Ultimo giorno di Salone, che conta poco perché da sempre il lunedì è dedicato agli addii e a tirare le somme: ma già da ieri è lampante che l'asticella delle 150 mila presenze è stata superata, il Salone è di nuovo alive & kicking alla faccia di chi per tanti anni gli ha voluto male. Ieri non ho scritto, per scelta. Scrivere avrebbe implicato occuparmi della miserevole storia di merda nel ventilatore. In certi casi, se ne parli i cattivi hanno già vinto perché è proprio quello che cercano: spargere merda fingendo moralismi pelosi e calcolando quanto lo spargimento gli renderà in ascolti. Ho deciso di non stare al gioco. E mi rallegra constatare nessuno ci è stato: ciò significa che il trucco è scoperto, e la gente per bene non gioca più. A spiegare la storia, peraltro, ha provveduto il diretto interessato con un post che linko qui e che mi sembra, oltre che un'ottima pagina di scrittura, la pietra tombale su metodi che magari una volta sembravano innovativi e persino spiri...
L'ANSiA della cultura torinese