"Suonatore di liuto" di Perugino, già attribuito a Raffaello "A Torino Raffaello è il grande assente", dice Angelamaria Aceto , curatrice di "Nel segno di Raffaello", la mostra che fino al 26 luglio presenta ventisei disegni cinquecenteschi conservati alla Biblioteca Reale. Detta così, fuori contesto, l'affermazione può suonare ironica. In effetti, dei ventisei disegni esposti nessuno è di mano di Raffaello: alcuni sono del suo maestro Perugino o della scuola; altri di allievi e seguaci raffaelleschi; altri ancora di continuatori. E poi, diciamocelo: a Torino i "grandi assenti" sono tanti, Raffaello ma anche Michelangelo, e Caravaggio, e se è per questo anche Giotto, e insomma, la grande pittura italiana classica - quella famosa nel mondo che fa accorrere i turisti - da noi non è granché rappresentata, almeno con i nomi canonici (i Ferrari, Macrino, Gandolfino sono gioielli nostri amatissimi, ma poco spendibili sul mercato dei tour operator....
L'ANSiA della cultura torinese