con un atto talmente formale da suonare ridicolo: sarà infatti il Museo del Cinema a scrivere al ministro dantista una lettera per proporgli ciò che Sangiuliano già vuole: diventare soc...

SULLA GIOSTRA DEI DIRETTORI

L'accigliato Lo Russo fra Purchia e Campogrande. Sul trespolo il collega Casoli della Rai Ieri mattina c'era un gran traffico di conferenze stampa. Senso tattico sopraffino, davvero. Erano riusciti a piazzare in contemporanea, alle undici e mezza, le presentazioni del Salone Off alla Cavallerizza e di MiTo Settembre Musica al Museo della Rai. Quando si sono accorti del malestro, quelli di MiTo hanno posticipato a mezzogiorno e mezza, che poi è diventato l'una per aspettare il sindaco Sala che doveva collegarsi da Milano ed era impegnato con il ministro dell'Interno: invano, perché il Piantedosi al Sala gli ha attaccato un bottone che non finiva più e alla fine Sala ha dato buca a MiTo, presumo con gran fastidio di Lo Russo che infatti aveva l'aria imbronciatissima, come si può notare nella figura.  Intanto, mentre Salone e MiTo s'industriavano per evitare la concomitanza, al Museo del Cinema hanno pensato bene di piazzare alle undici e mezza la presentazione d...

ONE MORE YEAR: STEVE CONFERMATO AL TFF

Steve Della Casa Non poteva andare diversamente, a rigor di logica e di risultati : Steve Della Casa è confermato alla direzione del Torino Film Festival fino all'edizione 2023. A gennaio ci sarà un bando per individuare il successore per l'edizione del 2024, che assumerà l'incarico il prossimo novembre. Passaggio di consegne, quindi, saggiamente graduale e pilotato: la stessa strategia scelta per la successione al Salone del Libro.  Non poteva andare diversamente, eppure non era scontato: a Torino, se solo esiste una remota opportunità di farsi del male, di sicuro salterà fuori qualcuno pronto alla bisogna. Stavolta, però, i soliti maldipancia che, per riflesso pavloviano, nome di Della Casa scatena regolarmente nella destra dura e pura non hanno sortito effetti rilevanti, al netto di qualche modesto tentativo della Regione di mettersi di traverso, più che altro per onor di firma e per tacitare i più irrequieti fra gli alleati di giunta. Il presidente del Museo del Cinem...

CINEMAMBIENTE AVEVA RAGIONE. MA CHE VE LO STO A DIRE?

Los Tres Caballeros (Ghigo, Capizzi & De Gaetano) discutono del futuro del Pianeta Ogni anno, all'approssimarsi di CinemAmbiente, scrivo che i fatti stanno purtroppo dando ragione a Gaetano Capizzi, fondatore del Festival nel 1998 quando ecologia e ambientalismo apparivano, ai più, come vezzi salottieri o insidiosi stratagemmi criptocomunisti per minare le basi del capitalismo. Ieri - presentazione del venticinquesimo CinemAmbiente, in cartellone al Massimo dal 5 al 12 giugno - era il 24 maggio; e spero proprio che l'esercito non marciasse perché avrebbe rischiato una sincope, considerato che faceva un caldo da luglio; ma un luglio caldo caldo. Sudare di maggio vale più di mille parole, per spiegare a che punto stiamo con l'orologio dell'estinzione. Pertanto mi sembra superfluo dilungarmi sul senso di CinemAmbiente: festival che fin quando ha potuto ci ha messi in guardia sulla nostra autolesionistica stupidità; e negli anni a venire, temo, registrerà fedelmente il ...

IL SORRISO DI LOVERS

Qui e nella foto sotto: bella gente al Lovers social party, ieri alla Mole Giravano dei bei sorrisoni, ieri alla Mole per l'inaugurazione di Lovers . Si vedevano fin sotto le mascherine. Sorrisoni scontati quelli di Ghigo e Di Gaetano, datosi che tra Pasqua e 25 Aprile il Museo del Cinema ha fatto un sold out dopo l'altro, non importa se per merito del ritorno dei turisti a Torino o perché, come dicono loro, la mostra di Dario Argento tira alla grande.  Meno scontato il sorrisone di Piero Valetto, incontentabile motore della logistica dei festival per l'occasione eccezionalmente contento perché anche secondo il suo incontentabile giudizio di perfezionista stavolta tutto funziona alla perfezione, dai volontari ottimi e abbondanti alle biglietterie che già vendono alla grande. Ampiamente giustificato il sorrisone della direttrice Vladi Luxuria, confermata per altri tre anni a furor di popolo e valor di risultati , lei che aveva esordito fra mille riserve e mille distinguo dei...