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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gabriele Vacis

ALLO STABILE E' SCOPPIATA LA PACE

Fonsatti, il direttore artistico Binasco e il presidente Vallarino Gancia illustrano gli obiettivi Ci sono due nomi, nel cartellone dello Stabile 2022/23, per nulla scontati: sono quelli dei registi eccellenti Jurij Ferrini e Gabriele Vacis. Il primo metterà in scena "Otello", il secondo presenterà "Antigone e i suoi fratelli". Due produzioni o co-produzioni dello Stabile con due registi che dello Stabile erano, e adesso tornano ad essere, due colonne. Prima Ferrini, nel 2019, e poi Vacis, nel 2021, avevano interrotto la lunga collaborazione con il Tst non senza strascichi amari: in entrambi i casi c'era, alla base, un rapporto difficile fra i registi e la  direzione del Teatro, che - Ferrini dixit - "si muove in tutti i campi a gamba tesa" .  Ferrini ferito da "una serie di divergenze con lo Stabile, che non ha ritenuto all’altezza di un teatro nazionale le mie scelte artistiche e la mia idea di teatro" ; Vacis addolorato per una sequela di ...

LA SETTIMANA ENIGMISTICA: UNITE I PUNTINI E AVRETE LA RISPOSTA

Gabriele Vacis in Commissione cultura (ahilui) I recenti fattacci che hanno visto protagonisti giovani sbandati delle periferie torinesi impegnati a far danno in trasferta a Nichelino e a Milano (sempre a farci conoscere...) hanno suscitato la pronta e corale reazione dell'augusto Consiglio comunale che lunedì scorso s'è speso in fiumi di parole per esaminare, delibare, condannare, analizzare, sezionare, prognosticare, esorcizzare e affrontare l'allarmante fenomeno. Non ho capito cos'hanno concluso, ma qui c'è un resoconto della seduta , se vi va di leggerlo vi auguro di avere più fortuna e più comprendonio di me.  Ieri, per una fortuita coincidenza, in Commissione cultura sono stati ascoltati il direttore del Teatro Ragazzi e Giovani Emiliano Bronzino, e il regista e agit prop teatrale Gabriele Vacis che, messo cortesemente alla porta dalla Scuola per attori del Teatro Stabile, ha deciso di coinvolgere i suoi ex allievi freschi di diploma in una nuova impresa, ...

I DUELLANTI (FEUILLETON TEATRALE CON HAPPY END)

Tra Filippo Fonsatti, direttore del Teatro Stabile di indiscusse qualità, e Gabriele Vacis, regista e uomo di teatro di straordinario valore, da tempo ormai s’era alzato un muro di sorda ostilità. Pur lavorando praticamente sotto lo stesso tetto, i due evitavano persino di incontrarsi faccia a faccia; e le dannose conseguenze dell’interruzione di ogni rapporto, foss’anche diplomatico, rischiava di impoverire la scena teatrale torinese, con due risorse come Vacis e Fonsatti che confliggevano rinfacciandosi alla rinfusa due volti di una stessa accusa; mentre già negli ambienti culturali cittadini si delineavano le opposte fazioni dei fonsattisti e dei vaciani. Ma all'improvviso... Il seguito dell'appassionante feuilleton è sul Corriere di oggi, o a questo link .

ANCORA SULLO STREAMING

Mi pare che la mia personale insofferenza  per lo streaming sia largamente condivisa. Intendo lo streaming come surrogato, del tutto deficitario e frustrante, dello spettacolo dal vivo. Va bene - come ha osservato qualcuno - se serve a dare una pur sporadica opportunità di lavoro (e guadagno) a tante categorie dello spettacolo ferme in pratica da un  anno . Ma non ce la stiamo a raccontare: lo spettacolo in rete non è una risposta sufficiente alla nostra fame di teatri, di concerti, di sale cinematografiche. In compenso, mi fanno notare, la stessa tecnologia trova un suo perché in altri ambiti del lavoro culturale. Le conferenze, ad esempio, con lo streaming possono funzionare. O quantomeno non vengono troppo snaturate. Ad esempio, Gabriele Vacis mi segnala un incontro che ha avuto di recente con  il "Tavolo giovani" di Settimo Torinese, la sua città. Incontro in presenza, s'intende con numeri limitati, distanziamento, mascherine e quant'altro. Ma anche su Youtube la ...

