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CULTURA ON LINE: CIRCOLO PROMOSSO, ARTISSIMA E' IN RITARDO

Oltre 16.500 visualizzazioni per una web-conference su Virginia Woolf. Questo è il PalaAlpitour (capienza 18.500) gremito per un concerto Terza e ultima puntata, sul Corriere di oggi, della mia piccola indagine sullo stato digitale delle istituzioni culturali torinesi. Dopo l'Egizio e lo Stabile , stavolta mi occupo delle web-performance del Circolo dei Lettori e di Artissima.La squadra di via Bogino è promossa con lode, e soprattutto con 248.724 visualizzazioni dalla riapertura di settembre, e 785.657 contatti social nell'ultimo mese: alcuni risultati (tipo le 16.527 visulizzazioni per una conferenza su Virginia Woolf, numeri da concerto rock) sono davvero impressionanti. Le cose vanno meno bene per Artissima, che in rete mi sembra ancora molto indietro. Ma giudicate voi, non voglio fare la figura del cattivissimo: i dati sono largamente sciorinati nell'articolo di oggi, che potete leggere a questo link .

CHRIS & CHRIS, I FERRAGNEZ DELL'EGIZIO

Chris & Chris nel video della riapertura dell'Egizio, un blockbuster da 130 mila visualizzazioni su Youtube Un milione e centomila visualizzazioni per il format “Le Passeggiate del Direttore” . Una crescita del 1232% su You Tube. Due milioni di visualizzazioni per i video su Facebook. Il lockdown ha lanciato il Museo Egizio nella top of the pops dei Signori del Social: i Chrissies (la coppia Christillin-Christian Greco) sono i Ferragnez della cultura torinese. Tutti i dati sulle performance in rete non solo dell'Egizio ma anche dello Stabile, e pure i progetti per il secondo lockdown, li racconto nella seconda puntata della serie "Chi è pronto per la sfida digitale?", uscita oggi sul Corriere (ma potete leggerla anche a questo link ). La prima puntata è uscita ieri. Domani la terza: mi occuperò del Circolo dei Lettori, di cinema, e di ritardi. Stay tuned.

PERCHE' UN MUSEO E' UN SERVIZIO ESSENZIALE (PRIMA LETTERA DAL LOCKDOWN)

Non sarò certo io a negare l'ineluttabilità e l'utilità del lockdown. Figurarsi. Io in lockdown ci sto da settembre, da quando cioè - dopo la bella estate durante la quale numerosi miei connazionali hanno allegramente sbagasciato ai mari e ai monti - ho maturato la matematica certezza che la spregiudicata e spensierata noncuranza del Paese dei Campanelli ci avrebbe riprecipitati nel bel merdaio in  cui oggi annaspiamo. Semmai non mi hanno del tutto convinto alcune tappe dell'irresistibile marcia di avvicinamento alla zona rossa: penso alla frettolosa chiusura di cinema e teatri , fra le primissime vittime del pre-lockdown benché in quei luoghi le norme di sicurezza fossero osservate con scrupoli e rigidità senza pari. Ma la situazione attuale non consente sottigliezze bizantine e distinzioni poetiche: e dunque ritengo ineluttabile l'amara rinuncia agli spettacoli , alle fiere d'arte , ai festival  (ho già spiegato perché non considero validi surrogati le versioni on...

IL MESE DELLA CAPARBIA CONTEMPORANEA

Là dove il coraggio più non basta,  rimane la caparbia . La forza della disperazione. Ventisei Luci d'Artista illuminano da oggi al 10 gennaio una città  in "lockdown inverso" (puoi uscire, ma non sai dove cazzo andare, copyright Spinoza); trenta giorni per montarle, venti per smontarle, nove chilometri di reti elettriche per farle funzionare, una spesa di almeno 750 mila euro a carico dei soliti sponsor, più eventuali ludi e canti natalizi nella remota eventualità che a Natale il lockdown non sia definitivo. Non si sa quanto e chi le vedrà, quest'anno, le Luci d'Artista. Però ci sono.  E c'è pure lo "Speciale Autunno", il novembre di Contemporary Art , con le sue fiere - beh, non tutte, The Others e Dama hanno fatto un  passo indietro perché talora la misura val più che il coraggio - con  Artissima e Paratissima e Flashback  e la musica di Club to Club che "caparbiamente si ripensano" in simulacro virtuale e "caparbiamente voglion...

CINEMA E TEATRI, LE FACILI VITTIME

Ho trascorso l'intera mattinata sorbendomi l'infernale profluvio di news e dibattiti sul nuovo Dpcm che impone un mezzo lockdown (massì, chiamiamolo col suo nome!). Vorrei farvi notare due aspetti significativi della faccenda. Primo aspetto, peraltro scontato: le attività produttive che subiscono un lockdown integrale (chiusura e stop, fino a nuovo ordine) sono movida (e relativi locali), palestre, teatri e cinema - più il semi-lockdown per bar e ristoranti. Ora: non ho mai messo piede in una palestra, quindi dichiaro la mia totale incompetenza in materia e mi astengo da qualsiasi giudizio sull'utilità del provvedimento.  Comprendo la stretta sulla movida: chiunque sia passato un sabato sera in piazza Vittorio non può che considerarla sensata e inevitabile. Quanto a bar e ristoranti, quest'estate ci sono andato pochissimo, e quelle rare volte non mi è piaciuta la situazione. Ma questo dipende anche dalle mie idiosincrasie: non mi è mai piaciuto - e non solo in tempo di ...

