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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gianna Gancia

COLLISIONI: LA STRATEGIA DELL'ALTRIMENTI ME NE VADO

Quando ho letto il lancio Ansa , ieri pomeriggio, ho provato un moto di sincera ammirazione per quel talentaccio di Filippo Taricco, inventore e patron di Collisioni, un festival-modello sotto molti punti di vista .  Guardalo qui, mi sono detto leggendo l'Ansa. Uno stratega che nemmeno Rommel. Taricco ha un problem a: Collisioni continua a crescere . Sta diventando fin troppo grande, rispetto a Barolo, il paese che lo ospita. Ma indietro non si può tornare. Così ieri Taricco se ne viene fuori con un accorato allarme: dice che il festival a Barolo ci sta stretto, tanto più adesso che deve fare i conti con le nuove norme sulla sicurezza, e se non si trovano gli spazi adatti sarà costretto a andarsene. Magari - non sia mai! - in un'altra regione. Poi Taricco aggiunge che loro, gli organizzatori, per l'edizione 2018 hanno sì trovato un'area - un campo - ai piedi del paese, che può essere allestita per ospitare i grandi concerti, quelli che smuovono le masse. "Ma da s...

MISSIONE EGITTO: UNA MOSTRA PER NON SPARARE MINCHIATE

"Mettemmo in luce anche una scala che ci condusse a una grande tomba" (Ernesto Schiaparelli, relazione del 19 luglio 1914) Non fosse che per farla ci son voluti tre anni di ricerche e di lavoro duro, la mostra "Missione Egitto 1903-1920"  - visitabile da oggi al 10 settembre al Museo Egizio - sembrerebbe la risposta istantanea e certo migliore agli egittologi del bar sport che or non è guari sono inanemente insorti contro "l'affaire Catania" . A tal proposito segnalo che in Comune lo show non è ancora terminato: si replica, sordi ai dati di fatto emersi in Commissione cultura , ancora il 20 marzo, quando sarà discussa in Consiglio la mitica interpellanza "Una parte del Museo Egizio se ne va a Catania?" firmata dall'irriducibile Ricca , mentre in Consiglio regionale l'omologa di Ricca, la più manovriera Gianna Gancia , alla luce delle delucidazioni fornite dalla direzione dell'Egizio ha lestamente ritirato l'epica inte...

DOPO TAMARA VIENE L'ART DECO'

Una premessa che non c'entra niente con il contenuto del post, ma che oggi mi appare più che mai doverosa  per segnare una netta separazione tra la civiltà e la barbarie: Gabo non beve Gancia. E giuro che non è una conseguenza dei deliri della sventurata sciuretta. Non bevo Gancia da sempre perché ritengo che chi beve male pensa male (oltre a soffrire di acidità di stomaco), e la sventurata sciuretta ne è la prova vivente. Certo considero una fortuna che l'orrenda e miserabile minchiata arrivi da un produttore di bevande che sono da sempre all'altezza delle sue pubbliche sparate: di scarsissimo pregio. Posso quindi serenamente continuare a non consumare  i suoi prodotti, guadagnandone pure in dignità, oltre che in qualità della vita. Pensa che sciagura se minchiate analoghe  le avesse sparate il signor Contratto. O, peggio che mai, il signor Krug. Le "Torri Rivella" in corso Regina: un capolavoro dell'Art Decò a Torino che abbiamo tutti i giorni ...