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Visualizzazione dei post con l'etichetta direttore artistico

SAX NICOSIA DIRETTORE ARTISTICO DEL BARETTI

Ricevo e volentieri pubblico: Il direttivo del Teatro Baretti è lieto di annunciare che a partire dalla stagione 23/24 il nuovo direttore artistico della stagione teatrale sarà l’attore e regista Sax Nicosia. Dopo 3 stagioni dirette da Rosa Mogliasso, periodo nel quale Rosa ha saputo raccontare il mondo che sta dietro il sipario e ha saputo reagire con forza e creatività allo stop dovuto alla pandemia, crediamo sia giunto il momento di fare un cambiamento. Sax Nicosia vive il Baretti da molti anni ormai, lo vive come amico, come attore, come regista e il Direttivo, composto da Alberto Giolitti, Federica Ceppa, Monica Luccisano, Eleonora Sabatini e tutti i soci sono contenti che abbia deciso di accettare questa sfida; sarà affiancato da tutto lo staff del Baretti e da Rosa Mogliasso che continuerà a essere la responsabile di produzione e organizzazione della stagione teatrale. Nato nel 2002, “il Baretti”, è un progetto scaturito grazie all'energia trascinante di Davide Livermore e ...

FUORI SCHWARZ, JOUVIN SCEGLIE SANDRI COME DIRETTORE ARTISTICO DEL REGIO

Cristiano Sandri Era nell'aria fin dai tempi del commissariamento, e alla fine è accaduto: Sebastian F. Schwarz lascia il Regio a dicembre, alla scadenza del suo mandato, e lascia il posto a  Cristiano Sandri, attuale responsabile della programmazione artistica del Festival Verdi e del Teatro Regio di Parma. Lo ha scelto (beninteso con il benestare del Consiglio d'indirizzo) il sovrintendente  Mathieu Jouvin, ponendo fine ai traccheggiamenti: fin dal primo giorno Jouvin non sembrava troppo convinto sul conto di Schwarz, ma ancora una decina di giorni fa stava sul vago, e in un'intervista per il Corriere si era limitato una frase schiscia schiscia, che però a rileggerla oggi suona come un annuncio di benservito: "È un ottimo professionista, come sempre qualcosa va bene, qualcosa meno, vedremo nei prossimi mesi: per conoscerci e capire se c'è intesa serve tempo, vedremo nei prossimi mesi". I mesi sono lestamente diventati giorni, a quanto pare. Poi il comunicat...

REGIO: JOUVIN ESPLORA L'AMBIANTE

Jouvin (a destra, quello a sinistra è il sindaco) comincia a rendersi conto di dov'è capitato "Sono impaziente di arrivare in questo teatro, sarà la mia prima esperienza in qualità di sovrintendente e inoltre il fatto di lavorare fuori dalla Francia mi dà un gran senso di libertà e di eccitazione. Il Regio di Torino ha una storia fantastica, è un grandissimo onore per me essere stato scelto per coprire una carica così importante". Così la collega dell' Ansa sintetizza le dichiarazioni del neo-sovrintendente del Regio Mathieu Jouvin , che ieri si è presentato ai giornalisti in una breve conferenza stampa, affiancato dal sindaco Lo Russo e dal direttore generale uscente del teatro Guido Mulè: quest'ultimo ha confermato che resterà in servizio fino al prossimo 1° luglio, quando finalmente Jouvin potrà subentrargli dopo aver chiuso i propri impegni parigini con il Thèatre des Champs Elysées. Mulè ha inoltre annunciato che i ministeri hanno approvato il piano per la p...

GALOPPINI E LE OSSERVAZIONI MINISTERIALI SUL REGIO: ECCO LE CARTE

Avrete ben presenti (e se non le avete presenti leggete il post di ieri "Teatro Regio: le bugie hanno le gambe corte" ) le famose "osservazioni ministeriali" accampate a suo tempo da Chiarabella per giustificare il mancato rinnovo del contratto al direttore dell'area artistica Alessandro Galoppini ("Galoppini è un consulente e, in base alle osservazioni ministeriali, la direzione artistica non può essere assegnata a un non dipendente"). Eppure ieri il Regio pubblica il bando per ingaggiare un "segretario dell'area artistica" per sostituire Galoppini e precisa che "l'incarico in oggetto non costituisce rapporto di lavoro subordinato bensì prestazione d'opera occasionale e non implica, sul piano formale e sostanziale, un rapporto di lavoro subordinato con la Fondazione". Ho giò fatto notare che Galoppini ad agosto, quando l''hanno lasciato a casa appellandosi alle "osservazioni ministeriali" riguardo il ...

