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Visualizzazione dei post con l'etichetta burocrazia

VATTI A FIDARE DEI QUAQUARAQUA'

La disperante vicenda del Ginzburg Park Festival comincia il 7 luglio scorso con la caduta di un albero (un pioppo, forse un platano, o magari un faggio, la vulgata giornalistica corrente non si cura di botanica) che distrugge il palco sul quale si svolgevano gli spettacoli della rassegna sostenuta dal Comune nell'ambito dei ludi estivi municipali di Torino a cielo aperto. Cose che capitano perché la natura è matrigna, dicono gli imbecilli per i quali il disastro climatico è un'invenzione dei poteri forti. Quindi prendiamo atto che trombe d'aria e bombe d'acqua a Torino sono la normalità: ce la siamo cercata e adesso ce la teniamo. Quelli che invece proprio non se la sono cercata sono i malcapitati organizzatori del Ginzburg Park Festival (l'associazione Orfeo) che pensavano di aver a che fare con interlocutori seri o quantomeno all'onor del mondo, e invece da quel giorno maledetto vivono una personale discesa agli inferi, l'esperienza umiliante di confront...

MENO SOLDI, PIU' BUROCRAZIA: E' LA CULTURA DIFFUSA, BELLEZZA

Se n'è accorto il musicista e organizzatore culturale Matteo Negrin, che dal suo blog Pagine Gitane lancia l'allarme: con il passaggio di competenze dalla Provincia alla Città Metropolitana, cambiano radicalmente le procedure per ottenere il parere di agibilità tecnica sui locali e spazi di pubblico spettacolo . In base alle nuove norme, frutto di un decreto ministeriale, è obbligatorio istruire una pratica (con relativi costi e lungaggini) anche per le aree con una capienza pari o inferiore a 200 persone. Detto in parole povere, le piccole associazioni e chiunque vuole organizzare un mini-evento (fino al più modesto dei concertini di quartiere) deve imbarcarsi in un ginepraio buracratico da spararsi. O da restare al verde . Il post di Negrin è perfetto, ed è quindi inutile che qui io cerchi di riassumerlo: mi limito a linkarlo , invitandovi a leggerlo. Concordo anche con il suo commento: "Da tempo chi promuove cultura diffusa sa di non poter fare affidamento sul denar...