Metti una serata come tante al Museo del Cinema, solita anteprima al Massimo preceduta dal solito bollicine&tramezzini alla Mole, anteprima del solito film nuovo, solite facce del solito giro cinegiro. Niente di che. Se però ci aggiungi lo stile Dagospia, per quanto annacquato dall'understatement sabaudo, allora scatta l'effetto terrazza romana. Per carità, niente trenino alla Grande Bellezza, men che meno mises sfacciate per la gioia di un Umberto Pizzi de noantri: ma insomma, ieri per la presentazione del film documentario "Roma" - firmato da Marco Giusti e Roberto D'Agostino per la regia di Daniele Ciprì - lo spettacolo è stato abbastanza destabilizzante, rispetto al rituale della consueta mondanità esageruma nen. Merito della scelta - meglio: del casting - degli invitati, nel quale era evidente l'impronta di Dago medesimo. Solo il sulfureo barbuto tatuato, associato al sornione presidente Ghigo, poteva radunare un così assortito campionario cheap ...
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