IL TRASLOCO, LE MOSTRE E IL DIRETTORE: LA ROAD MAP DEL MUSEO DEL CINEMA

Il presidente Sergio Toffetti Con buona pace del classico progetto della "cittadella del cinema" che si ripropone da decenni a intervalli irregolari, nel futuro immediato del Museo del Cinema c'è il più modesto ma pragmatico trasferimento di gran parte degli uffici in via Cagliari, negli ampi spazi ancora vuoti al "Cineporto" di Film Commission. Il presidente Sergio Toffetti ha firmato l'accordo con i "cugini" di Fctp e il trasloco comincia a breve.  Cinquantamila euro risparmiati Lasciare l'attuale sede di via Montebello, con prestigiosa vista Mole ma in affitto a prezzi di mercato, significherà per il Museo non soltanto "fare sistema con Film Commission e creare in via Cagliari un polo del cinema" e blah blah blah; significherà anche, e soprattutto, risparmiare all'incirca 50 mila euro all'anno di pigione. Soldi che consentiranno al Museo di tornare sul mercato e acquisire nuovi pezzi per arricchire la collezione. Qu...

MUSEO DEL CINEMA, UN DIRETTORE COME LAURA COMANDA

Al Museo del Cinema è tutto un fervore bandistico. Fanno sapere che la settimana prossima sarà pubblicata la "call" per il nuovo direttore. Speriamo che sia la volta buona, e soprattutto che  il risultato sia gradito a lorsignori , che altrimenti non ne usciamo più. La presidente del Museo del Cinema Laura Milani Di sicuro sarà gradito alla presidente Laura Milani, dato che il bando ricalca accuratamente i criteri che l'Assertiva mi aveva descritto il mese scorso .  Questo riportavo io il 12 gennaio:  "Laura Milani pensa a un manager culturale non necessariamente italiano, che apra al Museo maggiori prospettive internazionali. Dovrà anche avere provate capacità di marketing e fundraising. E magari che sappia di cinema?, azzardo io. Certo, ammette Laura, sarebbe utile, ma non è quello il punto: al Museo ci sono tanti esperti di cinema che possono benissimo affiancare il direttore nelle scelte artistiche, tipo organizzare le mostre e le retrospettive". E...

"MANDIAMOLI IN PENSIONE, I DIRETTORI ARTISTICI": DIETRO L'ADDIO DI MARTONE C'E' UNA HIT DI PAOLO & CHIARA?

Noi credevamo: da sinistra, Filippo Fonsatti, direttore (non soltanto amministrativo?) del Tst; Mario Martone, direttore artistico (o solo consulente?) del Tst medesimo; e Lamberto Vallarino Gancia (presidente del Tst che sull'oscura vicenda non interviene) Ieri mi sono occupato delle mie cose, e mi è sfuggita quest'Ansa TORINO, 17 MAR - Mario Martone lascia dopo dieci anni il Teatro Stabile di Torino, che nel 2015 ha portato al riconoscimento dello status di Teatro nazionale da parte del ministero per i Beni culturali. La notizia a pochi giorni dal debutto sotto la Mole, dopo il successo di Napoli, de 'Il sindaco del rione Sanità'. Il regista completerà il suo mandato, che scade a fine anno, firmando anche la stagione 2017-2018. Dietro l'addio nuovi importanti impegni cinematografici. "Negli ultimi giorni, Martone ha avuto la conferma di una serie di importanti impegni cinematografici, di grande soddisfazione ma molto gravosi. Abbiamo quindi preso que...

IDEONA MAI VISTA PER IL MUSEO DEL CINEMA: DIRETTORE UNICO

Contrordine compagni! La frase scritta sul contratto "Alla fine dell'anno il direttore del Museo dovrà presentare i ponti al presidente e al CdA" contiene un errore di stampa e pertanto va letta "Alla fine dell'anno  il direttore del Museo dovrà presentare i conti al presidente e al CdA" E poi c'è questa, davvero formidabile. Pare che al Museo del Cinema qualcuno ci stia ripensando. Ronza qua e là l'idea di tornare al direttore unico. Non più funzioni divise fra direttore amministrativo e direttore artistico, bensì un'unica figura - da individuare, va da sé, con il consueto bando democratico e trasparentissimo - che si occupi al contempo di conti e mostre, contratti e retrospettive.  Una trovatona innovativa, non c'è che dire. E' esattamente ciò che prevede lo Statuto del Museo , tuttora in vigore, e ciò che ha fatto per anni Alberto Barber a : ma - pur di liberarsene - un bel dì taluni di lorsignori si sono accorti che in un ...