LA MUSICA CHE CURA: UN'IDEA PER IL REGIO

Le idee, credo, sono nell'aria e sempre si incontrano, si collegano , si richiamano l'una con l'altra. Necessità simili implicano risposte analoghe, e oggi la necessità primaria della cultura è continuare a esistere e adattarsi a un mondo che è cambiato con un'accelerazione imprevedibile e drammatica, ma anche per alcuni versi affascinante perché aperta a sfide nuove, a orizzonti inesplorati. Più che mai sento parlare di una rinnovata concezione della cultura come cura della persona, intesa in senso tanto fisico quanto spirituale. Aspirazione antichissima, quella di una cultura terapeutica: ma adesso mi sembra tornare in primo piano. Questa lunga premessa serviva per spiegare - innanzitutto a me stesso - perché non mi stupisce leggere la proposta che Corallina De Maria, corista del Regio e animatrice della compagnia di iteatro d'ombre Controluce, e Laura Cosso, musicologa docente del Conservatorio di Milano, hanno sottoposto al Regio per non lasciare chiuso il T...

VACIS: APPUNTI PER UN TEATRO TERAPEUTICO AL TEMPO DEL VIRUS

Il regista Gabriele Vacis qualche giorno fa ha proposto una via nuova per il teatro al tempo del virus ( qui il link al suo testo ): un'idea non conformista, come sempre quelle di Vacis, che ha suscitato un vivace dibattito nel mondo del teatro italiano, e anche all'estero. Vacis adesso mette a fuoco alcuni aspetti del suo progetto, con questa seconda lettera aperta che molto volentieri pubblico, rimandando le mie personali valutazioni al commento che scriverò per il Corriere di domani. riAprire i teatri / 2 Ringraziare, precisare, immaginare. Prima di tutto ringraziare. Grazie alle tantissime persone che continuano a condividere, commentare e criticare il  documento “riAprire i teatri”. Grazie a due maestri che ci hanno incoraggiato con parole bellissime: Eugenio Barba e  Giuliano Scabia. Ringrazio loro insieme a tutti quelli che ci hanno mandato e continuano a scriverci buoni consigli. Secondo: precisare. L’idea potrà partire quando sarà sano aprire i luoghi pubblic...

VACIS: UN TEATRO APERTO PER IL TEMPO DEL VIRUS

Gabriele Vacis Un paio di giorni fa il regista e direttore della Scuola per Attori dello Stabile Gabriele Vacis ha diffuso tramite Fb una sua proposta, che ritengo molto interessante - come in realtà sono sempre interessantili proposte di Vacis - per un "nuovo teatro" nel tempo del coronavirus. Ritengo doveroso darle la massima diffusione, e quindi contribuisco anch'io nel mio piccolo. Ecco cosa scrive Vacis Un’idea per riaprire il Teatro Carignano di Torino e tutti gli altri teatri d’Italia, specialmente quelli storici: aprirli e tenerli aperti tutto il giorno e, venerdì e sabato, anche la notte. Aprirli veramente. Finora i teatri erano chiusi per la maggior parte del tempo, si aprivano al pubblico soltanto per le due o tre ore dello spettacolo. Apriamoli sempre! Gli spettatori potranno entrare ad ogni ora del giorno. Naturalmente non si potrà entrare in più di cento o duecento per volta. Ma l’estensione del tempo d’apertura permetterà d’incrementare le presenze. ...

