Premesso che: 1) Non ho cambiato la mia idea, o meglio la mia non-idea, sulla situazione della Cavallerizza, che continuo a considerare - comunque io la guardi - il monumento all'incuria e al pressapochismo torinesi; 2) I grandi progetti senza coperture economiche li lascio a chi è più intelligente di me che non progetto di comperarmi la Rolls dato che stento a mantenermi la Ypsilon; 3) Ho smesso da tempo di appassionarmi ai dibattiti (o peggio ancora alle mozioni) attorno a concetti come "alternativo", "autogestito", "fuori dall'ottica del sistema" e - new entries di successo - "dal basso", "partecipato", "condiviso" e "beni comuni"; 4) Sono troppo vecchio e cattivo per empatizzare con gli entusiasmi giovanili, o per portare i dreadlocks; e soprattutto 5) Ho smesso di interessarmi al futuro della Cavallerizza, e in generale di Torino, considerato che quel futuro io non lo vedrò. Tutto ciò premesso, ...
L'ANSiA della cultura torinese