Sono una specie a sé, nel variegato bestiario politico. La specie più molesta, a gusto mio. Gli Indignati a Mezzo Mail. In genere esponenti di partito di seconda fila, perlopiù giovanotti che, presumo, anelano alla sospirata visibilità. Puntuali come la morte, ogni giorno spediscono a un ricco indirizziario - redazioni, singoli giornalisti, blog e siti - una o più mail per stigmatizzare, con linguaggio enfatico e spesso inquietante, questo o quel fatto, questo o quell'avversario politico. E' loro diritto, non c'è dubbio. Direi persino loro dovere. Quello che mi sta sulle palle è il tono. Da maestrine della penna rossa, sempre con il ditino alzato ad ammonire i peccatori. Tipo quello delle Iene che inseguiva i Vip rimproverandogli le peggio nefandezze. Veri rompicoglioni, se capite l'eufemismo. Con quel fare da millenaristi invasati, si gettano su qualsiasi faccenda - un albero caduto, un disservizio, un semaforo spento - come se si trattasse di scongiurare la Terza gu...
L'ANSiA della cultura torinese