"Dopo una lunga attesa durata oltre cinque anni, i Giardini Reali riaprono nella loro interezza per tornare ad essere patrimonio dei cittadini e di tutti gli amanti di garden art d'autore. Con l’importante lavoro di restauro e rifunzionalizzazione della Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante, del muro di cinta dell’antica fortificazione e dei Bastioni si completa così la restituzione di uno dei luoghi più suggestivi della città...". E qui ho interrotto la lettura dell'aulico comunicato. Poffarbacco, mi son detto, sono davvero umili, a definire cinque anni di lavori "una lunga attesa". Cinque anni sono un'immensità di tempo nella vita di un bimbo, un attimo in quella d'un vecchio, ma un periodo breve in una città dove restauri e ristrutturazioni si calcolano sub specie aeternitatis, come i disegni d'Iddio e di Santa Madre Chiesa. Per dire, e solo restando nell'area del "centro di comando" sabaudo: ci son voluti 2...
L'ANSiA della cultura torinese