Errare humanum est, perseverare ridiculum. Ci eravamo ormai dimenticati di "Torino Città del Cinema 2020", il velleitario colpo di coda con cui l'amministrazione ha tentato di rilanciare la periclitante offerta cultural-turistica della città. Abborracciato alla boia d'un giuda, secondo gli usi e costumi correnti, fin dall'inizio il programma s'era mostrato per quel che era : un nulla ben confezionato, con la speranza di inventarsi qualcosa - non importa cosa - cammin facendo, sollevare un po' di polverone mediatico , e raccontarsi fino a dicembre la favola bella di un clamoroso successo. Ma non sempre la fortuna aiuta gli audaci; ed è spietata con gli sbruffoni. Così, dopo i primi incerti passi, sul nulla ben confenzionato si è abbattuta la più classica, ma anche più imprevedibile, delle catastrofi bibliche: la pestilenza. Dimostrando tra l'altro un crudele senso dell'ironia insolito nelle catastrofi bibliche: il morbo proibisce ogni contat...
L'ANSiA della cultura torinese