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OOOPS, I DIT IT AGAIN! IL SALONE INVITA DI NUOVO L'EDITORE "FASCISTA"

Giulio Biino, presidente del Circolo e del Salone, con l'assessore Poggio Oggi pomeriggio, dopo pranzo, passo al Circolo dei Lettori per prendermi un caffé, e non ti trovo quelli del Salone del Libro al gran completo? C'è Lagioia, c'è Viale, c'è pure il presidente Biino. Mi dicono che c'era pure la neodirettrice Elena Loewenthal, ma è appena andata via: prenderà servizio dal primo febbraio.  Scambiamo ancora due parole, ma li vedo un po' assenti. "Problemi organizzativi", bofonchia Lagioia.  Saluto Los Tres Amigos e faccio un salto al Corriere, dove mi raggiunge la notizia Ansa che riproduco qui sotto, e che mi rivela di quale natura fossero i "problemi organizzativi": "Dopo le polemiche dello scorso anno, sfociate nella sua esclusione, la casa editrice Altaforte ha ricevuto per posta elettronica un invito dal Salone del Libro 2020. La notizia è comparsa sul periodico online 'Il Primato nazionale'. La Fiera, però, affer...

MINCHIATE DI FINE ESTATE: LA "QUESTIONE LAGIOIA"

Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro Ma dimmi te se un galantuomo non può starsene tranquillo neppure d'estate. Sono dei veri disbela. Dovrei fregarmene. Ma ieri, quando ho letto sul Corriere l'ennesima intemerata del Crociato Padano Ricca contro Nicola Lagioia  responsabile (a suo dire, suo di Ricca) della vil censura ai danni del povero editore Altaforte soi disant "fascista" , beh, non mi sono potuto esimere, e ho scritto un pezzetto per il Corriere medesimo, a puro scopo didattico, nel tentativo di spiegare al prode Fabbbri un paio di aspetti della vicenda che mal s'accordano ai suoi (di Fabbbri) eroici furori. Per scrivere ho rinunciato a una piacevole gita nel Parco delle Capanne di Marcarolo, con tanto di concerto nei boschi di Simone Cristicchi, e capirete che un po' è stato un sacrificio, ma insomma, ci sono momenti in cui tacere significa acconsentire, e chi acconsente alle minchiate è un minchione, e passare per minchioni non piace a ...

SALONE AL VIA SENZA ALTAFORTE

Oggi comincia il Salone del Libro. E come sempre finirà a carte bollate . (ANSA) - TORINO, 8 MAG - La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con la casa editrice AltaForte. "E' necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone", affermano in una nota le due istituzioni. "E' una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo", commenta Francesco Polacchi, editore di Altaforte ed esponente di Casapound. "Non so perché è stata fatta questa richiesta - afferma - Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri". Nella spiacevole ma non improbabile eventualità ...

FASCISTI SU MARTE (E AL SALONE): UNA CASE-HISTORY DA MANUALE

Stavo in pensiero: un Salone senza polemmica è come una casa senza mamma; e quest'anno, appianate le rogne contabili, senza avvisi di garanzia in vista, e manco l'avvisaglia di qualche pastrocchio per le cadreghe, paventavo cinque giorni noiosissimi al Lingotto. Ma l'intellighenzia de noantri non dorme. Ci ha pensato un esponente della sullodata intellighenzia - tale Christian Raimo, consulente del Salone del quale fino alla settimana scorsa ignoravo colpevolmente l'esistenza - a procurarci il frisson d'ordinanza: egli scoperto che al Salone ci sono pure i fascisti. Sai che scoperta: al Salone i fascisti ci sono da sempre. Non ditemi che in tanti anni di Salone non avete mai notato lo stand delle Edizioni di Ar del "nazi-maoista" e pluricondannato Franco Freda . E potrei citarne altri, se mi sembrasse il caso. Non mi sembra il caso.  Ma l'intellighenzia de noantri rinasce ogni giorno, con la memoria di una farfalla. Per anni e anni il Salone ha ...