POCHI SPETTATORI E NIENTE BAR: SOPRAVVIVERE E' SEMPRE PIU' DIFFICILE

L' ordinanza regionale con le nuove prescrizioni anti-covid non ha modificato, per ora, le regole per cinema e teatri: si resta al solito tetto dei duecento spettatori per le sale più capienti. E' triste e comico insieme pensare che un mese fa sembrava non solo logico , ma pure imminente , un innalzamento di quel tetto; e adesso pare una botta di culo averlo almeno mantenuto. In realtà non c'è nessuna botta di culo: come previsto,  per la cultura siamo al lockdown virtuale . I grandi teatri sono comunque condannati a restare fermi o a lavorare in perdita , visto e considerato che duecento spettatori non bastano a pagare le spese. Ciò equivale a una condanna a morte (o a perdite ingenti) per i teatri privati, e allo stop per quelli sovvenzionati che non possono permettersi di infliggere altre coltellate al bilancio. E' il caso del Regio , dove non casualmente hanno prorogato sine die la cassa integrazione. E ciò senza considerare l'effetto psicologico, indotto dall...

NIENTE DEROGHE AI TEATRI, EVENTI CANCELLATI: PER LA CULTURA E' GIA' LOCKDOWN

Adesso è chiaro anche agli inguaribili ottimisti, categoria alla quale mi onoro di non appartenere: ci siamo dentro fino al collo, di  nuovo. E prima di andare meglio, andrà ancora peggio, e ancora, e ancora.  In impacabile e non casuale sequenza, nel giro di tre giorni abbiamo avuto la cancellazione del Salone del Libro prima, quindi quella di Artissima e infine, ieri, il no della Regione all'aumento degli spettatori nelle sale teatrali e cinematografiche .  Anche ciò che sta accadendo (o non accadendo) al Regio non fa che corroborare le peggiori previsioni. E' tornata l'epidemia vera, e con l'epidemia torna purtroppo anche il mood emergenziale che ci porterà, presto o tardi, a qualcosa di molto simile al lockdown: parziale, immagino, mirato e magari non lo chiameranno neppure lockdown, che sa di sciagura. Ma arriverà, potete scommetterci. I primi a farne le spese sono - e ancor più saranno - i settori "sacrificabili" come lo spettacolo dal vivo, per il qual...

MOSTRE A PICCO NEL 2019, POI E' ARRIVATO IL VIRUS: UN RAPPORTO SULLA CULTURA CHE PARE UN BOLLETTINO DI GUERRA

"EasyRider", a cura di Luca Beatrice, alla Venaria è stata la mostra più vista nel 2019: oltre 103 mila visitatori dal 18 luglio 2018 al 5 maggio 2019 Oggi al Carignano l'Osservatorio Culturale del Piemonte ha presentato il Rapporto annuale sulla cultura in Piemonte che, per forza di cose, stavolta è incentrato soprattutto sulle conseguenze del lockdown e le prospettive per il futuro. Certo, ci sono anche i dati completi sul 2019, e lì ci si può cavare il gusto di sapere, ad esempio, quali mostre a Torino hanno avuto un certo successo (riferiamoci solo a quelle con un biglietto d'ingresso specifico: non valgono quelle inserite nel normale percorso museale, altrimenti vince sempre il Museo del Cinema...).  Mostre per pochi Premetto che ho usato, per questo post, un titolo "gridato", e come tale traditore: tanto va di moda così, stavolta l'ho fatto pure io. Così provo l'ebbrezza della cialtroneria. Ci cascheranno i fessi da internet che guardano...

MURARTE RICOMINCIA DAL LOCKDOWN

Ricevo e volentieri pubblico: Gli artisti di Murarte espongono gli effetti collaterali del confinamento sulle pareti di Torino. Ieri pomeriggio sono state presentate le opere della ripartenza del progetto 2020 alla  presenza dell’assessore alle Politiche Giovanili e Periferie Marco Giusta. E’ la prima opera collettiva della ripartenza del progetto Murarte 2020, che in questa occasione ha scelto di affrontare il tema del lockdown e delle sue conseguenze, e in special modo su chi maggiormente ha subito o subirà i più duri contraccolpi da questa crisi, che da sanitaria è già mutata in economica. La Città di Torino rilancia così il progetto Murarte sull’arte urbana, che da venti anni promuove , sostiene e accompagna la creatività giovanile. L’intervento si è tenuto in corso Ferrucci angolo via Bixio e inaugura una serie di altri interventi che contribuiranno a incrementare il patrimonio artistico del “museo a cielo aperto” costituito dagli interventi di street art della nostra citt...

LA SINDROME DI FERRAGOSTO (DAL VOSTRO INVIATO A CASA SUA)

Credo di essere l'unico essere umano sul pianeta che teme la fine della quarantena (per me quasi cinquantena...). La mia non è follia da isolamento, bensì una curiosa sindrome che definisco sindrome di Ferragosto, in quanto da sempre mi coglie quando s'approssima la fine dell'estate: qualcosa di molto leopardiano, lo ammetto, che ha a che fare con la "tristezza e noia" della sera del dì di festa, allorché ciascuno al travaglio usato in suo persier fa ritorno. Non sono talmente idiota da non vedere quanto l'assurda situazione che viviamo ci abbia devastati, economicamente e psicologicamente; ma l'innaturale sospensione della vita "normale" ha sospeso non solo le gioie della normalità, ma pure le rotture di palle infinite che ci tormentano nel nostro faticoso quotidiano. Persone e incombenze moleste sono scomparse dall'orizzonte, e vi confesso che la coda davanti alla farmacia mi appare comunque meno afflittiva di un appuntamento con il comm...