OLTRE IL PONTE

Non ricordo d'aver vissuto mai un 25 Aprile tanto assurdo. Ma è pur sempre la Festa della Resistenza e della Liberazione, e lo sa il cielo quanto bisogno abbiamo, oggi, di resistenza e libertà. Dunque, per celebrare questo strano 25 Aprile, tra le tante iniziative fiorite in rete ho scelto un piccolo video che mi è molto piaciuto. Lo hanno realizzato, sotto la guida di Gabriele Vacis, gli allievi della Scuola per attori del Teatro Stabile che eseguono in remoto "Oltre il ponte", a mio avviso la più bella delle canzoni resistenziali, con testo di Italo Calvino e musica del torinese Sergio Liberovici. Spero piaccia anche a voi.  Questo è il link.

SICUREZZA E INCOLUMITA': L'EQUIVOCO DI TORINO. UNA RIFLESSIONE DI GABRIELE VACIS

Gabriele Vacis Se non scrivo io, c'è chi lo fa assai meglio di me. L'altro giorno ho ripreso e pubblicato un post di Francesca Lonardelli che commentava con originale intelligenza i provvedimenti della giunta in materia di "sicurezza" della notte, e le loro conseguenze. Ora, mentre prosegue la mia "vacanza" pre-Salone, Gabriele Vacis  - autore e regista teatrale di grande valore che in questi giorni lavora a "Cuore/Tenebre" , lo spettacolo che chiuderà la stagione dello Stabile - mi invia una sua riflessione sui temi affrontati dalla Lonardelli. E' un bel testo, acuto e stimolante come sempre gli scritti di Vacis. Lo pubblico con estremo piacere: Vacis: di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza Il tono di Francesca Lonardelli è accorato e sincero. Suscita immediata condivisione. Gli argomenti sono ineccepibili. E io vorrei prima di tutto partecipare alla sua preoccupazione e a tutte le eventuali iniziative che partiranno da que...

VACIS DIRETTORE DELLA SCUOLA PER ATTORI DELLO STABILE

Ricevo e volentieri pubblico: Come già annunciato nei mesi scorsi, il 2018 segna un punto di svolta per il Teatro Stabile di Torino:  Valerio Binasco  succede in qualità di  Direttore artistico  a Mario Martone. L’avvicendamento implicherà un cambiamento significativo nelle modalità di esercizio del ruolo, poiché a Binasco sono stati richiesti, oltre alla progettazione artistica dell’attività istituzionale, anche una presenza intensa e un impegno produttivo forte che si concretizzerà nella regia di due nuovi titoli per ciascuno dei tre anni di incarico, con l’obiettivo di connotare con il suo riconosciuto talento l’identità dello Stabile. La partenza di Martone coincide con quella di Valter Malosti, che a fine dicembre lascerà la direzione della Scuola per attori per andare a guidare la Fondazione TPE (i due ruoli non sono compatibili per legge): a lui va il ringraziamento più sincero per la dedizione, la competenza e la responsabilità con le quali ha curato il l...

VA' DOVE TI PORTA VACIS

Un nuovo dipartimento del Tst per Gabriele Vacis  Dell' Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona , Gabriele Vacis e Roberto Tarasco mi avevano parlato a lungo un pomeriggio di qualche mese fa ai Magazzini Oz. Alla fine delle loro appassionate spiegazioni, io mi ero molto congratulato per il progetto. Ma confesso che ci avevo capito poco. I progetti di Gabriele Vacis in genere mi fanno questo effetto: quando me li racconta ci capisco poco, quando li vedo realizzati mi incantano. Non è colpa di Gabriele Vacis, che è un narratore nato; bensì di questo Gabriele qui, che ha scarse capacità d'astrazione. Vacis è un visionario, e la sua idea di teatro è ormai molto lontana da ciò che io penso quando penso al teatro, cioé un regista, un testo, degli attori che studiano il testo e poi lo recitano davanti a un pubblico che se è contento applaude e se ne va a casa. Vacis costruisce ambienti. Racconta vite. Fa cose. E tutto ciò, miracolosamente, diventa teatro, il suo...