La disperante vicenda del Ginzburg Park Festival comincia il 7 luglio scorso con la caduta di un albero (un pioppo, forse un platano, o magari un faggio, la vulgata giornalistica corrente non si cura di botanica) che distrugge il palco sul quale si svolgevano gli spettacoli della rassegna sostenuta dal Comune nell'ambito dei ludi estivi municipali di Torino a cielo aperto. Cose che capitano perché la natura è matrigna, dicono gli imbecilli per i quali il disastro climatico è un'invenzione dei poteri forti. Quindi prendiamo atto che trombe d'aria e bombe d'acqua a Torino sono la normalità: ce la siamo cercata e adesso ce la teniamo. Quelli che invece proprio non se la sono cercata sono i malcapitati organizzatori del Ginzburg Park Festival (l'associazione Orfeo) che pensavano di aver a che fare con interlocutori seri o quantomeno all'onor del mondo, e invece da quel giorno maledetto vivono una personale discesa agli inferi, l'esperienza umiliante di confront...
L'ANSiA della cultura torinese