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Visualizzazione dei post con l'etichetta Miseria e Nobiltà

IL PALTO' DI NAPOLEONE: UN MILIONE PER LA CULTURA

"Oh Pasquà, dimmi una cosa: ma qui dentro c'è il paltò di Napoleone?"  (Totò in "Miseria e nobilità") Con sincera soddisfazione ricevo e volentieri pubblico: La Giunta ha approvato oggi pomeriggio (ieri, venerdì 23, NdG) , su proposta dell’assessore Sergio Rolando, una variazione di bilancio che permette di stanziare circa 5 milioni di euro per reintegrare le agevolazioni Isee per le famiglie meno abbienti sulla Tari, distribuire nuovi fondi al sistema culturale torinese e sostenere le Circoscrizioni. La manovra è stata resa possibile grazie all’individuazione di economie in ciascun assessorato e dalla previsione di maggiori entrate sia in materia di occupazione del suolo pubblico, sia sul fronte dell’addizionale Irpef, oltre all’introito di alcuni indennizzi riscossi dalla Città. In cifre, si tratta di circa 3,24 milioni di economie e di 1,7 milioni di maggiori entrate. Grazie a questo nuovo scenario è stato possibile finanziare le agevolazioni Isee su...

FASSINO, TOTO' E IL PALTO' DI NAPOLEONE

Miseria e nobiltà: Totò e il paltò di Napoleone Siamo messi come in Miseria e Nobiltà , con Fassino nel ruolo di don Pasquale il fotografo che affida il suo paltò (leggi i suoi immobili invenduti) a Totò (ovvero Christillin, Vergnano, Barbera o Asproni, a scelta) perché lo porti allo "charcutier" e ci si paghi il conto della spesa. Combinazione, la commedia di Eduardo Scarpetta va di scena in questi giorni al Carignano per la stagione dello Stabile . Fantastico. Quando si dice la coincidenza. Riassumo i fatti: a Fassino mancano dieci milioni che il Comune aveva promesso alle fondazioni culturali (Regio, Stabile, Museo del Cinema e Torino Musei) per chiudere i bilanci del 2013. A pochi giorni dalla fine dell'anno, Fassino e Passoni scoprono che i soldi non ci sono (oh stupore!) perché dovevano arrivare dalla vendita di alcune proprietà del Comune (tipo i parcheggi Gtt) che invece gli sono rimaste sul groppone perché nessuno le ha volute. A questo punto, Fassino dice:...