Io sono un boomer. Me lo dice l'anagrafe, me lo ripete di continuo mio figlio e non credo che lo consideri un titolo di merito. In effetti, visti dai ventenni, sembriamo abbastanza patetici: vecchietti che in vita loro hanno avuto tutte le opportunità e tutte (o quasi) le hanno scialate, e adesso rompono e sputano sentenze e pure si vantano, non si sa di che. In compenso - mi consolo fra me e me - ci siamo divertiti almeno quanto ci siamo illusi; e ci siamo illusi moltissimo. Come logica conseguenza, per nessuna generazione come per la nostra il cinema - illusione suprema - è stato specchio della vita, autobiografia e racconto picaresco. I film che decennio dopo decennio hanno raccontato la generazione dei boomers - film scritti, diretti e interpretati da boomers - sono e resteranno dei classici (almeno finché un boomer camminerà sulla terra) buffi e disperati, sempre in bilico tra l'epica, la farsa e la tragedia. I nostri vent'anni si sono riflessi e inventati in "Woo...
L'ANSiA della cultura torinese