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Visualizzazione dei post con l'etichetta dipendenti

FRONTE DEL REGIO: DIPENDENTI ANONIMI CONTRO IL SOVRINTENDENTE

William Graziosi Ieri Chiarabella ha ricevuto - nella sua duplice veste di sindaco e di presidente della Fondazione Teatro Regio - una lettera aperta inviatale da un gruppo di lavoratori del teatro che, purtroppo, non si firmano perché, scrivono, "hanno paura". Lettera anonima quindi, arrivata da un account di posta di fantasia. L'ambito di provenienza (dipendenti del Regio) è comunque verificato e confermato secondo le correnti procedure giornalistiche.  Nella lettera (trasmessa anche all'assessore Leon, al Consiglio d'indirizzo del Teatro, all'Associazione Amici del Regio e agli organi d'informazione) tali dipendenti denunciano una serie di comportamenti del sovrintendente Graziosi finalizzati "a  incutere timore e mettere a tacere il dissenso". Per cui preferiscono non firmare. Graziosi, sostengono gli autori della lettera,  "in questi ormai tredici mesi di mandato non ha fatto altro che mortificare e delegittimare, compromettendo un...

BREVE CORSO D'EDUCAZIONE (ANCHE CIVICA) PER DIPENDENTI MALMOSTOSI

La celebre e sempre attualissima vignetta di Forattini: Berlinguer prende il té in vestaglia, infastidito dal  rumore di una manifestazione di operai Leggo su giornali e Fb sapidi commenti sulla "marcia delle madamin" : le quali madamin, va detto, non avendo esperienza di proteste di piazza, la servono sul piatto d'argento quando si preoccupano del dress code ("Per gli abiti è gradito l'arancio energizzante: anche solo un tocco farà fare a tutti un bel figurone"). Vabbé, in effetti è fantastica. Poi ci sono i cafoni che bollano i manifestanti come "disperati e anziani disinformati" , e a quelli lì vien solo da rispondere che disperati saranno gli anziani loro, ad avere dei figli così. Il bello di 'sti leoni da tastiera è che poi si scusano : si sa, le scuse sono un rito sociale, e intanto loro la minchiata l'hanno scritta, mostrandosi per quel che sono.  Badate: questo a prescindere dai motivi della protesta, che non mi emozionano e ...

IL SALONE DADAISTA, LE GRANDI SCOPERTE E LA COMICA FINALE

Torino non sta mai ferma. Le gemelline tutto pepe escono dalla riunione sindacale con svelto passo da bersagliere Nottata persa e figlia femmina, direbbe Montalbano. Né ci si poteva aspettare di più dall'ennesima riunione del "tavolo di crisi" sul futuro dei dodici dipendenti dell'ex Fondazione per il Libro , al momento sparpagliati qua e là con contratti di lavoro a termine, alcuni molto a termine: uno dei tapini resterà a spasso l'8 ottobre, altri quattro seguiranno la sua sorte il 15 ottobre. Gli altri tireranno fino a dicembre, uno addirittura s'è trovato una sistemazione fino a marzo. Ma non è vita.  A fronte di questa spiacevole situazione che rende precario il futuro di dodici lavoratori (per non dir del futuro del Salone, che precario lo è da anni) le gemelline tutto pepe Antonellina & Maiunagioia  si incontrano ogni tot con i lavoratori e i sindacalisti ,   si chiudono in una stanza e stanno lì a discutere per un paio d'orate. Poi escono...

DI MERCATI, DI IMPERI E DI CALCI IN CULO: LE TORMENTOSE NOZZE DI CIRCOLO E SALONE

C'eravamo tanto amati. Il cast dell'ultimo psicodramma del Salone: Leon, Lagioia, Bray, Appendino, Rebola, Chiampa, Larotella, Beatrice, Parigi Si vede che era destino. Ieri il presidente Beatrice e il Consiglio d'amministrazione del Circolo dei Lettori si sono dimessi  "per permettere di costituire una nuova governance che rispecchi i nuovi obiettivi" . Ovvero, per lasciare la poltrona libera a Massimo Bray, che dovrebbe passare dalla presidenza della defunta Fondazione per il Libro alla presidenza del Circolo  nuovo titolare unico dell'organizzazione del Salone dopo la fuga all'inglese del Comune e la conseguente uscita di scena della Fondazione Cultura. In pratica, da ieri il Salone del Libro cessa di esistere come entità autonoma e diventa - a prescindere dalla forma giuridica che escogiteranno - null'altro che una delle manifestazioni curate dal Circolo. Tipo "Torino Spiritualità", per intenderci. Il fantasma dell'unione ...

