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SALONE DEL LIBRO: MARCHIO ALL'ASTA, MA QUANTO VALE DAVVERO?

Quanto paghereste per questo marchio? Fate un po' voi: le valutazioni oscillano da 1,9 milioni a 108 mila euro. Più volatili del bitcoin Ci siamo. L'asta della liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro sarà bandita entro pochi giorni. Dovrebbe essere pronto (benché non mi risulti ancora firmato)  il decreto ministeriale che pone sotto tutela l'archivio e il marchio del Salone. La tutela prevederebbe anche il "radicamento territoriale": chi acquisterà il marchio non potrà portare la manifestazione in un'altra città. Speriamo. La base d'asta per il marchio sarà 500 mila euro, con rilanci di 30 mila. La cifra fissata mi riaccende in cuore l'eterno interrogativo: ma quanto minchia vale davvero il marchio del Salone del Libro? Voi sapete che quando un bene viene venduto a un'asta fallimentare (la messa in liquidazione, detto da ignoranti, per le fondazioni equivale al fallimento di un'azienda) di solito si parte da una somma sensibilm...

MUSIKA & DOLLARONI: IL REGIO FRA TEMPESTE DI NUMERI E STRATEGIE PER PARARSI IL CULO

L'altro giorno "filtrano" notizie su una sorta di "due diligence" sui conti del Teatro Regio che, scrive un sito specializzato in indiscrezioni , è stata commissionata dall'assessore Sergio Rolando, "di concerto con la sindaca Chiara Appendino", alla società Pitagora di Roberto Seymandi, un "professionista di stretta fiducia" dell’assessore medesimo.  La relazione, datata 18 aprile, offre (commenta lo stesso sito specializzato) una "fotografia impietosa" delle finanze del Regio, con "sedici milioni di debiti con le banche, altri 9 nei confronti di fornitori e dipendenti, e una perdita d’esercizio per il 2017 valutata in 1,8 milioni". Seguono considerazioni varie sulle cause vicine e lontane, tutte ben note: dal ritardo dei pagamenti da parte degli enti pubblici alle dispendiose tournée all'estero. La "perdita d'esercizio valutata in 1,8 milioni" non è una scoperta: è giustappunto il famoso ...

IL SALONE E LA CRISI MEDIATICA

Martedì  il trentunesimo Salone del Libro, primo dell'era post-Fondazione (cavolo, sembra un romanzo di Asimov...), scopre le sue carte. L'attesa è spasmodica, e i giornali l'ingannano rivelando il noto: ovvero che il passivo della  liquidanda  Fondazione per il Libro è ancora aumentato; e che ben difficilmente i fornitori otterranno il pagamento integrale dei loro crediti. Prima scoperta: i passivi crescono La prima notizia è frutto di una operazione matematica: il passivo pregresso era di quasi due milioni e mezzo , frutto della stravagante svalutazione del marchio ; della singolare posizione leonina dei proprietari del Lingotto ; e dell'indebitamento con le banche causato dal ritardo con cui Regione e Comune pagano i contributi promessi a tutti gli enti culturali (compreso il Salone) costringendo così gli sventurati beneficiari a farsi anticipare il denaro dalle banche. Le quali pretendono in cambio i logici interessi. Questa cosa qui continuo a sc...