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IL SALONE VENDE IL MARCHIO E GLI ALLESTIMENTI. A CHI? A CHE PREZZO? CON QUALI PROSPETTIVE? AH, SAPERLO...

AAA. Vendesi. La Sala Gialla che ospita gli incontri più affollati del Salone Ieri ho ricevuto anch'io la seconda lettera dei fornitori del Salone. Quelli che dovranno aspettare la chiusura della liquidazione per incassare, non si sa quando e in quale misura, i loro crediti che assommerebbero -pare - a circa tre milioni di euro. Ho pubblicato la prima lettera ed espresso il mio punto di vista , e ho dato spazio alla civile replica degli interessati . Ovviamente pubblico anche la seconda missiva, che contiene, fra le righe, alcuni spunti su cui riflettere. E su cui rifletto nelle apposite "note di Gabo" poste fra parentesi. Perché - ecco lo spunto più interessante - la lettera, oltre alle richieste dei creditori, riporta anche le dichiarazioni del segretario generale della Fondazione, Petrelli, che annuncia l'imminente (imminente si fa per dire...) vendita del marchio del Salone e delle strutture delle quattro sale (Gialla, Rossa, Blu e Azzurra) utilizzate per i co...

NON SI AMMAZZANO COSI' ANCHE I MUSEI? QUANDO L'ARCHITETTO S'INCAZZA (CON AGGIORNAMENTO)

Ancora uno, e poi basta. Sono davvero costernato, doveva essere una tranquilla giornata di giardinaggio, e invece sono qui a scrivere. Questo post però ve lo devo, perché sta girando la notizia di una clamorosa piazzata accaduta stamane al Mao, durante un sopralluogo della Commissione cultura. Stando a ciò che leggo , ci sarebbe stato uno scazzo micidiale fra il presidente della Commissione, Luca Cassiani, e l'architetto Andrea Bruno. Un episodio surreale Non ho voglia di riassumervi la scenata, anche perché non ero presente e non sottoscrivo nessuna cronaca di fatti ai quali non ho assistito personalmente. Però leggetevi il link . Aggiornamento: Cassiani's version Finiti i lavori di giardinaggio (ho le mie priorità), ho sentito anche la versione di Cassiani. Il presidente della Commissione cultura riconosce che la discussione è degenerata sul piano verbale, se ne pente e chiede scusa. E questo mi pare giusto: chi rappresenta le istituzioni non puà farsi trascinare in ...