SALONE, PER I LAVORATORI SOLO CHIACCHIERE E PROMESSE A VUOTO

Gioco di squadra. Dipendenti e collaboratori fanno il Salone, mentre i ciarloni ciarlano. Ma promesse e pacche sulle spalle non si pagano le bollette I ciarloni ciarlano, l'acqua scarseggia e la papera non galleggia. Ieri si è aperta la trattativa sul futuro dei dodici dipendenti dell'ex Fondazione per il Libro che da mesi e mesi lavorano per il Salone senza nessuna garanzia sul futuro. Finora li hanno coperti di promesse a vanvera  e contraddittorie puttanate , mentre lorsignori s'accapigliano e i giorni, le settimane e i mesi scivolano via verso il destino prescritto . Anche ieri, a quanto pare, non s'è cavato un ragno dal buco: in pratica, gli hanno detto che da lunedì possono rimanersene a casa, "sospesi" e senza stipendio, in una specie di anticamera del licenziamento. Così i tapini, lievemente incazzati, hanno rotto il loro sabaudo e dignitoso silenzio e hanno scritto il cahier de doléances che qui tristemente pubblico: Sei mesi e nulla è cambiato....

SALONE DEL LIBRO: QUALCHE CERTEZZA PER I DIPENDENTI

Oggi c'è un segnale di vita pure sul fronte del Salone del Libro. L'altro giorno ho ricordato l'ansia dei dipendenti  dell'ex Fondazione per il Libro per la nebulosa e sfuggente vaghezza delle istituzioni a proposito dei loro contratti di lavoro, che scadono a fine giugno. Nei giorni scorsi il rappresentante sindacale dei dodici lavoratori ha chiesto un tavolo di crisi (un altro tavolo...) e gli hanno promesso che lo apriranno (a me fa ridere, questa cosa che "aprono i tavoli": che tavoli sono? tavolini da campeggio?). Intanto, oggi è finalmente arrivato un segnale. Rispondendo a un'interpellanza consigliare, la Parigi ha confermato che s arà garantito il ricollocamento di tutti e dodici.  Il tavolo lo aprono all'assessorato al Lavoro della Regione, però i dipendenti - ha ricordato la Parigi - se li deve beccare il Comune, visto e considerato che ha voluto beccarsi il Salone affidandolo alla sua Fondazione Cultura: " S tante l'attuale ipotesi...

AVANZI DI LINGOTTO: I CAMPEGGIATORI PERCULATI E L'ARRIVO DEI DINDI

Il secondo giorno di Salone è sempre il più duro. Avverti la fatica già al mattino, e cresce l'intolleranza al rombo ambientale. Per cui mi sono limitato all'articolo per il Corriere. Un articolo nel quale, per non annoiarmi troppo, mi sono cavato lo sfizio di affrontare una vicenda che in settimana ha occupato le pagine dei giornali: abusivamente, trattandosi di galattica poverata. Per il puro gusto del grottesco l'ho affrontata come in "Tutti gli uomini del presidente" - e come in effetti devono fare i giornalisti: con le domande dirette e le verifiche incrociate. Però mi scappava da ridere perché non si trattava del Watergate, ma di uno dei soliti numeri di varietà alla torinese. E' come chiamare Sherlock Holmes se ti rubano la bici . Ad ogni modo l'articolo sta sul Corriere e lo potete leggere a questo link. . I campeggiatori perculati A quel punto avevo dato. Quindi qualcosa m'è rimasto da raccontare qui sul blog. Intanto, le risposte al gr...

AVANZI DI LINGOTTO, LA PRIMA GIORNATA: IL SALONE DEL PUFFO E UNDISCORSO DA MINISTRO

Non ho scritto per giorni e giorni. Mi era passata la voglia. D'altronde gli argomenti difettavano: questo blog si occupa di cultura, non di furti di polli. Ma oggi è cominciato il Salone, e m'ero preso con il Corriere l'impegno d'onore di occuparmene. Sicché sono andato al Lingotto. Ed è successo qualcosa di stravagante: l'estasi del grottesco ha sovrastato in me il disgusto che suscitano in qualsiasi gentiluomo i miserandi spettacoli da poveracci che si replicano sempre più stancamente sulle assi dell'avanspettacolo cittadino.  Quindi sono partito a scrivere compulsivamente: e la produzione è andata ben oltre la civile richiesta del Corriere di un articolo giornaliero. A fine giornata al Corriere ho dato un pezzo che racconta un'ennesima visione del Chiampa sul Salone del futuro, praticamente un sequel di quello uscito sul Corriere di ieri ; parla della possibile fusione fra Circolo dei Lettori e Fondazione Cultura, e lo potete leggere a questo l...